Atp, l’idea del leghista Garbarino: “Lavoratori in ferie forzate”
Un’altra volta il consigliere delegato ai trasporti della Città Metropolitana usa, anziché quello dell’ente, l’ufficio stampa dell’azienda di trasporto pubblico (una società a responsabilità limitata il cui capitale è detenuto da due società per azioni, il 51,54% da Amt ed il 48,46% da Auto Guidovie Italiane, a capitale totalmente privato) per rendere note le sue decisioni. Nel caso specifico: la misura che andrà ad asciugare le ferie dei dipendenti. Presto si comincerà coi primi 50
Come al solito, la mail ai media arriva, con l’allegato di abitudine (la foto del consigliere delegato, il leghista Claudio Garbarino) dall’ufficio stampa dell’azienda e non da quello della Città Metropolitana, ente di cui fa parte lo stesso Garbarino e che detiene peraltro appena il 4,70% delle azioni di Amt che a sua volta controlla il 51,4% di Atp. In sostanza, Garbarino, forte del 2,41% delle azioni di Atp controllate attraverso Amt, annuncia, di fatto, che toglierà le castagne dal fuoco al consiglio di amministrazione ed elaborerà una proposta attraverso la quale i dipendenti di Atp finiranno in ferie forzate. Spiega che <con 446 dipendenti e un fondo di solidarietà che rischia di esaurirsi entro la fine del mese in corso, l’obiettivo di Atp – scrive – resta quello di mantenere il servizio, i conti e soprattutto salvaguardare i lavoratori>. Lavoratori che dovranno farsi carico attraverso la parte delle loro ferie disponibili all’azienda (varia da contratto a contratto, ma sono sempre circa il 50% di quelle dell’anno, oltre a quelle pregresse e non smaltite e proprio queste ultime assegnerà forzatamente l’azienda) del mancato incasso di Atp per l’interruzione dei servizi dovuti alla quarantena-Covid. Niente di strano (lo stanno facendo molte imprese), ma di solito lo decide il consiglio di amministrazione dell’azienda attraverso accordi coi sindacati, non (almeno comunicandolo così apertamente) un amministratore locale che, a questo punto, ha deciso di prendersene la responsabilità politica sollevando quella aziendale che, pure, alla fine ci dovrà essere. Dal fondo di solidarietà, che è di 300 mila euro, tra l’altro, Atp attinge anche <una parte rilevante> (si legge nella nota) per le sanificazioni dei mezzi, andando ad assottigliarlo.
Garbarino sostiene attraverso l’ufficio stampa di Atp (lo stesso che invia puntualmente foto del consigliere schierato in posa coi controllori o davanti ai mezzi, quasi facesse parte del consiglio di amministrazione) che <non avendo certezza di nuove risorse> (che potrebbero in linea teorica venire dal Governo, ma anche dagli azionisti pubblici e privati che, evidentemente, non intendono impiegare denaro per questo), le ferie forzate dei dipendenti rappresenterebbero a suo parere <la soluzione più praticabile e indolore per traguardare il futuro>. Indolore per gli azionisti, non per i lavoratori.
Si allinea al consigliere delegato il presidente di Atp Esercizio Enzo Sivori: <L’idea si far smaltire le ferie ai dipendenti potrebbe essere utile e consentirci di limitare la pressione sui nostri conti>. Un’idea non certo originale e che altrettanto certamente non riempirà di entusiasmo i dipendenti chiamati a “metterci del loro” per evitare investimenti da parte dei soci pubblici e privati a fronte delle regole imposte per frenare il contagio.


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.