Pronto soccorso, il Partito Democratico boccia l’ipotesi Esercito: «La Regione faccia funzionare la sanità»

Dopo la proposta di presidi militari davanti agli ospedali, il PD attacca la Giunta regionale: servono personale, turni sostenibili e forze dell’ordine presenti nei principali pronto soccorso

La sicurezza nei pronto soccorso non si risolve chiamando l’Esercito, ma facendo funzionare la sanità. È questa la replica del Partito Democratico ligure dopo la proposta dell’assessore regionale alla sanità Massimo Nicolò di chiedere presidi straordinari militari davanti ai principali pronto soccorso della Liguria, in seguito all’ennesima aggressione al personale sanitario.

A intervenire sono il segretario regionale del PD Davide Natale e la responsabile sanità della segreteria del Partito Democratico ligure Katia Piccardo, che contestano duramente l’impostazione della Giunta guidata da Marco Bucci. Secondo i due esponenti dem, di fronte a episodi sempre più gravi di violenza nei reparti di emergenza, la risposta non può essere quella di spostare il problema su altri livelli istituzionali, ma deve partire dalle responsabilità dirette della Regione.

«Di fronte all’ennesima aggressione nei pronto soccorso l’unica risposta che la Giunta regionale riesce a dare è chiedere l’intervento dell’Esercito», affermano Natale e Piccardo. Per il PD, mentre i sindacati chiedono una presa di responsabilità da parte della Regione, fatta di investimenti su personale sanitario, infermieristico, medico, tecnico e operatori socio-sanitari, la Giunta sceglierebbe invece di scaricare altrove le proprie competenze.
Il punto, secondo Davide Natale e Katia Piccardo, è la tenuta complessiva del sistema sanitario regionale. Nei pronto soccorso, spiegano, servono organici adeguati, turni sostenibili e carichi di lavoro meno pesanti. La sicurezza degli operatori, quindi, non può essere separata dalle condizioni in cui medici, infermieri e personale sanitario lavorano ogni giorno. Per questo il Partito Democratico accusa la Giunta di avere bloccato concorsi, assunzioni e graduatorie già disponibili, indebolendo progressivamente il servizio sanitario ligure.
La presenza di presidi di sicurezza viene considerata necessaria, ma non nella forma proposta dalla Regione. I consiglieri dem ricordano che il Consiglio regionale, su proposta del PD, ha già chiesto alla Giunta di garantire la presenza delle forze dell’ordine ventiquattr’ore su ventiquattro nei principali pronto soccorso. Prima di invocare l’Esercito, sostengono, Bucci dovrebbe attuare quell’indirizzo già approvato dall’assemblea regionale.
La critica politica è molto netta. Per i due esponenti dem, la Giunta confonderebbe cause ed effetti, trattando la violenza nei pronto soccorso come un problema da contenere solo con la deterrenza, senza affrontare le condizioni che rendono i reparti sempre più esposti a tensioni, sovraccarico e fragilità organizzativa. «Troviamo quasi offensivo che, su un problema di questo tipo, si arrivi a dire che bisogna far intervenire l’Esercito, come se fossimo in guerra», dichiarano Davide Natale e Katia Piccardo.
Per il PD, la vera battaglia è un’altra: garantire un servizio sanitario capace di tutelare sia chi lavora nei reparti sia i cittadini che si rivolgono agli ospedali. La sicurezza, ribadiscono, deve essere assicurata, ma dentro una strategia più ampia che comprenda assunzioni, investimenti, organizzazione e presenza stabile delle forze dell’ordine. «Invece di continuare a nominare commissari e a moltiplicare le poltrone si facciano investimenti e si assuma personale sanitario», concludono Natale e Piccardo.
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