Toti: «Liguria in fascia gialla, ma il Governo non ha ascoltato le Regioni». Ecco cosa chiedono i territori

Tra le richieste delle Regioni, lo spostamento del coprifuoco alle 23, la possibilità per bar e ristoranti di servire all’interno, maggiore elasticità sulle attività sportive

«Posso anticipare una notizia che dovrà essere confermata dal report settimanale del CTS e dalle ordinanze ministeriali: la Regione Liguria si conferma in fascia gialla, con un indice RT abbondantemente sotto l’1. Da lunedì 26 dunque dovremmo essere nuovamente in quella fascia di rischio e seguiremo le regole sulle riaperture che verranno stabilite». Lo ha detto ieri il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nel corso del consueto aggiornamento serale. “Oggi abbiamo avuto una nuova riunione straordinaria della Conferenza regioni – ha proseguito – convocata dal presidente Fedriga. C’è delusione e anche stupore su alcune decisioni prese ieri. Speravamo che le regioni avrebbero potuto dare un contributo che era di semplice ragionevolezza e moderazione, non particolarmente distonico rispetto alle linee del governo. Avevamo chiesto solo aggiustamenti perché queste riaperture potessero essere effettive e potessero non essere vissute quasi come provocazioni in taluni casi, vista la difficoltà del momento: così non è stato. Avevamo chiesto di utilizzare gli spazi interni degli esercizi pubblici che verranno riaperti, anche perché il tempo ballerino di questa primavera lo renderebbe necessario, ma la risposta è stata negativa; abbiamo chiesto almeno il prolungamento di un’ora del coprifuoco, ma anche su questo non c’è stata risposta positiva e me ne dispiaccio. Dover tornare a casa alle 22 vuol dire in molti casi non poter usufruire dei servizi che riapriranno. Aspettiamo poi di conoscere nel dettaglio il tema dei pass vaccinali per gli spostamenti per commentare nel merito, vista la delicatezza del tema. Ci era stato proposto un accordo sulle aperture delle scuole superiori, che portava la didattica in presenza dal 60 al 100%: il Governo ha deciso di spostare la forchetta bassa di queste due percentuali al 70%. Applicheremo quanto stabilito, anche se alcune regioni che hanno ancora alta incidenza di contagio chiedevano una maggiore prudenza. Ci sono infine decisioni che francamente non si comprendono, come chiudere i ristoranti all’interno ma aprire cinema e teatri. Abbiamo chiesto dunque un’ulteriore riflessione al Governo e rapide verifiche per capire se non sia possibile tornare su quelle decisioni».

Ecco cosa dice la lettera di Fedriga in merito alle «proposte delle Regioni e delle Province autonome, per evidenziare nuovamente alcune incongruenze e criticità registrate nella bozza di decreto informalmente circolata, nonché trasmettere l’aggiornamento delle Linee Guida sulle riaperture delle attività economiche, sociali e ricreative che sono state redatte con il supporto tecnico degli uffici regionali di prevenzione ai senti dell’articolo 1, comma 14, del Decreto Legge n. 33 del 2020 e delle quali non si è tenuto in alcun modo conto».


• Per quanto attiene i servizi di ristorazione, in primo luogo va chiarito se in tale definizione rientrano anche i bar, in analogia con quanto precedentemente disposto con i diversi provvedimenti assunti dal Governo.
Nel prendere positivamente atto della volontà di anticipare le aperture per i ristoranti all’aperto, si segnalano le seguenti oggettive criticità:

  • le condizioni climatiche non consentono lo svolgimento regolare dell’attività di ristorazione solo all’aperto condizionandone anche la programmazione;
  • una tale previsione rischia di discriminare gli esercizi che dispongono degli
    spazi esterni rispetto a coloro che non ne dispongono;
  • la disposizione appare altresì non comprensibile in relazione ad altre attività che vengono autorizzate a svolgersi al chiuso già a partire dal 26 aprile.
    Le Regioni ritengono pertanto necessario consentire, nel rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza, l’effettuazione dei servizi di ristorazione sia al chiuso sia all’esterno, senza differenze di trattamento con riguardo agli orari di somministrazione (pranzo, cena).
    • In ragione dell’approssimarsi della stagione estiva caratterizzata dall’ora legale e, in considerazione della riapertura delle attività sociali e culturali, si propone di valutare il differimento dell’interruzione delle attività e della mobilità dalle ore 22 alle ore 23.
    • Vista l’intenzione del Governo di prevedere la riapertura di palestre e piscine a partire dal 1°giugno, in considerazione che da quella data di norma l’attività risulta fortemente ridimensionata per la riduzione fisiologica dell’utenza, si chiede di consentire, in una logica di gradualità, lo svolgimento delle attività individuali con la presenza di un istruttore già a partire dal 26 aprile, nel rispetto delle linee guida approvate dalla Conferenza e delle seguenti ulteriori prescrizioni di sicurezza:
  • impossibilità di praticare attività di gruppo (corsi e allenamenti);
  • possibilità di svolgere esclusivamente lezioni o allenamenti individuali;
  • accesso solo con prenotazione obbligatoria;
  • in palestra, utilizzo della mascherina a protezione delle vie aeree da parte
    dell’allenatore/istruttore e dell’utente (tranne che durante l’attività fisica).
    Una riapertura coerente anche con le altre misure in ragione del fatto che nel decreto si prevede la possibilità di esercitare tutti gli sport da contatto all’aperto.
    • Si richiede di inserire un’apposita previsione per la riapertura delle piscine al chiuso.
    • Parimenti si richiede di prevedere la riapertura del settore del wedding.
    • Con riferimento invece ai parchi tematici si chiede di valutare l’anticipazione
    dell’apertura, parimenti alle attività dei mercati.
    • Si evidenzia la necessità di uniformare le date di riapertura degli spettacoli all’aperto e degli eventi sportivi all’aperto, al fine di evitare incomprensibili discriminazioni.

• Si fa presente della necessità di prevedere in tutto il provvedimento il giusto riferimento alle linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative adottate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.
• Si sottolinea la necessità della previsione di un’apposita norma che consenta di modulare le aperture delle attività in relazione all’andamento della situazione epidemiologica.
• Si rende necessario che le norme previste dal prossimo provvedimento vengano accompagnate da serie misure di controllo del territorio per il rispetto delle prescrizioni di legge, al fine di evitare assembramenti e conseguentemente aumento di contagi.

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