Lavoratori Arcelor Mittal, presidio a oltranza ai varchi merci
Prevista anche un’ora di sciopero, a partire da domani, su tutti i turni. L’assemblea di stamattina è stata convocata in seguito al licenziamento disciplinare avvenuto in questi giorni per 3 lavoratori. E pare in arrivo anche il quarto
Questa mattina si è svolta davanti ai cancelli di ArcelorMittal Genova
l’assemblea del personale convocata dalla rappresentanza sindacale
unitaria per rispondere ai licenziamenti e al sempre più evidente
disimpegno dell’Azienda nelle stabilimento genovese.
L’assemblea dei lavoratori Arcelor Mittal Genova ha deciso in maniera
compatta il presidio ad oltranza dei varchi merci presso l’Aeroporto e
un’ora di sciopero, a partire da domani, per tutti i turni.
<Contro i vergognosi licenziamenti che rappresentano la volontà aziendale
di creare un clima di paura e terrore per preparare un ulteriore
disimpegno dallo stabilimento di Genova. La risposta non può che essere sindacale, con lo sciopero e i presidi decisi dai lavoratori>.
L’assemblea è stata convocata in seguito al licenziamento disciplinare avvenuto in questi giorni per 3 lavoratori (pare in arrivo anche la quarta).
<Il licenziamento di tre lavoratori nello stabilimento siderurgico di Genova Cornigliano sembra l’occasione per l’azienda di confermare tutto il peggio ci si potesse aspettare da ArcelorMittal – dice Igor Magni Segretario Generale Cgil Genova -. I delegati sindacali di ArcelorMittal, a causa dell’azzeramento della manutenzione agli impianti, hanno denunciato in più occasioni un aumento dei rischi per salute e sicurezza dei lavoratori; l’allarme è molto forte tra i lavoratori perché questo disimpegno dell’Azienda fa mal pensare circa il suo stesso futuro a Cornigliano, visto anche lo stato di continua incertezza per la situazione del Gruppo in Italia. Quanto sta accadendo a Genova sembra il tentativo di intimorire il sindacato ed i lavoratori che hanno denunciato agli organismi preposti e agli organi di stampa lo stato di abbandono nel quale versa il sito; se questo è l’obiettivo che si prefigge l’odioso atto di tre licenziamenti, si sappia che la Cgil resterà in campo a difesa dei lavoratori, non solo quelli licenziati ma di tutti i dipendenti ArcelorMittal. La Cgil chiede che anche le istituzioni e la politica facciano sentire la propria voce. L’obiettivo deve essere comune: mettere in sicurezza la fabbrica ed i lavoratori proprio a partire dai tre licenziati, difendere il lavoro e con esso il futuro della città>.
La Rsu e la segreteria Fim Cisl hanno espresso in assemblea la solidarietà ai lavoratori con la speranza che possano dimostrare l’estraneità ai fatti imputati in sede giudiziale con un provvedimento che a noi pare sproporzionato. La Fim non ha ritenuto opportuna la mobilitazione proposta dalla Fiom con conseguente blocco dei varchi <che rischiano di compromettere l’accordo sindacale che già ci è costato molte ore di sciopero e che ha permesso una gestione a rotazione di quasi la totalità dei dipendenti e che non produrrà nessun reintegro in quanto ormai in fase giudiziale>.
<Non abbiamo mai lasciato soli i lavoratori e continueremo a farlo dicendo a chiare lettere che siamo preoccupati dalla situazione di incertezza che ancora aleggia sul futuro della siderurgia e del nostro stabilimento di Cornigliano – dicono dicono Alessandro Vella, segretario generale Fim Cisl Liguria e Nicola Appice, coordinatore RSU Ilva Fim Cisl -. Siamo legati all’accordo sindacale del 6 settembre che è stato messo in discussione. Servono risposte chiare dal governo, serve capire cosa succederà entro il 30 novembre. La siderurgia è strategica per il nostro Paese, c’è bisogno di un tavolo di coordinamento per l’intero settore, ma ancor di più risolvere tutti i nodi in sospeso della vertenza ex Ilva così come era stato fatto con l’accordo del 06 settembre 2018>.


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