Cronaca 

Sciagura del Mottarone, scarcerato il direttore d’esercizio anche della funivia di Rapallo

Il giudice per le indagini preliminari ribalta completamente l’impostazione del pm: non c’è alcuna prova che né Enrico Perocchio né il titolare dell’impianto, Luigi Nerini, sapessero del forchettone inserito e non esisteva pericolo di fuga. Per il gip mancano «totalmente» indizi a loro carico. Perocchio: «È stato un errore mettere i forchettoni per ovviare a un problema che si poteva o risolvere. Bastava chiudere l’esercizio uno o due giorni, basta bloccare la funivia e si risolveva il problema. Questo è un periodo di bassa stagione» e, in più, ancora con restrizioni Covid

Il gip Donatella Banci Buonamici ha tenuto agli arresti domiciliari solo Gabriele Tadini su cui si appesantiscono gli elementi che potrebbero portare alla piena colpevolezza. Il caposervizio, secondo l’ordinanza di custodia, si sarebbe reso responsabile di «condotta scellerata in totale spregio della vita umana». Sono 23 le vittime e un bimbo di 5 anni, che ha perso mamma, papà e il fratellino, oltre ai bisnonni, è gravemente ferito. Secondo la deposizione di una collega , aveva deciso di lasciare inseriti i ceppi che bloccavano i freni di emergenza; disse «prima che si rompa una traente ce ne vuole». Quel cavo si è rotto e, da lì, la tragedia. Le ordinanze del gip rifiutano molte delle tesi del procuratore di Verbania Olimpia Bossi e contengono anche una tirata d’orecchie: secondo il giudice, una delle persone interrogate come persone informate sui fatti, uno degli operai della funivia, doveva essere sentita, invece come indagato. Potrebbe essere indagato parte del personale che, secondo Donatella Banci Buonamici avrebbe potuto opporsi all’inserimento delle forchette alla luce del pericolo che questo gesto rappresentava.

«Sono contento di tornare dalla mia famiglia, ma sono disperato per le quattordici vittime – ha detto il direttore di esercizio della funivia del Mottarone e di Rapallo, Enrico Perocchio -. L’errore è stato mettere i forchettoni per ovviare ad un problema che si sarebbe risolto. Se avessi saputo che erano stati messi non avrei avvallato la scelta, in carcere stavo male per le persone mancate e per la mia famiglia».

In un intervista a “La Stampa”, Perocchio ha detto: «Io non sapevo dei forchettoni. Se avessi saputo non avrei avallato quella scelta. Lavoro negli impianti a fune da ventuno anni e so che quelle sono cose da non fare mai, per nessuna ragione al mondo». E ha aggiunto «Tutte le manutenzioni sono state fatte. Era tutto a posto. Ora vedremo le analisi sulla rottura della fune per capirne le ragioni» e ancora «Se mi fosse caduto l’occhio sui forchettoni, colorati di rosso proprio per iniziativa mia, che li volevo ben visibili, li avrei fatti togliere immediatamente. Insomma è stato un errore mettere i forchettoni per ovviare a un problema che si poteva o risolvere. Bastava chiudere l’esercizio uno o due giorni, basta bloccare la funivia e si risolveva il problema. Questo è un periodo di bassa stagione».

Secondo il gip non ci sarebbe stato alcun interesse economico in rapporto al grave rischio a far funzionare la funivia usando un escamotage tanto pericoloso in bassa stagione.

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