comune Enti Pubblici e Politica 

Bike sharing, Robotti racconta in consiglio comunale le contromisure contro l’abbandono

Dalle e-bike lasciate fuori Genova al numero di assistenza che non risponde, fino alle biciclette spostate per fare posto alle auto: Vassallo (Pd) porta in Consiglio il caso dei mezzi parcheggiati male. Per l’assessore la vera emergenza è la sosta selvaggia di auto e moto, con una quantità di sanzioni impressionante che giù da sola denuncia quanto sia ampio il fenomeno

Cinque operatori autorizzati, circa 2 mila biciclette in circolazione, più cargo e scooter, e 150 mila sanzioni elevate dalla polizia locale per soste irregolari di auto, moto e scooter. Sono i numeri messi sul tavolo dall’assessore comunale alla mobilità, trasporti e rapporti sindacali Emilio Robotti, intervenuto in Consiglio comunale per rispondere all’interrogazione del consigliere del Partito Democratico Enrico Vassallo sul bike sharing e sui problemi causati dai mezzi lasciati in modo scorretto sui marciapiedi, davanti ai negozi, nelle piazze, ai margini delle strade o addirittura fuori dal territorio comunale.

Enrico Vassallo ha chiarito in apertura di non voler mettere in discussione il servizio, definito uno strumento utile per la mobilità sostenibile e per ridurre il ricorso all’auto negli spostamenti urbani. Il punto, ha spiegato, è un altro: nelle ultime settimane sono aumentate le segnalazioni dei cittadini su biciclette abbandonate in diversi quartieri della città, spesso in posizioni che creano problemi non solo di decoro, ma anche di accessibilità e sicurezza. Marciapiedi occupati, ingressi di attività commerciali ostruiti, passaggi resi difficili per anziani, persone con difficoltà motorie, famiglie con passeggini e utenti in carrozzina, ma anche mezzi lasciati vicino alle curve o in tratti stradali delicati.

Tra gli episodi citati dal consigliere c’è anche quello segnalato dal Comune di Serra Riccò, dove tre e-bike sarebbero state trovate lungo la strada del torrente Secca, in un punto ritenuto pericoloso e potenzialmente idoneo a causare incidenti. Secondo quanto riferito da Enrico Vassallo, gli agenti della polizia locale avrebbero provato a chiamare il numero indicato sulle biciclette per capire come farle spostare, senza però riuscire a mettersi in contatto con gli operatori. Da qui la richiesta alla giunta di chiarire quali obblighi abbiano i gestori del servizio in materia di controllo, recupero e riposizionamento dei mezzi, e in che modo il Comune verifichi il rispetto di questi impegni.

La risposta di Emilio Robotti ha cercato di inquadrare il fenomeno dentro una prospettiva più ampia. L’assessore ha riconosciuto che i casi di parcheggio irregolare, maldestro o pericoloso esistono e hanno avuto visibilità sui media e sui social, ma ha rivendicato il fatto che il Comune abbia previsto il problema e introdotto regole per contenerlo. Secondo l’assessore, il fenomeno non riguarda soltanto Genova, ma si presenta in tutte le città in cui operano servizi analoghi. Proprio il fatto che a Genova siano attivi 5 operatori, ha sostenuto l’assessore, dimostra il successo di questa forma di mobilità.

L’assessore ha poi spostato il ragionamento sul tema più generale dell’educazione civica e dell’uso dello spazio pubblico. Ha ricordato che, secondo i dati della polizia locale, le sanzioni per sosta irregolare elevate ad auto, moto e scooter sono state 150 mila, sostenendo quindi che il problema non sia il bike sharing in sé, ma un comportamento diffuso che riguarda molti mezzi. Per rendere il punto, Robotti ha richiamato anche un episodio visto sui media: una fotografia denunciava la presenza di una bicicletta sulle strisce pedonali, ma nella stessa immagine compariva anche uno scooter parcheggiato male, passato però quasi sotto silenzio.

Quanto alle regole, il Comune ha adottato linee guida per il servizio e ha imposto agli operatori un atto di impegno. Tra gli obblighi previsti c’è la fotografia del mezzo parcheggiato correttamente: l’utente deve scattarla per chiudere la corsa e interrompere il pagamento. Sono inoltre previsti divieti di sosta sui marciapiedi e sistemi di geolocalizzazione che impediscono la chiusura della corsa in alcune aree del centro, proprio per evitare abbandoni in punti incompatibili con la circolazione pedonale o con il decoro urbano.

Emilio Robotti ha spiegato che il Comune sta monitorando il servizio e che, secondo l’esperienza raccolta finora dall’amministrazione, le segnalazioni vengono generalmente seguite da interventi piuttosto rapidi degli operatori, che inviano personale a recuperare e riposizionare i mezzi. L’assessore ha aggiunto che, a regime, il servizio comporta anche qualche decina di posti di lavoro in più, legati proprio alla gestione operativa delle biciclette, alla loro ricollocazione e alla manutenzione.

Nel finale della risposta è arrivata anche una delle annotazioni più curiose. Robotti ha raccontato di aver segnalato personalmente alla polizia locale alcuni casi osservati di sera: biciclette parcheggiate correttamente negli spazi predisposti per il bike sharing sarebbero state spostate e collocate in modo non regolare per liberare posti destinati poi alla sosta delle auto. Non sempre, quindi, le bici trovate fuori posto sarebbero state lasciate così dagli utenti del servizio. In alcuni casi, secondo l’assessore, potrebbero essere state rimosse da altri per recuperare spazi di parcheggio.

Resta però il tema posto da Enrico Vassallo, cioè la necessità di un sistema effettivo, tempestivo e verificabile di controllo. Per il consigliere del Partito Democratico, la questione non riguarda la bontà del bike sharing, ma la capacità di garantire che il servizio funzioni senza trasformarsi in un ostacolo per pedoni, attività commerciali, residenti e utenti fragili della strada. Per Emilio Robotti, invece, la risposta sta nel rafforzare le regole già introdotte, monitorare gli operatori e tenere insieme due esigenze: sostenere una mobilità alternativa all’auto e impedire che l’uso scorretto dei mezzi ricada sulla sicurezza e sull’accessibilità dello spazio pubblico.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts