Facce de Zena 

È scomparso Giulietto Chiesa. Aveva portato a Genova Gorbačëv

A dare la notizia della scomparsa del giornalista nato ad Acqui Terme, sulla sua pagina Facebook, è stato il vignettista Vauro

Giulietto Chiesa è morto. Non riesco ancora a salutarlo. Ricordo i suoi occhi lucidi di lacrime, a Kabul, davanti ad un bambino ferito dallo scoppio di una mina. È morto un uomo ancora capace di piangere per l’orrore della guerra. I suoi occhi sono un po’ anche i miei.


Giornalista professionista, è stato corrispondente da Mosca per L’Unità e La Stampa, oltre che per il TG5, il TG1 e il TG3. Aveva 79 anni. Portò Mikhail Gorbačëv (e la moglie Raissa) a Genova nel 1995, quando questi da 4 anni aveva dato le dimissioni da capo di Stato.

Chiesa, nel 1980, dopo essere entrato in conflitto con il Pci ligure, Chiesa entra a L’Unità, che lo manda a Mosca per le Olimpiadi 1980 al posto del corrispondente Carlo Benedetti.

Lì Chiesa si fa notare per l’irriverenza nel raccontare la vita quotidiana nell’URSS. L’agenzia sovietica TASS ne chiede la rimozione, che Berlinguer rifiuta. Nel frattempo Chiesa si stabilisce a Mosca con la compagna Fiammetta Cucurnia (corrispondente per La Repubblica), impara la lingua russa e, grazie alle competenze politiche maturate nel partito diventa uno dei più stimati “cremlinologi” degli anni della glasnost’ e perestrojka di Michail Gorbačëv, stringendo rapporti con dissidenti riabilitati come Roj Medvedev e Lev Karpinskij. Alla fine del decennio Chiesa scrive per un anno per La Stampa.

Dal 1º settembre 1989 al 1º agosto 1990 Chiesa è fellow del Kennan Institute for Advanced Russian Studies, al Woodrow Wilson International Center for Scholars di Washington, per il progetto Democratization of Soviet Society: Problems and Possibilities. In tale progetto sarà autore nel giugno 1990 di un documento, l’occasional paper n. 237, dal titolo Transition to Democracy in the USSR: Ending the Monopoly of Power and the Evolution of New Political Forces.

Ha lavorato per diverse testate e riviste (La Stampa, Galatea, Megachip, MicroMega, Il manifesto, Latinoamerica).

In Russia ha tenuto per diversi anni una rubrica fissa sul settimanale Kompanija (foglio edito dai circoli degli imprenditori).

Giulietto Chiesa ha tenuto per anni un blog, dapprima personale, poi ospitato sul sito del Fatto Quotidiano, che nel tempo ha assunto un tenore sempre più cospirazionista. Un suo post successivo agli attentati del 2016 a Bruxelles, nel quale sostiene l’ipotesi della presenza di una “cabina di regia”, ha provocato l’esplicita presa di distanze da parte del direttore Peter Gomez, che ha definito le tesi presentate nell’articolo come “strampalate”. In linea con la posizione della testata sono considerate, invece, le sue posizioni filorusse in merito all’intervento militare nella guerra civile siriana, seguita alla Primavera Araba del 2010-2011, negando l’uso di armi chimiche da parte del presidente Bashar al-Assad.

In copertina: foto di William Domenichini da Wikipedia

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