Scienza in tre minuti, due ricercatrici dell’Istituto Italiano di Tecnologia vincono FameLab Genova

Letizia Sarchini e Giuliana Orlandini conquistano la selezione genovese della competizione internazionale di divulgazione scientifica. A ottobre rappresenteranno Genova alla finale nazionale di Perugia

La scienza raccontata in tre minuti, senza slide, senza video, senza scorciatoie tecnologiche, affidandosi soltanto alla chiarezza, alla capacità narrativa e a piccoli oggetti di scena. È la sfida di FameLab, competizione internazionale di divulgazione scientifica aperta a giovani ricercatori e ricercatrici, che ha concluso ieri sera, giovedì 7 maggio, la selezione genovese al teatro La Claque, nel centro storico.

A salire sul podio sono state due ricercatrici dell’Istituto Italiano di Tecnologia: Letizia Sarchini, dottoranda in Fisica impegnata in un progetto sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Milano, e Giuliana Orlandini, ingegnera biomedica e dottoranda all’Istituto Italiano di Tecnologia. Saranno loro a rappresentare Genova alla finale nazionale di Perugia, in programma a ottobre, dove si confronteranno con i finalisti delle altre quattro città italiane coinvolte nel contest: Bari, Cosenza, Ferrara e Trieste.
La prova chiedeva ai partecipanti di presentare un tema scientifico in modo comprensibile, rigoroso e coinvolgente nel tempo massimo di tre minuti. Un formato breve solo in apparenza semplice, perché obbliga chi fa ricerca a uscire dal linguaggio tecnico del laboratorio e a trasformare concetti complessi in un racconto accessibile anche a un pubblico non specialista.
La giuria ha valutato i concorrenti sulla base della qualità scientifica, della chiarezza espositiva e della capacità di coinvolgere la platea. A comporla erano Milena Arciniegas, responsabile del laboratorio Automated Nanomaterials Engineering dell’Istituto Italiano di Tecnologia; Elisa Costa, ricercatrice del Consiglio nazionale delle ricerche presso l’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino; Marco Rinaldi, artista, membro del duo Soggetti Smarriti e fondatore del collettivo Bruciabaracche; Micaela Rossi, professoressa ordinaria di Lingua e traduzione francese dell’Università di Genova e preside della Scuola di scienze umanistiche; e Mauro Taiuti, direttore della sezione genovese dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e professore ordinario di Fisica nucleare all’Università di Genova.
Il livello dei partecipanti ha reso difficile la scelta finale, ma il primo posto è andato a Letizia Sarchini con l’intervento “E se l’elettronica si potesse mangiare?”. La ricercatrice lavora nel campo dell’elettronica edibile nel laboratorio Printed and Molecular Electronics coordinato da Mario Caironi, con un progetto dedicato allo sviluppo di sensori realizzati con materiali commestibili. In particolare, la sua ricerca si concentra su un sensore di pH edibile pensato per applicazioni nel monitoraggio gastrointestinale.
Secondo posto per Giuliana Orlandini, che ha convinto la giuria con l’intervento “Sonde magnetiche in missione anti-cancro”. Ingegnera biomedica, dottoranda nel laboratorio Nanomaterials for Biomedical Applications coordinato da Teresa Pellegrino, Giuliana Orlandini lavora sull’impiego di nanoparticelle magnetiche per curare i tumori e proteggere i pazienti immunodepressi. Nel suo profilo unisce ricerca, attenzione alla divulgazione e una convinzione netta: portare la scienza fuori dai laboratori è essenziale per trasformare la conoscenza in consapevolezza condivisa.
Le due vincitrici accederanno ora a una masterclass di divulgazione scientifica, tappa di preparazione verso la finale nazionale. Chi vincerà a Perugia rappresenterà poi l’Italia nella fase internazionale, confrontandosi con i vincitori degli altri Paesi.
L’edizione 2026 di FameLab Genova è stata coordinata dall’Università di Genova in collaborazione con Consiglio nazionale delle ricerche, Istituto Italiano di Tecnologia, Istituto nazionale di fisica nucleare – sezione di Genova, Associazione Festival della Scienza, Acquario di Genova-Costa Edutainment, Biblioteca Universitaria di Genova, sede genovese dell’Associazione dottorandi e dottori di ricerca in Italia, Scientificast e UniGe Radio.
La vittoria di Letizia Sarchini e Giuliana Orlandini conferma il ruolo di Genova come città della ricerca e della divulgazione scientifica. Ma racconta anche un passaggio culturale sempre più necessario: oggi non basta fare scienza, bisogna anche saperla spiegare, renderla comprensibile, avvicinarla alle persone e mostrare perché ciò che accade nei laboratori riguarda la vita quotidiana di tutti.
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