La Lella al centro del (suo) mondo. Minacce di carte bollate tra Paita e Balbontin
La Lella di cui parla il comico savonese è notoriamente un personaggio delle sue gag da anni. Ma la politica di Italia Viva si sente chiamata in causa, come fosse l’unica Lella del mondo a causa di un botta e risposta tra i commenti dell’annuncio su Facebook di uno dei tanti eventi benefici a cui partecipa il comico. Chissà come la prenderebbe la celeberrima “sora Lella”, Elena Fabrizi (sorella di Aldo), se fosse ancora viva. E lo sa Lella (Gabriella) Costa, attrice, scrittrice e doppiatrice italiana, famosa soprattutto per i suoi monologhi teatrali, di usurpare il titolo di “Lella nazionale” alla politica spezzina?
Intanto l’account di Balbontin è stato segnalato e bloccato


Nel video della trasmissione “Bulldozer” di Rai2 caricato su youtube nel 2014 (ma in realtà più datato, visto che la trasmissione è andata in onda dal 2003 al 2005) Lella è diminutivo non di Raffaella, ma di Ornella: <La Lella pare ce l’abbia solo lei e un’altra in Congo> (al minuto 3:07 del video) dice Enraz, personaggio interpretato da Balbontin ben prima, che iniziasse la scalata politica della Paita, cioè quando lei non era ancora nemmeno assessore del Comune della Spezia (lo è diventata nel 2007). Insomma, certo non era un personaggio su cui fare satira proprio perché non era nemmeno personaggio di rilevanza cittadina nell’estremo levante ligure, figuriamoci nazionale. Quella del video è solo una delle tante citazioni del nome “Lella”, personaggio abituale degli sketch del comico da quando la politica non aveva nemmeno trent’anni.
Forse non raffinatissima, ma non è nemmeno satira politica, è semplicemente comicità: Lella è un nome ricorrente nelle gag di Balbontin quello di un personaggio inventato da tempo, abbreviazione di un nome intero peraltro diverso da quello della politica ex Pd, ora, per Italia Viva, presidente della commissione trasporti della Camera.
Eppure lei vede un commento e si scaglia contro il comico, già lapidato per una maglietta sfoggiata in occasione di un video con il candidato presidente della Regione Ferruccio Sansa che il partito della Lella-politica non sostiene, puntando su Aristide Massardo. Anche quella maglietta riporta un vecchio slogan che è anche il titolo di un libro di Balbontin, “Son tutti finocchi col culo degli altri. Corso avanzato di lingua savonese”. Insomma, un modo di dire ligure in uso anche non solo a Savona, ma anche a Genova, Imperia e alla Spezia. Tutti lo conoscono, è solo comicità (ok, un po’ crassa) e alle gag del comico nessuno si è mai sognato di lanciare accuse di omofobia.
Paita minaccia querela, Balbontin (che è avvocato) risponde che a querelare sarà lui. Ma, intanto, il suo account è stato bloccato per una settimana.
<Balbontin non è omofobo, anzi, è stato invitato a diversi gay pride, né sessista – commenta Ferruccio Sansa -. La sua vita, il suo lavoro come attore e come avvocato degli ultimi lo testimoniano. Il blocco della pagina Facebook suona come censura ma è anche un danno enorme per la sua professione di attore già messa a dura prova dalle restrizioni per il covid. Balbontin è solo un dissacratore, un uomo libero che odia l’ipocrisia. Uno che non cambia bandiera a seconda delle convenienze, che rischia del suo. Ce ne fossero di più come lui>.
Il video del collega di Balbontin, Antonio Ornano




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