Social selvaggi, ora è una grillina a esagerare: “Ruspa, attento che a finire a testa in giù e un attimo”

Sui social la violenza verbale politica a Genova è trasversale e donna. Quello di Stefania Giovinazzo, M5S, è il quarto caso dopo Viani, Russo e Tassara
La Lega chiede le dimissioni

Dopo le intemperanze social di una consigliera di Municipio (Centro Ovest) della Lega Serena Russo che ha rilanciato una vecchia e abusata bufala razzista contro i rom, dopo quella di una lista civica di sinistra del Medio Ponente Sara Tassara che ha parlato delle donne leghiste come di <donnine> avvisandole che avrebbero prima o poi fatto la fine di quelle fasciste (ma poi ha scritto un post per scusarsi), oggi è stata la volta di una consigliera del M5S del Municipio Levante, Stefania Giovinazzo, a passare il segno della critica politica e – forse con i nervi un po’ scoperti per via dei noti fatti nazionali – a presagire per “Ruspa” (Matteo Salvini) la fine di Benito Mussolini. <La storia ci insegna – scrive la consigliera pentastellata – che passare dall’avere le piazza gremite di persone che applaudono a finire a testa in giù e un attimo>. Dopo qualche ora il post è stato modificato e cambiato in una più misurata presa di posizione politica.

Fatto sta che, dal Medio Ponente al Levante, passando per il Centro Ovest, l’identikit dell’aggressivo verbale sui social è trasversale, municipale e donna. A questi tre casi si aggiunge quello della leghista Monica Viani, anche lei consigliere municipale (poi dimessasi), ma del Centro Est, che sul proprio stato WhatsApp aveva scritto, all’indirizzo degli extracomunitari: <Li odio tutti, sono delle bestie, senza offese per gli animali che sono molto più civili e puliti” e poi <Dicono che sono razzista, però datemi un fucile e mi calmo>.

Insomma, la cifra delle leghiste è il razzismo mentre le “antilega” prediligono battere sulla fine del regime fascista. Ma sempre donne sono, sempre consigliere di Municipio, evidentemente con poca esperienza politica e capacità di gestione social.

Ma torniamo al caso quotidiano di violenza verbale, quello della pentastellata Giovinazzo.

La capogruppo della Lega in consiglio comunale Lorella Fontana chiede le dimissioni della consigliera M5S: <Signora” Giovinazzo, non so lei che concetto abbia della politica. Soprattutto del fare politica. Certamente è ben distante dalla concezione storica che io come molti altri hanno. Far politica non è sempre puntare il dito contro l’avversario con cattiveria e arroganza. Non è giudicare come censori da Inquisizione. E tanto meno è l’augurare, senza neppure tanto celare, una fine di mussoliniana memoria a colui che si vede come ormai il nemico, non il semplice avversario. La politica non è questa. E neppure la democrazia, sa? Perché se alla base viene meno il rispetto dell’avversario ma lo si vuole “a testa in giù” la cosa che più mi ricorda si chiama squadrismo…quello che fate finta di combattere ma che si insiste ad assumere nella violenza verbale. Mi auguro possa comprendere la gravità delle sue parole ed andare a ripassare cosa significa fare politica>.

Anche il Gruppo Consiliare Lega del Municipio Levante chiede le dimissioni della consigliera grillina: <Bene la modifica del post, un ravvedimento di buon senso, ma ora ci aspettiamo le dimissioni. Non basta un colpo di mouse a cancellare la gravità delle parole della consigliera del Movimento 5 stelle Stefania Giovinazzo che prima rievoca il fascismo augurando al Ministro dell’Interno Salvini di finire a testa in giù a piazzale Loreto e poi decide di modificare il suo post. Non basta di certo modificare qualche riga per cancellare le violenti parole scritte, da condannare, che ci fanno rabbrividire al pensiero che questa signora possa rappresentare i genovesi in un’istituzione. Invece di dare lezioni di coerenza, sarebbe meglio che la consigliera firmasse subito le proprie dimissioni. Solidarietà al Ministro Salvini per l’ennesima intimidazione subita>.

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