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Disco Club: recensioni, consigli, classifiche e novità. La rubrica di un dischivendolo/17 novembre 2016

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A CURA DI DIEGO CURCIO

LE RECENSIONI

JOSHUA HYSLOP – In Deepest Blue

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La critica internazionale ha menzionato, come riferimenti necessari per avvicinarsi al disco di Hyslop, i nomi di Damine Rice, di Sufjen Stevens, di Ryan Adams, insomma di tutta quella galassia di figure che sono tornate ad imbracciare strumenti acustici, e a scrivere canzoni che da una part confluiscono nel gran mare del folk, comunque lo intendiate, dall’altra sono stretta contemporaneità “popular”. Tutto vero, Però se fate mente locale al fatto che il dolcissimo menestrello Hyslop (voce come un sussurro quasi timida nel proporre le sue belle frasi appoggiate sul fingerpicking) arriva da Vancouver, è impossibile non mettere in conto anche ricordi lontani eppure luminosi di gente come Bruce Cockburn, Joni Mitchell, e, chiusura del cerchio, Eric Andersen. Hyslop è il perfetto complemento sonoro per una giornata di freddo intenso in cui dalla finestra si guardi mulinare nella danza qualche fiocco di neve. E se poi le stagioni, come si suol dire “non sono più quelle di una volta”, e non c’è il manto bianco, pazienza: le belle canzoni si ascoltano volentieri comunque. Guido Festinese

SHIRLEY COLLINS – Lodestar

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Lodestar è il grande, grandissimo ritorno sulle scene per Shirley Collins; l’ottantunenne folksinger non cantava e incideva da quasi quarant’anni a causa di un problema chiamato disfonia, che è, più o meno, la perdita delle abilità necessarie a cantare; sembra che il problema sia nato dopo la traumatica separazione da Ashley Hutchings, il turbolento creatore di gruppi come i Fairport Convention, gli Steeleye Span e la Albion Band. Recentemente, grazie anche a David Tibet dei Current 93, la Collins è tornata sul palco per narrare la sua storia e piano piano riprendere confidenza con la sua arte; solo ora, superati anche alcuni problemi di salute, esce questo nuovo disco, registrato nel suo cottage e concepito con l’importante aiuto di Ian Kearey ( già bassista nella Oyster Band degli inizi) e i due Cyclobe(ed ex Coil) Ossian Brown e Stephen Thrower. Il repertorio è assolutamente consono alla storia della Collins e agli stilemi folk revival inglese del quale fu una delle iniziatrici (Folk Roots, New Routes con Davey Graham è del ‘64) ma ci sono anche interessanti connubi con il folk americano, che riportano al suo passato di ricercatrice negli USA con il grande Alan Lomax. La voce è comprensibilmente cambiata ma si è arricchita di nuovi toni aspri, rugosi, che ben si prestano alle cupe ballate tradizionali e agli arrangiamenti sparsi ed evocativi creati dai nuovi compagni di strada, basti ascoltare il trascinante e vario medley che apre il disco come una vera e propria ouverture folk. Fausto Meirana

COLIN NEWMAN – A-Z / Provisionally Entitled The Singing Fish/Not To

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Le ristampe sono, in genere, uno dei maggiori indotti dell’imprenditoria musicale e si declinano in una molteplicità di formati tali che l’ascoltatore, spesso fan, si senta comunque portato all’acquisto con il risultato di portarsi a casa l’ennesima copia dello stesso disco. Accade invece che alcune ristampe siano da considerarsi addirittura necessarie come nel caso oggetto del presente scritto. I primi tre lavori solisti di Colin Newman erano da tempo fisicamente irreperibili e costituivano l’ideale ponte sonoro tra la prima era Wire e la ricostituzione, la seconda di almeno tre, del periodo Mute. Appare quindi chiaro che l’urgenza espressiva dei lavori in oggetto sia figlia legittima di un’orfananza obbligata e pertanto, due su tre, debitori della casa madre ma, si sottolinea, comunque ricchi di suggestioni che del moniker Wire fecero innamorare le generazioni della prima ondata. Così mentre A-Z, primo lavoro e Not To, terzo lavoro, si propongono come un banco di prova per una carriera che sapeva essere solista per necessità, il secondo Provissionally Entitled the Singing Fish, è invece esperimento riuscito cinematico di assenza della voce e produzione di immagini per la mente attraverso la musica. Ovviamente, vedi intro, tutti e tre i lavori son accompagnati da secondo supporto ricco di demo, rarità e b-sides di assoluta pregevolezza. Confido nel prosieguo ed attendo Commercial Suicide e It Seems, nel frattempo metto via i soldi. Marcello Valeri

IL DIARIO

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Diario del 16 novembre 2013
L’importante è sapere quello che si vuole. E i miei clienti lo sanno. Lo dimostra questa mattina un cinquantenne, che, dopo aver girato per un po’ nel negozio, mi si avvicina, “Voglio un cd di Dylan, devo portarle qui l’espositore o viene lei?”. Vengo io”, vado e mi mostra il disco che vuole, deve essergli scivolato il divisore perché quello che mi fa vedere è l’ultimo di Mike Portnoy, glielo faccio notare, “Non è Dylan”, sorpreso lui “Ah, allora mi dia questo” e mi indica quello di fianco, l’ultimo dei Dream Theater, “Scusa ma stai guardando nella casella sbagliata, quella di Dylan è dietro”, tira fuori, da dove gli ho indicato io, il primo espositore che gli capita sotto mano e sceglie in maniera completamente random un cd, questa volta per fortuna è di Bob Dylan. Non gli basta, “Senta – continua a darmi del lei, è strano quelli di sedici anni mi danno del tu, questo, che ne ha più di cinquanta, mi da del lei – ha qualche super audio cd?”, “Sarà dura. Non si usano da anni, che genere vuoi?”, “E’ lo stesso (idee sempre chiare), quello che trova, ho comprato un lettore sacd da mille seicento euro e non ne ho mai trovato uno; voglio sentire la differenza”. Dylan o Dream Theater è lo stesso e allora perché non rifilargli “In the Flesh – Live” di Roger Waters, ultimo sacd presente in negozio e che giace negli scaffali da ormai tredici anni?
Anche al telefono un po’ di confusione. Squilla. “Discoocluuub”, “Pronto è Club?”, cos’è? Un diminutivo confidenziale? Teniamo le distanze, “Disco Club”, “Ah, allora non è questo qua vicino alla Fiumara?”, “Non so dove sei tu, io non sono vicino alla Fiumara”.

LE PROSSIME USCITE

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Domenica
KEITH JARRETT – A MULTITUDE OF ANGELS
ELIO E LE STORIE TESE – ODOROSI
TORI AMOS – BOYS FOR PELE (ristampa)
RICHIE BLACKMORE’S RAINBOW – MEMORIES IN ROCK – LIVE IN GERMANY
TIM BUCKLEY – WINGS: THE COMPLETE SINGLES
IVANO FOSSATI – CONTEMPORANEO
EMMYLOU HARRIS – THE LIFE AND SONGS OF EMMY
HUMAN LEAGUE – A VERY BRITISH SYNTHESIZER
JETHRO TULL – STAND UP (ristampa)
LIGABUE – MADE IN ITALY
BRUNO MARS – 24K MAGIC
METALLICA – HARDWIRED… TO SELF-DESTRUCTION
R.E.M. – OUT OF TIME (25TH ANN ED)
SIXX: A.M. – PRAYERS FOR THE BLESSED
THE WHO – MY GENERATION 50TH ANNIVERSARY ED.

LA CLASSIFICA DELLA SETTIMANE

1 PINK FLOYD – The Early Years 1965-1972
2 MINA CELENTANO – LE MIGLIORI
3 ROSSI VASCO – VASCONONSTOP
4 ROLLING STONES – HAVANA MOON
5 LEONARD COHEN – YOU WANT IT DARKER
6 STING – 57TH & 9TH
7 LITFIBA – EUTOPIA
8 SIMPLE MINDS – ACOUSTIC
9 LAMBCHOP – FLOTUS
10 CONOR OBERST – RUMINATIONS

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