Niente stipendio ai lavoratori da quattro mesi e servizi saltati nei centri migranti, esplode il caso Coop San Carlo

La Uil Liguria denuncia una situazione ormai fuori controllo nella cooperativa: lavoratrici e lavoratori senza stipendio da gennaio, servizi essenziali ridotti al minimo e forte preoccupazione per il futuro occupazionale e per l’assistenza a circa 300 migranti

Una vertenza che ormai viene descritta come esplosa, con ricadute pesantissime sia su chi lavora sia sulle persone accolte nei centri. L’Uuiltucs Liguria ha acceso i riflettori sulla situazione della Cooperativa San Carlo, organizzazione non lucrativa di utilità sociale commissariata dalla Prefettura di Genova dopo mesi di insolvenza, denunciando stipendi bloccati da quattro mesi, pressioni, minacce e un progressivo collasso dei servizi destinati a una fascia di utenza particolarmente fragile.

La cooperativa gestisce strutture che ospitano circa 300 migranti, tra cui i centri di prima accoglienza, le comunità per minori, Camaldoli, Arte, Serenella e Padiglione 7, ed era subentrata nell’appalto a Kcs Caregiver. Ma, secondo quanto riferito dal sindacato in conferenza stampa, la situazione economica e organizzativa sarebbe ormai precipitata, con lavoratrici e lavoratori che non ricevono lo stipendio da gennaio 2026 e con una serie di prestazioni essenziali che non vengono più garantite in modo regolare.

Il quadro tracciato è molto pesante. Il kit vestiario stagionale non verrebbe distribuito, il pocket money destinato ai migranti non sarebbe più corrisposto, mancherebbe il latte per i bambini, non sarebbero state effettuate le ricariche delle sim usate per lo studio e neppure garantiti i biglietti dell’autobus per ragazzi e nuclei familiari, che così rischiano multe e ulteriori difficoltà. A questo si aggiungerebbero problemi anche sul fronte delle forniture e dell’igiene, con disinfestazioni saltate e impegni non mantenuti nei confronti delle ditte esterne.
La segretaria regionale dell’Uiltucs Liguria, Cristina D’Ambrosio, racconta una situazione che ormai ha superato il livello dell’emergenza sindacale e ha assunto anche una forte dimensione umana e psicologica. Secondo D’Ambrosio, alcune lavoratrici sarebbero seguite da una psicologa perché non riescono più a reggere il peso di un servizio che non vengono messe nelle condizioni di svolgere, mentre altri dipendenti avrebbero chiesto aiuto a Caritas e Croce Rossa. Il sindacato ricorda anche che già nel settembre 2025 era stato concordato un piano di rientro per gli arretrati salariali, chiuso però con notevoli ritardi, e che adesso da quattro mesi non arriverebbe più alcun pagamento.
L’allarme riguarda dunque insieme il lavoro e l’assistenza. Da una parte ci sono operatori lasciati senza stipendio e, secondo il sindacato, esposti a una precarietà sempre più insostenibile. Dall’altra ci sono migranti, minori e famiglie che vedono ridursi beni e servizi di base in un momento in cui invece avrebbero bisogno di continuità e tutela. È proprio questa doppia frattura a rendere la vicenda particolarmente delicata e a spingere il sindacato a chiedere un intervento immediato.
Il segretario generale della Uiltucs Liguria, Marco Callegari, parla apertamente di una soglia ormai superata e avverte che il sindacato è pronto a mettere in campo ogni iniziativa necessaria per difendere occupazione e diritti. Per Callegari, chi lavora nella cooperativa svolge un compito di altissimo valore sociale in condizioni ormai inaccettabili e ha diritto a risposte rapide, concrete e dignitose. Il messaggio lanciato è netto: né sui lavoratori né sui migranti possono essere scaricate responsabilità che appartengono ad altri livelli gestionali e organizzativi.
La vertenza, insomma, si presenta adesso come una crisi che intreccia lavoro, welfare e accoglienza. E il timore, sullo sfondo, è che senza garanzie immediate si aggravi ulteriormente sia il rischio occupazionale sia la tenuta di servizi fondamentali per centinaia di persone già in condizioni di fragilità.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.