Vaccini, fuoco di fila in consiglio regionale. Hub Fiera, Toti: «Uniche spese quelle di allestimento»

Lo spazio è stato concesso in comodato gratuito. La previsione di spesa fino a ferragosto è di 10.800 euro per il funzionamento del padiglione, 115mila euro per l’allestimento dei box, 110mila per i servizi informatici, 43mila per segnaletica, parcheggi e stand informativi
Caregiver e soggetti fragili in priorità per quanto riguarda le liste delle aziende sanitarie

«La raccomandazione trasmessa alle Asl è di dare precedenza per le liste di riserva ai caregiver dei soggetti fragili, con modalità di chiamata individuate dalle singole aziende sanitarie. In base ai dati dei primi mesi di vaccinazione, Alisa ha stimato un rischio massimo del 4% di somministrazioni giornaliere che possono essere riprogrammate a seguito di defezioni». Lo ha detto il presidente e assessore alla sanità di Regione Liguria Giovanni Toti questa mattina in Consiglio regionale, rispondendo a un’interrogazione in merito.
«La lista di riserva – ha precisato – può essere completata anche con le prime somministrazioni del giorno successivo nel caso non si riesca il giorno stesso, rispettando ovviamente il limite di conservazione dei vaccini. Il numero di disdette comunque fino ad ora non è particolarmente significativo, se si eccettuano i giorni immediatamente successivi alla temporanea sospensione di Astrazeneca».

Hub vaccinali: in consiglio sono state presentate due interrogazioni, la prima da Roberto Arboscello (Pd-Articolo Uno), e sottoscritta dai colleghi del gruppo, la seconda da Gianni Pastorino (Linea Condivisa)
Arboscello ha chiesto alla giunta i costi del hub presso la Fiera di Genova, comprese le spese di affitto del capannone. Il consigliere ha sostenuto che a Genova ci sono diversi immobili che potevano essere adibiti a tale funzione che avrebbe permesso il ripristino di locali utilizzabili anche nel post-covid e un impiego di risorse non limitate alla fase emergenziale.
Pastorino ha chiesto alla giunta la previsione di spesa per il funzionamento dell’hub per la somministrazione dei vaccini anti Covid-19, presso il padiglione Jean Nouvel della ex Fiera di Genova, con particolare riguardo all’ammontare delle risorse pubbliche destinate alle prestazioni fornite da soggetti privati (Confindustria Genova, Confcommercio salute, sanità e cura, Lega cooperative e Confartigianato salute) che hanno siglato un protocollo d’intesa con la Regione.
Toti ha risposto che «è stato concesso in comodato gratuito per il momento fino al prossimo ferragosto, salve eventuali proroghe. Gli unici costi sostenuti sono relativi all’installazione dei box e alla logistica, oneri che ci sarebbero stati per qualsiasi altra struttura – ha detto -. In particolare, la previsione di spesa fino a ferragosto è di 10.800 euro per il funzionamento del padiglione, 115mila euro per l’allestimento dei box, 110mila per i servizi informatici, 43mila per segnaletica, parcheggi e stand informativi».

Sui denunciati ritardi nella vaccinazione delle categorie “ultrafragili” sono state presentate tre interrogazioni: la prima da Fabio Tosi (Mov5Stelle), e sottoscritta dal collega del gruppo, la seconda da Paolo Ugolini (Mov5Stelle) e sottoscritta dal collega del gruppo, la terza da Luca Garibali (Pd-Articolo Uno) e sottoscritta dai colleghi del gruppo.
Tosi ha chiesto alla giunta entro quale mese la categoria di persone “ultrafragili” verrà vaccinata presso la loro abitazione, in quanto si tratta di soggetti appartenenti alle categorie prioritarie. Il consigliere ha lamentato numerosi ritardi in merito.
Ugolini ha citato, in particolare, il caso di una donna di 108 anni, la più anziana della provincia della Spezia, che non avrebbe ricevuto alcuna notizia sulla data di vaccinazione e ha chiesto alla giunta di intervenire urgentemente per rimediare alla situazione .
Garibaldi ha chiesto alla giunta il dettaglio, cioè i soggetti individuati e i soggetti presi in carico con prima dose e seconda dose, dello stato della campagna di vaccinazione dei soggetti ultrafragili. Garibaldi ha rilevato che la campagna per gli ultra fragili è iniziata il 15 marzo e che sono state registrate numerose segnalazioni negative sull’organizzazione della somministrazione.
Il presidente Toti ha risposto: «Per quanto riguarda la categoria dell’ultravulnerabilità e della disabilità, due giorni fa eravamo al 41 per cento della popolazione vaccinata con la prima dose e rientra in una delle categorie prioritarie dell’ultima ordinanza del Generale Figliuolo in parallelo con gli ultraottantenni. Quindi – ha detto – si sta procedendo secondo le indicazioni date, ovviamente sulla base della tipologia e quantità di vaccini in arrivo. Per quanto riguarda le vaccinazioni a domicilio, – ha aggiunto – è difficile dire quando finiremo l’intera platea delle persone che si sono prenotate». Toti ha ricordato che da ieri, sono salite a 37 le squadre di vaccinazione a domicilio, che vaccinano circa una decina di persone ultravulnerabili o disabili. «È chiaro che è un processo – ha aggiunto – più lento di quello raggiunto nei grandi “hub” vaccinali. È chiaro, inoltre, che risente della tipologia di vaccino che la maggior parte delle aziende utilizza per questa tipologia di soggetto, che è Moderna. Ci vorranno ancora alcuni giorni, ma direi che la situazione procede in parallelo alle altre categorie, esattamente come previsto dall’ordinanza del Generale Figliuolo». Rispetto al singolo caso Toti non ha escluso qualche disguido.

Pippo Rossetti (Pd-Articolo Uno) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta dai colleghi del gruppo, in cui ha chiesto alla giunta che siano allestiti spazi più adeguati per la vaccinazione presso l’ospedale Evangelico a Genova-Voltri. Secondo Rossetti nel polo le persone sono costrette ad aspettare all’aperto, senza posti a sedere, e in una zona dell’ospedale utilizzata anche per il parcheggio di mezzi e per stoccare contenitori e rifiuti.
Il presidente della giunta con delega alla sanità Giovanni Toti ha illustrato nel dettaglio come si svolge la somministrazione nel polo genovese e il numero di vaccinazioni effettuate al giorno. Toti ha illustrato la qualità dei locali adibiti alla somministrazione sottolineando che questi «non sono inadeguati e gli spazi esterni sono complessivamente in ordine» mentre i contenitori non contengono rifiuti pericolosi.

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