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25 Aprile, 10mila in piazza: così Genova dimostra che l’Italia non si può governare prescindendo dalla Resistenza

Genova non dimentica. Per il 74º anniversario della Liberazione diecimila sono scesi in piazza per celebrare la rivolta contro il nazifascismo e la fine del regime tirannico. La testimonianza che in questa città, in questo paese, nessuno può governare senza riferirsi ai valori della Resistenza

Lo ha ben capito il presidente della Regione Giovanni Toti che da ieri lancia appelli alla distensione e all’unitarietà dei festeggiamenti <Senza polemiche, senza giustificazioni, senza mistificazioni, senza strumentalizzazioni, senza semplificazioni> aggiungendo <Il giorno in cui la democrazia è tornata in Italia è una data importante per tutti e nessuno può appropriarsene o, viceversa, restare indifferente>.
Toti ha condannato sul palco la manifestazione neofascista dei tifosi della Lazio ieri a Milano. Lo ha capito la Lega genovese, presente in forze al corteo. Molti esponenti del partito hanno anche pubblicato sulle proprie bacheche social post sul 25 Aprile.
Il sindaco Marco Bucci ha posto l’accento sui valori della Resistenza e aveva accanto a sé sul palco Umberto Franzone, noto come il partigiano Mingo della Brigata Olivieri, e per questo è stato applaudito.

In corteo da piazza della Vittoria, insieme all’Anpi (il corteo è stato aperto dal presidente Massimo Bisca), i sindacati, l’Arci Gay e Liguria Rainbow, i centri sociali, l‘Associazione Ligure dei Giornalisti-Fnsi con lo striscione “No al bavaglio, Sì ai diritti dell’informazione e ai diritti del lavoro”. Ma soprattutto tanti genovesi che hanno dimostrato presenziando in massa che non esiste spazio per il revisionismo.

Unico momento di contestazione, il blitz di Genova Antifascista con cori e striscioni contro la Lega. Gli slogan degli striscioni: “Ladro, mafioso e fascista: in una parola leghista”; “Porti aperti, covi fascisti chiusi”. All’inizio la Digos ha tentato di non far procedere gli striscioni fino a piazza Matteotti, ma alla fine ci sono arrivati, salutato da tutti coloro che scandivano lo slogan <Ora e sempre Resistenza>. Così commenta la Lega del Comune di Genova «Una volta ancora, coloro che si mascherano dietro alla parola antifascismo, hanno dimostrato la vera natura delle loro idee. In una giornata come quella di oggi che dovrebbe unire e non dividere ricordando chi ha lottato e chi lotta per la libertà del Paese, i cosiddetti “democratici” hanno esposto cartelli e striscioni con scritte intimidatorie e insulti, sia al nostro partito che al nostro segretario federale Matteo Salvini. Non solo quello esposto dai centri sociali “Ladro, mafioso e fascista: in una parola leghista”, durante il corteo nel centro di Genova, ma anche quello comparso a Uscio, corredato dal simbolo delle Br e accompagnato dalla scritta “Salvini attento ancora fischia il vento, onore alla Resistenza” (in realtà la stella è quella della brigata partigiana comunista Garibaldi n. d. r.). Una dimostrazione “democratica” che ha palesato la pochezza delle loro idee. I cittadini per bene che hanno riempito la piazza, invece, hanno applaudito il nostro sindaco Marco Bucci, dimostrando unità anche dopo la tragedia del Ponte Morandi e identificandosi nel suo discorso. Questa è la città che vogliamo prendere come esempio, non quella che a distanza di quasi un secolo crede ancora in ideologie ormai dimenticate. Per gli antagonisti e i facinorosi proviamo solo che pena».

La giornata è cominciata con la deposizione di corone a Staglieno. Presenti il prefetto Fiamma Spena, il sindaco Marco Bucci, l’assessore regionale Ilaria Cavo, le autorità militari, il picchetto d’onore della polizia locale, le associazioni combattentistiche e d’Arma.
Sotto: le foto di Antonio De Marco

Oggi è aperto e visitabile gratuitamente il Museo del Risorgimento Istituto Mazziniano dove è custodito l’Atto di Resa delle truppe tedesche firmato a Genova il 25 aprile 1945 dal generale Gunther Meinhold a Villa Migone dove i tedeschi si sono uniti ai partigiani. Proprio a Villa Migone, come è tradizione, si è tenuta una cerimonia di ricordo.

Foto di Marco Pelizza
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