Tutte le regole da rispettare nelle feste. Ecco cosa si potrà o non si potrà fare

No ai mercatini, no ai ristoranti la sera (per evitare le cene di Natale tra amici e colleghi) e messe anticipate. Abbiamo provato a riunire tutte le regole (decreti e circolari) e a dare risposte alle domande che ci sono pervenute dai nostri lettori. Tra queste, la possibilità per i conviventi di fatto che hanno la residenza in comuni diversi di trascorrere le feste insieme o la possibilità di partecipare alla messa o quella di assistere familiari o amici non autosufficienti il giorno di Natale anche se vivono in comuni diversi

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte, sulla scorta delle indicazioni degli esperti, non ha usato mezze misure: <Dobbiamo scongiurare una terza ondata che potrebbe arrivare già a gennaio e non essere meno violenta della prima>. Tra marzo e aprile in Italia ci sono stati circa 48mila decessi in più rispetto alla media degli anni precedenti, contro i circa 29mila attribuiti ufficialmente al coronavirus. Questo perché l’emergenza ha diminuito la capacità di cura del sistema sanitario impegnato nella lotta al Covid con la chiusura di diversi reparti. Minore anche il ricorso ai medici di medicina generale e ai pronto soccorso per timore del contagio. I morti di Covid accertati fino ad ora in Italia sono 59.514 di cui 662 solo ieri. Praticamente sono scomparse tante persone quanti i residenti a Savona che ne ha 59.933. In Liguria i morti da inizio epidemia sono, a ieri, 2.501, di cui 27 registrati nella sola giornata di ieri, più o meno tanti quanti gli abitanti di Avegno, Pieve Ligure o Moconesi, più di quelli di Zoagli e Leivi, molti di più di quelli di Cicagna, Torriglia o Uscio.

L’equilibrio tra salute e vita da una parte ed economia è quindi difficilissimo. Anche la povertà è un fattore di rischio pesante: sociale e sanitario.

<Ancora una volta i nostri sanitari e i numeri ci consegnano la fotografia di un’epidemia in decrescita in tutta la regione – ha detto ieri sera il presidente della Regione Giovanni Toti -. È un grande merito che tutti noi dobbiamo rivendicare, frutto dell’impegno di tutti a seguire le regole e soprattutto dell’impegno delle categorie economiche come ristoratori e bar che sono stati molto penalizzati dalle chiusure e che, in queste vacanze di Natale, ritengo dovrebbero avere un po’ più di fiato, almeno in quei territori dove il virus può permetterlo”. Lo ha ribadito questa sera il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nel corso del consueto punto sul Covid. Oggi la Banca Centrale Europea ha lanciato un allarme per tutte quelle persone che non riescono più a pagare il mutuo – ha continuato Toti – Non vorrei che qualcuno si scordasse delle mie parole. È vero che in questo momento ci sono ancora purtroppo tanti morti e che bisogna ancora essere attenti e prudenti ma a marzo e aprile quando il Covid sarà finito e la nostra economia sarà in ginocchio non vorrei che qualcuno si tirasse fuori da queste responsabilità. E’ facile chiudere tutto ma quando tutto questo produrrà gli effetti che gli indicatori economici già ci mostrano, io ricorderò che quando si potevano fare scelte anche lievemente diverse si è optato per strade più facili. Comunque sono orgoglioso di essere il governatore della Liguria in quanto siamo la migliore seconda regione in Italia per Rt dopo la Sardegna, grazie all’impegno e alla fatica di tutti i cittadini. Merito anche delle misure prese in anticipo che evidentemente sono state rispettate dalla comunità e che ha portato a questi risultati>.

<Abbiamo evitato il lockdown generalizzato – ha detto il premier Giuseppe Conte spiegando l’ultimo decreto – ma ora non dobbiamo abbassare la guardia. I presidenti delle Regioni hanno definito la misura “ingiustificata”, sostenendo che si creerebbe una disparità di trattamento tra chi abita in una grande città e i milioni di italiani che vivono invece nei piccoli comuni. Ma lo scontro è anche nel Pd, con 25 senatori che chiedono al premier di rivedere le “misure sbagliate” e il segretario Nicola Zingaretti che ribadisce la necessità di “misure rigorose”.

Qualche deroga sarà però concessa, anche alla luce del parere del Comitato tecnico scientifico secondo il quale, proprio in considerazione della differenza di dimensioni tra città metropolitane e comuni minori, vanno comunque garantiti per le realtà più piccole gli spostamenti “per situazioni di necessità e per la fruizione dei servizi necessari”, a partire dal non lasciare gli anziani da soli. Lo stesso Conte conferma che tra i motivi che rientrano nello “stato di necessità” c’è l’assistenza alle persona non autosufficienti, così come sarà possibile sempre rientrare non solo alla propria residenza ma anche nel luogo “dove si abita con continuità”, una formula per consentire il ricongiungimento delle coppie conviventi di fatto.

Il Dpcm

Dalle ore 22,00 alle ore 5,00 del giorno successivo, nonché dalle ore 22,00 del 31 dicembre 2020 alle ore 7,00 del 1° gennaio 2021 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

È vietato, nell’ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, e nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 e del 1° gennaio 2021 è vietato altresì ogni spostamento tra comuni, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma e, nelle giornate del 25 e 26 dicembre 2020 e del 1° gennaio 2021, anche ubicate in altro comune, ai quali si applicano i predetti divieti.

La circolare del ministro dell’Interno Lamorgese

<Si evidenzia che tra le situazioni di necessità, per le quali resta fermo l’uso del modulo di autodichiarazione, può farsi rientrare, a mero titolo di esempio, l’esigenza di raggiungere parenti, ovvero amici, non autosufficienti, allo scopo di prestare ad essi assistenza>.
Quali sono le persone non autosufficienti? La non autosufficienza è determinata da: l’incapacità di provvedere autonomamente al governo della casa, all’approvvigionamento e alla predisposizione dei pasti;  l’incapacità di provvedere autonomamente alla cura di sé, ad alimentarsi e al governo della casa; l’incapacità di provvedere autonomamente alle funzioni della vita quotidiana e alle relazioni esterne e presenza di problemi di mobilità e di instabilità clinica.


Shopping, mercatini di Natale e feste

Il Dpcm prevede che i sindaci possano disporre <la chiusura al pubblico, salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private> delle <strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento> e questo per tutta la giornata o in determinate fasce orarie.

Le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni e nel rispetto delle regole di prevenzione.
Le manifestazioni locali commerciali e fieristiche (mercatini di Natale), realizzate fuori dell’ordinaria attività commerciale in spazi dedicati al mercato (mercati rionali o di merci varie settimanali, che sono consentiti), sono da assimilare alle fiere e sono quindi vietate in tutte le Regioni, non importa di quale fascia di rischio. I mercatini di Natale sono
assembramenti per antonomasia e il rischio sarebbe troppo forte.
Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi ed edicole; fino al 6 gennaio 2021.
L’apertura degli esercizi commerciali al dettaglio è consentita fino alle ore 21.
Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5,00 fino alle ore 18,00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18 e’ vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico.
Resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento
che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con
asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze
Continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente.

Natale e Capodanno

Il 25 dicembre e il 1º gennaio sarà consentito andare a pranzo a ristorante. Per chi resta a casa, la raccomandazione è quella di non invitare persone non conviventi e di proteggere le persone anziane e con fragilità, anche utilizzando il distanziamento e le mascherine quando non si sta a tavola: un Natale senza nonni è brutto per tutta la famiglia, ma se questo costasse poi il contagio e la malattia degli anziani, che sono tra le categorie per cui gli esiti sono più facilmente mortali, chi se lo potrebbe mai perdonare?
Vige il divieto di organizzare feste nei locali pubblici e nei luoghi privati a Natale e a Capodanno come gli altri giorni. La sera della vigilia di Natale si deve rientrare nella propria abitazione entro le 22. La messa di Natale sarà celebrata alle 20 e la Conferenza episcopale ha raccomandato alle parrocchie di fissare funzioni religiose nell’arco dell’intera giornata di Natale per evitare gli assembramenti e sempre nel rispetto dei protocolli che prevedono l’uso della mascherina, il distanziamento e le acquasantiere vuote. Anche la sera di San Silvestro si dovrà tornare nella propria abitazione entro le 22 e il coprifuoco durerà fino alle 7 del 1° gennaio 2021.
Il 1° gennaio non si potrà uscire dal proprio comune. Chi vive in una regione gialla e vuole andare in un altro comune dovrà farlo prima e il rientro a casa è sempre consentito. Chi trascorrere la notte del 31 dicembre in albergo non potrà cenare a ristorante: è consentita la sola consumazione in camera. Non è vietato l’uso dei botti, ma è vietato assembrarsi per spararli o per assistere.

Le Faq

È consentito uscire dalla regione dopo il 21 dicembre?

Dal 21 dicembre al 6 gennaio è vietato spostarsi tra le regioni, qualsiasi sia la fascia di rischio e quindi il colore. Rimane la possibilità di muoversi per le “comprovate esigenze”. Secondo il Dpcm è comunque “consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”. Vuol dire che chi si trova in una regione diversa da quella dove abita, dove è domiciliato o dove vive la sua famiglia può tornare anche in questo periodo e poi può fare ritorno nella regione dove lavora o studia

Posso lasciare la città e in quali giorni sono previsti più vincoli?

Chi si trova in una fascia gialla può sempre uscire dal proprio comune di residenza o domicilio. Chi si trova in una regione in fascia rossa non può uscire dalla propria abitazione se non per “comprovate esigenze” legate alla salute, al lavoro e alle urgenze. Il 25-26 dicembre 2020 e il 1 gennaio 2021 sarà vietato a tutti uscire dal proprio comune di residenza. Per farlo si deve dimostrare di avere “comprovate esigenze”. Chi esce prima di queste date può fare ritorno nella propria residenza, abitazione o domicilio.

A fine anno posso andare nella casa di montagna?

Chi vive in una regione che si trova in fascia gialla e vuole trasferirsi nella seconda casa può farlo fino al 20 dicembre. Dal 21 dicembre al 6 gennaio 2021 è infatti espressamente vietato «lo spostamento nelle seconde case» anche se si trovano in un’altra regione in fascia gialla. È però sempre consentito il ritorno presso la propria residenza, abitazione o domicilio. Dunque anche in questo periodo si può rientrare. Chi vive in una regione in fascia arancione non può invece trasferirsi nella seconda casa perché è vietato il trasferimento da un comune all’altro. È sempre consentito andare nelle seconde case se ci sono motivi di urgenza (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) che però devono essere giustificati con il modulo di autocertificazione. La permanenza deve però essere limitata “secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni”.

Gli impianti da sci saranno aperti?

Il Dpcm impone la chiusura degli impianti da sci. Rimangono aperti soltanto «per gli atleti professionisti e non professionisti riconosciuti dal Coni» oppure per gli allenamenti “finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento delle gare”. Il divieto è stato imposto per «evitare le vacanze in montagna e gli assembramenti nel periodo delle festività». Gli impianti potranno riaprire a partire dal 7 gennaio 2021 ma le Regioni e le Province autonome dovranno adottare «le linee guida validate dal Comitato tecnico-scientifico”. In particolare il protocollo prevede l’uso delle funivie al 50% con obbligo di mascherina a bordo, il distanziamento in fila nell’attesa di prendere gli impianti. E per limitare il numero massimo di presenze giornaliere “l’introduzione di un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili, determinato in base alle caratteristiche del comprensorio”.

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