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Morettini dal Social forum alla febbre da pokemon go

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Desto’ sgomento la tragedia della studentessa-modella di Milano travolta e uccisa da un Frecciarossa mentre attraversava i binari. L’imprudenza, risultata fatale, è stata quella di attraversare i binari a piedi. Assorta nei suoi pensieri, la musica in cuffia che l’ha isolata da quello che le succedeva attorno.
Virale, e altrettanto pericolosa, potrebbe rivelarsi la febbre da pokemon go che si è scatenata e si sta diffondendo in queste ultime settimane fra i giovani di tutte le città’ italiane e non. Tanto che proprio ieri l’Ansa registrava, a Padova, le prime metaforiche vittime della pokemon-mania. Due ragazzi sono stati multati ieri mattina alle 5. I due, il primo alla guida, il secondo ‘armato’ di tablet e smartphone, sono stati fermati dai carabinieri e sanzionati con 210 euro di multa. La giustificazione dei ragazzi (messa a verbale) era che si erano dimenticati a casa i documenti perché che si erano alzati prima dell’alba per andare a “caccia di Pokemon” per la città.
Eppure, al di là della pericolosità, il nuovo gioco continua ad annoverare gruppi numerosissimi di fruitori. Sino a diventare una vera e propria febbre.
Per quelli che, come me, sono neofiti qualche spiegazione sulla natura del recentissimo sollazzo che sta facendo schiere di entusiasti sostenitori. Pokémon Go è un videogioco sviluppato da Niantic per iOS e Android. Creato con la collaborazione di Game Freak, The Pokémon Company e Nintendo, il gioco utilizza la realtà aumentata e la tecnologia GPS. Pokémon Go è compatibile con una periferica Bluetooth denominata Pokémon Go Plus, dispositivo progettato e realizzato da Nintendo.[1] Pokémon Go Plus ha la forma di segnaposto di Google Maps e viene commercializzato a partire da luglio 2016. All’inizio del gioco viene consegnato un Pokémon iniziale tra Bulbasaur, Charmander e Squirtle. Il protagonista può incontrare e catturare Pokémon selvatici o affrontarli all’interno di palestre. È possibile ottenere Poké Ball e altri strumenti utilizzando le monete del gioco, che possono essere acquistate all’interno dell’applicazione. Una ossessione per giovanissimi che gli adulti guardano invece con legittimo sospetto per un mondo virtuale che sta spopolando nella tribù degli sdraiati e della generazione 2.0.
Bastian contrari rispetto al gruppo nemmeno troppo risicato di attempatelli che ha criticato aspramente questa nuova forma di dipendenza l’ex assessore alle politiche giovanili, e presidente dell’Arci Massimilano Morettini, quarantaseienne imprenditore nel settore della ristorazione e titolare dello Banano Tsunami. Morettini, salito agli onori delle cronache politiche quindici anni or sono, come portavoce del Genoa Social forum, dopo essere stato scagionato da ogni accusa per un’inchiesta nel settore delle mense scolastiche che gli costò la carica a palazzo Tursi, è stato, con capovolte e carpiati tripli, fra i consiglieri della fondazione Carige, e oggi è il presidente del Civ Porto antico. E come ex assessore alle politiche giovanili ha mostrato interesse per questa nuova febbre delle verdi leve che ha decretato il successo per un gioco che, pur avendo polverizzato le vendite, a quanto dicono gli esperti, non possiede nemmeno una grafica d’avanguardia. Comunque, al di là degli esperti, nel giro di poche ore contro la nuova App si sono scagliati, per le più diverse ragioni, prime fra tutte la dipendenza, un Iman che lo ha paragonato all’alcol e alla droga, l’Islam, in generale, dove è stato proibito, un pastore protestante statunitense che lo ha definito gioco del demonio – un punto in comune per due fedi tanto diverse – dimenticando che sarebbe giusto la religione l’oppio dei popoli, come sosteneva un autore che dovrebbe essere caro proprio a Morettini, Karl Marx. Fra i detrattori persino telefono azzurro che ha denunciato il rischio di adescamento di bambini da parte di sconosciuti. Come dire che la classica raccomandazione dei genitori “non accettare caramelle da dagli sconosciuti”, dovrebbe essere cambiata e rimodernata con “non andare a cercare mostriciattoli nei giardini di sconosciuti”. Bastasse quell’avvertenza poi. E, a ruota, altre nuove perplessità, sino al pericolo di contrarre qualche virus scaricando la App o al rischio, più reale, di investimenti o di incidenti per viandanti o automobilisti distratti dalla ricerca a tappeto, in un paesaggio che ci circonda. Insomma branchi di zombie in auto o a piedi con la testa china sullo smartphone. Ulteriore evoluzione o involuzione di quanto ci racconta Michele Serra nel suo ultimo libro “Ognuno potrebbe”, uno spaccato feroce dell’Italia del narcisismo digitale.
Eppero, tant’è Massimilano Morettini, come dicevo, nonostante l’età non più adolescenziale, si è lasciato prendere la mano. Proprio oggi ha postato sulla sua pagina facebook il seguente messaggio “Cioè, vabbè poi discuteremo delle questioni legate all’opportunità, ai disturbi cognitivi, al pericolo di schiantarsi contro un palo nella migliore delle ipotesi, al buon uso del tempo libero, alla pedagogia infantile ecc. Ma vorrei anche dire solennemente che POKEMON GO è una roba fichissimaaaaaaaa!!! Ah ah”. Ma, a parte l’età, anche dal linguaggio del post si intuisce che quel Morettini, ex portavoce nel 2001, anni del G8 , del Genoa Social Forum, si sia mantenuto giovane nell’animo. Perché la traduzione del suo comportamento, in soldoni, è tipicamente adolescenziale: intanto mi diverto e poi per quelle che sarebbero le perplessità si vedrà. Perche’ fasciarsi la testa prima di provare?.
Risultando incompreso, però, almeno a giudicare dai commenti ricevuti, dalla maggior parte dei suoi amici social. Natalia Marini pare essere l’unica a condividere la nuova smania dell’ex assessore “ah ah ah l’ho scaricato proprio ieri” mentre Marinella Conte si limita a rispondere “Troppo”. Le dolenti note arrivano dagli uomini più maturi schierati a sinistra, l’ex assessore alle attività produttive Renzo Guccinelli lo gela con ironia facendolo tornare all’attualità politica e alla situazione intricata del Pd, partito di appartenenza del renziano Morettini. Prima lo illude “Anche tremendamente difficile scovarli, li trovi nei luoghi più impensabili”. Poi colpisce “Pensa che io tre li ho beccati all’assemblea a regionale del Pd… Ma saranno stati pokemon. Mah”. Al che Morettini si fa una risata “ah ah ah”. Poi realizza la battuta e replica sullo stesso tono “Stamattina ero all’Agenzia delle entrate c’è ne erano un botto. Un rifugione di Pokemon”. Alludendo, probabilmente alla sede di Carignano dell’agenzia delle entrate proprio attigua alla Regione dove, giusto oggi, si stava tenendo la settimanale seduta del consiglio regionale quando l’aula è stata evacuata, producendo fra i politici lo stesso sciamare all’esterno tipico dell’ ultimo giorno di scuola.
Il renziano, Simone Regazzoni, più giovane di cinque anni, filosofo, docente del quasi collega – in quanto Morettini ex studente universitario di filosofia – reduce da una faticosa sessione di esami a Pavia, commenta acido “siamo alla frutta”, mentre Manuela Noli confessa, sfottente, un’altra infantile debolezza “W Pikaciu”. Ed è come se con questo amore per i Pokemon Morettini, a 15 anni di distanza dal Genoa Social forum, stesse inseguendo non tanto i pokemon ma i suoi personali fantasmi da G8. Ricordi che si sovrappongono e ricorrono proprio in questi giorni.
Poi però, a tarda sera, pare, forse, che Morettini abbia avuto una tardiva crisi di coscienza, possibile simbolo di potenziale maturità da sopravvenuta senilità incombente. Almeno a giudicare dalla frase postata sulla sua pagina Facebook e coniata dal giornalista canadese Emile Henry Gauvreay. “Abbiamo costruito un sistema che ci persuade a spendere il denaro che non abbiamo in cose che non necessitano per creare impressioni che non dureranno su persone che non ci interessano”. Se così fosse la improvvisa e subitanea conversione non farebbe una piega.

moer max

Il Max Turbatore

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