Scompare Arcadio Nacini, motore dei comitati del Ponente

I funerali saranno celebrati con rito civile lunedì 29 alle 12 sulla fascia di rispetto di Pra’ presso i giardini Dapelo

Non poteva che essere così, perché per la fascia di rispetto Arcadio Nacini, che aveva 77 anni, aveva lottato fino a ottenerla. Una vita di lotte quella di Arcadio, fin dal ’68, quando aveva guidato lo sciopero alla Chicago Bridge con l’obiettivo della salute in fabbrica, insieme agli studenti di Medicina. Istriano, originario di Rovigno, è stato il motore dei comitati del Ponente, per il recupero del territorio e dell’affaccio al mare dopo la costruzione del porto di Pra’. Da sempre iscritto all’Anpi, era stato consigliere comunale di Rifondazione Comunista dal 2007 ed era poi passato a Sinistra Ecologia e Libertà. Tra le sue battaglie, quella contro l’ampliamento del sesto modulo portuale.


Bruno Pastorino: <Oggi ci lascia Arcadio; operaio, comunista, iscritto all’ANPI per una vita intera.
Lui non era nato a Genova; profugo istriano aveva dovuto persino cambiare il proprio nome. A questa città però si era unito come pochi altri e soprattutto al suo ponente, dove viveva e di cui si era incondizionatamente innamorato. A quel pezzo di Genova, Arcadio dedicherà tanta parte della sua vita. Non si risparmierà mai per contrastare le troppe servitù che in troppi pochi chilometri verranno lì concentrate (il porto petrolifero, quello merci; infrastrutture che deturperanno un paesaggio e parranno persino capaci di disfare una comunità). Per quel territorio animerà tanti comitati, tutti quanti fortunati di poter contare sulla sua intelligenza e sulla sua passione. E, poi, per dieci anni continuerà quella sua coerente impresa in Consiglio Comunale; sempre eletto nelle liste di Rifondazione Comunista.
Arcadio era un compagno che perseguiva ostinatamente l’unità; ma che mai a quella piegava i suoi principi. Se c’era da scegliere pensava al merito, mai alla tattica. Accadde con Pericu, sindaco che stimava moltissimo, ma da cui non ebbe esitazione ad allontanarsi quando quest’ultimo decise sciaguratamente di portare il Comune in Tribunale contro i manifestanti del G8. E più tardi con Marta, che apprezzava non di meno e di cui era sincero amico, ma con cui mai condivise il giudizio e l’ostinazione di lei per pretendere un raddoppio autostradale di cui non ne contemplava per nulla la necessità.
In questi ultimi anni, come purtroppo la vita a volte fa accadere, c’eravamo visti poco: la malattia, una militanza che avevamo alla fine entrambi abbandonato avevano ridotto le possibilità di incontrarsi.
Mi accorgo solo adesso di quanto sicuramente ho perso.
Fa buon viaggio, caro Arcadio.
Portati anche lassù un fazzoletto rosso e una sciarpa blucerchiata>.

Antonio Bruno: <Caro Arcadio, quante battaglie, quanti successi, quanti insuccessi. Che dolore, ma che riconoscenza per aver camminato insieme. Un po’ di anni fa facemmo scelte politiche differenti, continuammo a impegnarci insieme come prima>

Matteo Frulio: <Ciao Arcadio…
Avevo 16 anni quando ti ho conosciuto e ho iniziato forse lì la mia “vita” politica. C’era il Coordinamento dei Comitati del Ponente con Maria Benedetta Casalino, Umberto, Maria Rosa, un vero comitato, pronto alla lotta contro l’avanzamento del porto e contro gli scempi che rischiavano di distruggere il nostro territorio.
Mi avevi dato fiducia. Il confronto con lo studio Piano per il Waterfront, la battaglia contro la Gronda, le lotte durissime contro gli ampliamenti verso la spiaggia di Voltri, la possibilità di parlare direttamente con gli uffici, io che ero un pivello….
Mi dispiace e molto.
Penso proprio che la mia vita politica ed il mio interesse verso il territorio sia nato in quegli anni di attaccamento, di riunioni al martedì sera in Via Sapello.
Avevi dato un’anima ad un comitato e, nonostante qualche personaggio che diceva cavolate, lì facevi entrare chiunque. Anche me, che non ero certo di Rifondazione. Non era una questione di partito ma di idee. E che qualcuno mi venga a dire il contrario: quella stagione in cui la gente si mobilitava con forza, fisicamente e mentalmente, è indimenticabile e dovrebbe essere di lezione per molti.
Oggi i comitati sono diversi. Non fanno le riunioni tutti i martedì, aperte e tutti. E anche la gente non è più quella di quegli anni. Ne parlavo giusto oggi al Maneggia…
Ci vedremo un’ultima volta in quella Fascia di Rispetto per la quale anche tu ti sei battuto con la tua solita franchezza ed energia.
Grazie Arcadio. Grazie di cuore!
Ti saluto con un nostro, caro, slogan. Chè di quegli anni non rinnego nulla….
“NEANCHE UN CUCCHIAIO DI TERRA IN MARE!”
E se a Voltri ci rimane la spiaggia è merito di molti, ma soprattutto tuo che avevi saputo trainare centinaia e centinaia di persone>.

Mauro Avvenente: <Ci ha lasciato Arcadio Nacini, un amico di tante battaglie condotte assieme per il nostro Ponente.
Non eravamo su posizioni politiche uguali ma ciò non ha mai rappresentato un limite alla nostra amicizia, alla stima, al rispetto, al riconoscimento del grande impegno che hai sempre profuso per il nostro amato territorio, lo hai fatto sempre con onestà intellettuale e correttezza>.

Lorella Fontana: <A nome del Gruppo Comunale Lega esprimo il cordoglio per la scomparsa di Arcadio Nacini, uomo di battaglia al quale, pur nella divergenza ideologica,  riconosciamo il temperamento forte nelle proprie idee che gli ha permesso di non fare mai sconti a nessuno.Il Ponente perde un uomo che ha dedicato una vita intera soprattutto alla sua gente e a quella politica fatta di ideali ma sempre alla cui base vi era rispetto per l’avversario. Ai famigliari le nostre più sentite condoglianze>.

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