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Primo giorno da direttore al Ducale di Bertolucci, la manager culturale da +70% in 3 anni

Il primo giorno di Serena Bertolucci direttore di Palazzo Ducale. La manager culturale ha portato Palazzo Reale in 3 anni da 68.609 (dato fine 2014) a 114.036 visitatori (dato con cui ha chiuso il 2018) con una crescita del 70%. Una crescita-miracolo che si spera possa replicare nel contenitore della cultura genovese che, da quando Luca Borzani non è più presidente, è caduto nel più completo oblio, senza mostre di punta (Paganini Rockstar ha oggettivamente respiro al massimo locale e al netto delle visite delle scolaresche ha totalizzato ben pochi visitatori rispetto a quelli delle code alle biglietterie delle mostre precedenti), senza nuove iniziative di prestigio. Un anno e mezzo che lo hanno fatto completamente scomparire dal panorama culturale italiano.
Bertolucci, prima di tornare a Genova, è stata direttore dell’unico museo che si auto mantiene grazie ai biglietti d’ingresso e senza contributi dello Stato che ne è proprietario. Villa Carlotta: un orto botanico di 20 ettari e una casa-museo con una delle raccolte canoviane più importanti del Nord Italia.

Un percorso netto

Dopo la Laurea in Storia dell’arte moderna a Genova, Bertolucci si è specializzata all’Università Cattolica di Milano con una tesi in Museologia e Museografia. Ha lavorato subito dopo la laurea in un team internazionale ad un progetto italo-tedesco di conservazione e valorizzazione, quindi a diversi progetti di ricerca sulle fonti, che l’hanno portata a studiare anche al Getty Institute. La prima cosa che ha detto quando è tornata a Genova, a Palazzo Reale, è stata che ci avrebbe fatto cambiare l’approccio al “museo pieno di ragnatele” e così è stato. Oggi l’antica dimora dei Balbi è un luogo vivo, pieno di iniziative, dotato anche di bookshop che prima mancava. Prima Palazzo Reale era identificato più come sede degli uffici delle Soprintendenze che come museo.

Missione: resuscitare palazzo Ducale

Da oggi Bertolucci mette le sue capacità al servizio della Fondazione per la Cultura, in cui concorrono Comune e Regione: la prima buona notizia per la cultura a Genova in un anno e mezzo in cui hanno chiuso musei e la gestione pubblica della Cultura è stata affidata a personaggi senza titoli ed esperienze specifiche solo perché politicamente affini al potere. Nella speranza che lei riesca (e che le consentano, fornendole gli strumenti necessari) a spazzare via, dopo le ragnatele di Palazzo Reale e con la velocità che le è consueta e la professionalità che la contraddistingue, anche il pressapochismo e la totale assenza di capacità di management culturale dei vertici dell’istituzione che per un periodo troppo lungo hanno regnato incontrastati in piazza Matteotti distruggendo a tempo di record l’immagine e l’appeal anche turistico della struttura gettando letteralmente via un prezioso baluardo non solo per la cultura, ma anche per l’economia genovese che gravita attorno al turismo.

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