Consigliera di Municipio su Facebook: “Le donne leghiste faranno la fine di quelle fasciste”. Infuriano le polemiche

Sara Tassara, la capogruppo della lista civica “Il Prossimo Medio Ponente”: <È solo questione di tempo>
La capogruppo della Lega Lapolla: <Si dimetta dalla presidenza della consulta delle donne dei Municipi>

Non c’è niente da fare, troppi politici non ce la fanno a fare onore al ruolo sui social, troppo spesso usati per una campagna elettorale a getto continuo o per esternazioni tutt’altro che felici. E se i politici di stampo nazionale hanno spesso social media manager assoldati per studiare anche le uscite più provocatorie, i consiglieri di Municipio si dedicano inevitabilmente al fai da te, con risultati non di rado discutibili. È stato il caso, recente, della consigliera della Lega del Centro Ovest Serena Russo che ha revampato una vecchia e abusata bufala, quella de “gli zingari che rubano i bambini” (contestualizzata alla Fiumara dove, è bene ricordarlo, non è successo proprio nulla) assicurandosi una marea di critiche, tanto che ha dovuto far sparire persino la sua pagina. È il caso, oggi, non meno inopportuno di Sara Tassara, capogruppo della lista civica di sinistra del Medio Ponente che, si è lasciata andare a questa dichiarazione:

Dichiarazione che, al netto del tema di partenza, la disapprovazione per il Decreto Sicurezza II, ha fatto storcere il naso anche a molta sinistra per il “modo”, per il tono minaccioso, per il richiamo alla violenza, per il linguaggio scurrile nei commenti.
I fatti sono quelli che descrivono una pagina non felice della guerra di liberazione e dei momenti immediatamente successivi. <Qualcuno si chiede se le cifre siano veritiere, ma è quasi certo che peccano in difetto. Sono almeno 776 le donne uccise (solo n. d. r.) in Piemonte. Non erano tutte ausiliarie fasciste, molte, di ceto sociale modesto, vennero attirate con l’inganno, seviziate, eliminate e sepolte in gran segreto> scrive Giampaolo Pansa, oggetto di critiche in quanto avrebbe infangato la Resistenza  utilizzando, a detta dei detrattori, quasi esclusivamente fonti revisioniste di parte fascista, accuse che il giornalista, scrittore e saggista ha sempre respinto con decisione.
Oggi, però, su Facebook, è un’esponente della sinistra ad accreditare la veridicità i fatti, a darli per scontati e veri, a farli aleggiare sull’avversario politico come una minaccia di corsi e ricorsi storici. Nel mirino le <donnine leghiste> (così Sara Tassara le definisce) accusate di esultare <vedendo donne incinte e bambini annegare> che secondo la consigliera di municipio faranno presto la fine delle <traditrici che andavano con i fascisti> di cui le ha parlato la nonna.
La ribalta mediatica è assicurata, se l’obiettivo era quello. Anche se a un certo punto la consigliera chiude il post ai soli amici, in tanti hanno già fotografato le sue dichiarazioni che proseguono (proprio come i post della consigliera leghista ferma sostenitrice di bufale senza alcun riscontro) con un linguaggio triviale che da solo tratteggia un modo di rapportarsi sui social ben poco istituzionale e piuttosto imbarazzante alla luce il ruolo ricoperto.

Insomma, sarebbe bastato condannare con forza il Decreto, come tanti uomini e donne della sinistra hanno fatto, criticarlo anche aspramente: questa è la politica. Ma la consigliera Tassara va oltre. Invece tira in ballo le donne e solo le donne della Lega, <donnine> le chiama. E fa aleggiare con due frasi l’orrore nell’orrore di tutte le guerre, antiche e moderne, anche recentissime, quello che tocca solo ai nemici di sesso femminile. Non una critica politica, ma qualcosa che alle orecchie delle donne leghiste ha pesato come una minaccia che, proferita da una donna contro le donne, pesa di più.

<Questi atteggiamenti chi ha un ruolo nelle istituzioni non li deve tenere – dice Teresa Lapolla, capogruppo della Lega nel Municipio Medio Ponente. Tassara è presidente della consulta delle elette nei municipi, che dovrebbe lavorare trasversalmente a favore delle donne. Per questo chiedo le sue dimissioni. Le donne della Lega non si permetteranno mai di gioire di fronte a una donna o a un bimbo che affogano in mare, di gioire della morte di chicchessia. I Municipi sono istituzioni in cui si fa la politica più vicina ai cittadini, al territorio. Spesso la consigliera Tassara anche in consiglio prende le cose di petto, di pancia, come se fossero questioni personali e non politiche>.

Sulla propria bacheca scrive l’assessore comunale leghista Paola Bordilli: <Non solo a lei (a Tassara n. d. r., ma a tutte coloro che siedono nelle istituzioni, ricordo quanto sia importante che il rispetto per le donne passi in primis da noi stesse, quanto si debba restare unite nella lotta ad ogni forma di violenza, anche quella verbale. È un rispetto che non ha colore politico né tanto meno di pelle (resto basita dall’uso di certe terminologie del post e dei commenti che la signora ha usato), ma bensì è, e deve essere, universale. La ringrazio dell’invito a studiare la storia, quella storia che anche a me i nonni hanno raccontato e che, soprattutto, hanno vissuto.
Sono una donna orgogliosamente leghista, donna che non ama la violenza da tastiera, ma alla quale il suo partito ha insegnato ad essere sempre per la gente e tra la gente senza differenze tra donne e uomini né tantomeno “donnine”>.

<“Signora” Tassara, nonché consigliere municipale, io credo che forse è proprio lei a dover studiare molto di più. Soprattutto storia ed educazione civica – commenta Lorella Fontana, capogruppo della Lega in consiglio comunale -. Storia perché dare gratuitamente delle “fasciste” a donne che non condividono il suo pensiero ricorda proprio l’atteggiamento squadrista che lei crede di osteggiare. Storia perché dare della fascista a titolo gratuito ed anche, me lo conceda, piuttosto sciocco per esempio a me che sono sì leghista, addirittura Capogruppo in Consiglio Comunale, ma non mi conosce, non sa la mia provenienza, la mia cultura e le radici della mia famiglia è non solo offensivo ma profondamente squallido. Perché fascista non lo sono stata mai. Non mi ritengo tale. Senza “se” è senza “ma”. Così come le donne leghiste che lei diffama. Perché il fare di tutte le erbe un fascio (toh…ritorna) tanto per schifare l’avversario politico…anzi, il nemico, perché voi non riconoscete che il nemico, l’avversario non lo capite, ebbene fa molto “squadrismo”. Educazione civica: ora che sarà reintrodotta nelle scuole, la invito ad iscriversi, magari per full immersion che a lei serve proprio. Perché se lei pensa che fare politica è semplicemente affossare il nemico, insultare chi non è dalla sua parte, offendere chi è dall’altra parte politica, e magari si schiera incondizionatamente dalla parte di illegali, violenti, teppisti e tutto il mondo che la sua parte politica sceglie di difendere, allora mi creda… si iscrive. E inizi a studiare. Molto. E forse inizierà a capire che la base della convivenza civile è il rispetto. Ciò che a lei risulta un grande sconosciuto. Fa ancora in tempo a migliorare. Ma solo studiando>.

La consigliera comunale leghista Francesca Corso si rivolge direttamente a Tassara: <Cara Tassara, ho solo un paio di cose da dirti, non troppe, perché penso che persone come te non meritino poi troppa attenzione. E ti parlerò da donna, non da donnina leghista.  Ti parlerò da persona che ha avuto la fortuna di avere una nonna che le raccontasse la storia, proprio come l’hai avuta tu.  Però, la mia, mi ha insegnato a rispettare chi ho davanti, aldilà di come la pensi, proprio perché quegli anni bui, li hanno vissuti tutti con terrore. Ti parlerò del fatto che mai nella vita mi vedrai gioire di fronte ad una donna incinta o ad un bambino che muoiono affogati. E mai mi troverai indifferente di fronte a qualunque essere vivente che perde ingiustamente la vita. Ti parlerò del fatto che non mi sono mai permessa di augurare qualcosa di brutto a un mio avversario politico o di mandargli velate minacce sperando che la storia si ripeta e lo veda soffrire. Ti parlerò di come a messa io non vada da molto tempo, ma rispetto chi lo fa e chi tiene orgogliosamente un crocifisso in mano. Ti parlerò di come gente come te, che passa la vita a parlare di “fare schifo” se non la si pensa come il tuo partito o la tua parte politica, mi faccia tenerezza perché non ha avuto la fortuna di conoscere il dibattito e il confronto civile, quello di cui proprio voi vi fate paladini. Ti parlerò di come seppure non mi definisca femminista, a differenza tua, non parlerei mai di “figa nera” in un post, neppure in modo provocatorio. Ti parlerò del fatto che grazie al cielo non avremo necessità di parlare mai, perché d’altra parte, di cosa si parla con chi conosce solo il rancore? Un caro saluto. Una fiera donnina leghista>.

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