Pd, i giovani superano le correnti. D’Angelo segretario, Romeo presidente: 62 anni in due

Quasi tutti i big per il presidente del Municipio Valpolcevera, ma vince il candidato sostenuto dagli under 50, soprattutto giovani e giovanissimi. Ultimo confronto “vecchio stile” sulla presidenza, figura di garanzia, che tocca alla minoranza, impegnata a far eleggere Vittoria Canessa Cerchi che però la maggioranza non vuole perché lavora col consigliere regionale Sanna. Dopo un tira e molla durato ore (con la minoranza decisa, ma la maggioranza irremovibile), viene investito proprio Romeo 29 anni, mentre il segretario ne ha 33. Non per forza “giovane è bello”. Ma è sicuramente nuovo

Il più “alto in grado” tra le figure politiche nelle istituzioni che hanno sostenuto D’Angelo è il 41enne capogruppo Pd in consiglio comunale, Alessandro Terrile. Con lui il veterano della politica e consigliere comunale Stefano Bernini che dicono che sia stato consigliere e allo stesso tempo macchina instancabile nella fabbrica dei consensi. Volutamente in secondo piano, due “vecchi” che hanno saputo fare un passo indietro rispetto agli incarichi istituzionali e politici: Mario Margini (ex assessore comunale e regionale) e l’ex senatore Graziano Mazzarello. Tra i sostenitori anche l’assessore municipale del Ponente Matteo Frulio, trentottenne. Fondamentale il contributo dei “giovani portatori d’acqua”: la Rete degli Studenti medi, la Sinistra universitaria, i Giovani Democratici.
Dall’altra parte, a sostenere Romeo, consiglieri (come Armando Sanna e Pippo Rossetti) ed ex consiglieri regionali (come Giovanni Lunardon), consiglieri comunali (Cristina Lodi e Alberto Pandolfo), l’ex senatore Carlo Rognoni ed ex ministri: Roberta Pinotti (oggi presidente della commissione Difesa del Senato) e addirittura Claudio Burlando, che è stato per 10 anni presidente della Regione Liguria. Si dice che si sia impegnato personalmente, anche con una serie di telefonate dirette a potenziali elettori, per conquistare voti al presidente del Municipio Valpolcevera. Pro Romeo si sono aggregate persone che prima erano anche molto distanti.

Il risultato della catena di partecipazione innescata dall’impegno dei giovani è stata una partecipazione straordinaria, che da diverso tempo non si vedeva.

Nel corso della “campagna elettorale” sono state anche cambiate le regole in corsa, ammettendo anche gli iscritti del 2021 e certe sezioni, a sorpresa, si sono ampiamente ripopolate. Sant’Olcese, ad esempio, è passata da circa 40 a circa 150 iscritti.

Alla fine, ormai è notizia nota, il blocco che sulla carta e secondo i pronostici era il Davide della situazione ha vinto contro Golia, ma semplificare così non sarebbe giusto. Perché, oltre ai nomi, è significativa la novità che riguarda entrambe le mozioni: lo squadernamento delle correnti. La maggioranza non corrisponde esattamente agli “orlandiani”. Ad esempio, ci sono anche esponenti e militanti di altre parti del partito che hanno votato con l’attuale maggioranza così come alcuni orlandiani hanno votato con l’altro gruppo.

Le votazioni nei circoli hanno visto il prevalere di D’Angelo e lo hanno portato alla segreteria del partito.
Ha avuto un risultato a ponente della città metropolitana, il ponente di Genova, ma anche Cogoleto e Arenzano, poi in Valbisagno (Molassana e Struppa), a Oregina, Camogli, Recco, in Valpolcevera a Bolzaneto. Più forte Romeo a Rivarolo, Mignanego, Sant’Olcese, Albaro, Quinto e Nervi.

Poi, i ricorsi della parte minoritaria con richiesta di attribuzione di sezioni, quindi seggi, praticamente pari alla maggioranza. D’Angelo ha detto “no” presentandosi da solo al tavolo affollato della minoranza: il pareggio avrebbe di fatto costruito una diarchia rendendo difficile il governo del partito.

Domenica si è arrivati all’assemblea con i ricorsi e il nodo del presidente. Respinto il ricorso su Arenzano, rimanevano Masone e Sori. Masone, nel corso dell’assemblea, ha messo fine alla questione con una lettera unitaria del direttivo del circolo di entrambi i gruppi.

La maggioranza ha rifiutato la candidatura alla presidenza di Vittoria Canessa Cerchi. La minoranza si è riunita a ondate per quasi due ore e mezza tentando di imporre la persona scelta anche perché giovane donna. La maggioranza ha risposto che andava bene chiunque, donna o uomo, ma non una collaboratrice di un consigliere regionale. La candidatura di Romeo è arrivata dopo più di un paio d’ore e dopo che quella di Canessa Cerchi era naufragata nelle schede bianche che non hanno consentito di raggiungere l’ampia maggioranza. Un’altra riunione di minoranza ha portato all’individuazione dell’ex candidato segretario Romeo.

«Riprendendo l’appello del segretario nazionale Zingaretti – dice D’Angelo -. Le nostre corrente sono degenerate spesso in cordate. Ognuno di noi viene da un percorso. È importante non chiedere cosa (quale corrente) si è votata negli ultimi 5 anni. Dobbiamo dimenticare chi votava Martina, chi Zingaretti chi Orlandi. Ricordarlo sarebbe solo un vincolo sul futuro». Poi: «La nostra è una proposta politica dal forte connotato progressista, una risposta a chi reclamava la solidità dei contenuti al di là dell’etichetta». È stato un confronto tra il partito dell’apparato e quello delle sezioni? «Ha pesato di più quella parte del partito che ha raccolto la sfida per i prossimi anni» dice il segretario. Poi, un richiamo alle origini: «Un po’ mi ha dispiaciuto che a volte il dibattito in certi circoli si sia trasformato in un’accusa di sostenere la nomenclatura comunista, con accezione negativa. Quando si prende l’acqua in un pozzo non bisogna dimenticare chi quel pozzo lo ha scavato»

Riportiamo i post Facebook pubblici di segretario e presidente

Simone D’Angelo

UN PARTITO IN CUI CREDERE Non c’è riconoscimento maggiore in una comunità politica di essere chiamati a guidarla.Ieri sono stato proclamato Segretario del Partito Democratico di Genova. Il mio partito. La mia comunità. L’emozione dell’acclamazione, i sorrisi e gli occhi lucidi di chi in queste settimane ha camminato al mio fianco, gli applausi sinceri di una comunità intera. Sarà una strada impervia, ma da percorrere sempre con quella forza del “noi”, imprescindibile per chi ancora pensa che un partito sia più di una sola sommatoria di “io”.S ono stati giorni intensi. A volte difficili. Non sono mancate le tensioni. Ma il Congresso è concluso e ora lo sguardo va rivolto solo verso il futuro.Un grazie però va a coloro che hanno reso possibile tutto ciò.Alle donne e agli uomini del Partito Democratico che in queste settimane hanno partecipato a un confronto serrato nei nostri Circoli. Alle militanti e ai militanti che spesso hanno messo il buonsenso che è mancato a tanti dirigenti. A chi mi ha sostenuto con convinzione passo dopo passo, senza farmi mai mancare fiducia, stima e affetto. E infine a Federico per aver reso questo Congresso un Congresso vero e per aver dato la disponibilità al suo termine di assumere su di sé il ruolo massimo di garanzia per tutte e per tutti. C’è una Genova che ci chiede a gran voce un’alternativa a questa destra. Una Genova alla ricerca di una rappresentanza. Da oggi inizia un percorso tanto impegnativo quanto entusiasmante. Abbiamo il dovere di dare a Genova un partito nel quale riconoscersi. Un partito che può tornare al governo della città. Un partito in cui credere.

Federico Romeo

Ieri la comunità del Partito Democratico di Genova ha insediato il suo nuovo Segretario Simone D’Angelo a cui rivolgo il mio in bocca al lupo per l’incarico.
È stato un Congresso difficile sotto il profilo umano e politico, ma in cui non è mancata una discussione franca sulla linea che il Pd dovrà tenere per il futuro nella nostra città.
Con Simone abbiamo confrontato due modelli di impostazione politica differenti in molti tratti, ma uniti dalla assoluta certezza che la sfida da lanciare è fuori dal Pd.
Sono contento di aver fatto l’esperienza di candidato alla Segreteria Provinciale, insieme a una grande squadra che ringrazio profondamente.
Ieri all’ultimo istante sono stato designato Presidente dell’Assemblea provinciale del Partito Democratico Genova. Non era mia intenzione ricoprire quel ruolo e avrei preferito che quella funzione potesse essere assolta da una giovane e capace donna come Vittoria Canessa Cerchi.
Non nascondo il mio rammarico per quanto accaduto, metodo, nessuna spiegazione nel voto e ferita per la sua mancata elezione, a lei va tutta la mia stima e gratitudine per la sua generosa disponibilità.
È solo dopo questo fatto che ho accettato la proposta di candidarmi a Presidente e l’ho fatto perché voglio bene al Pd e per salvaguardare l’unità della nostra comunità.
Ringrazio l’Assemblea, eserciteró questa funzione con equilibrio e rispetto delle opinioni di tutti, ma senza rinunciare a rappresentare il mio punto di vista anche con franchezza.
Sono convinto che nelle prossime settimane la nostra comunità si dovrà caratterizzare con competenza e impegno, sapendo che la battaglia vera è offrire una alternativa per Genova.
Al lavoro, insieme.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: