Gran Prix e Gran Premio Storico di Montecarlo, monoposto sulla linea di partenza – LE FOTO

Da domani l’appuntamento con le vetture storiche dall’anteguerra agli anni ’70. Poi toccherà all’attesissimo Gran Premio
A monaco foto affiche grand prix di Monaco storico
di Angela Valenti Durazzo

PRINCIPATO DI MONACO – Trentatré chilometri di ringhiere di sicurezza; 20mila metri quadrati di griglie di protezione, 3.600 pneumatici utilizzati come barriere; 500 lavoratori impiegati per oltre un mese di meticoloso lavoro. Anche quest’anno Monaco cambia volto assumendo i connotati del mitico circuito automobilistico che attraversando parte della città ne modifica panorama, ritmi e consuetudini.
Il Principato sarà teatro da domani, venerdì 13 maggio, a domenica 15, del decimo Gran Premio Storico, gara biennale che vedrà scendere in pista i bolidi del passato, precedendo di due settimane il Gran Premio di Formula 1 (dal 26 al 29 maggio) fiore all’occhiello delle competizioni sportive monegasche, ed evento in grado di attirare vip, appassionati di motori e gente comune nel piccolo e florido regno dei principi Grimaldi.
LE FOTO DELLE MONOPOSTO STORICHE

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A partire da domani, dunque, nello spazio di due giorni e mezzo, Monaco assisterà ad un vero e proprio viaggio a ritroso nella storia dell’automobile e alle gare fra le vetture della Formula 1 dall’anteguerra agli anni ’70.
Non mancano i collezionisti ed appassionati che già ieri, nonostante la pioggia, si sono recati ad ammirare e fotografare le storiche quattro ruote sistemate nei box e nelle postazioni che costeggiano il Porto Ercole fino quasi alla diga galleggiante, dove i proprietari ed i team erano impegnati negli ultimi controlli delle vetture tra cui spiccano Ferrari, Maserati, Aston-Martin, Alfa-Romeo degli anni ’20 e ’30, oppure le mitiche automobili dei Grand Prix di F1 e F2 del passato.
monaco grand prix 2016 locandina
La temperatura è destinata ad aumentare però giovedì 26 maggio con l’inizio della 74ª edizione del Gran Premio di Formula 1.
Settantotto giri e oltre 3 chilometri di circuito cittadino che esalteranno, com’è noto, l’abilità dei piloti poiché nel tracciato monegasco è particolarmente difficile effettuare sorpassi.<Non esiste un punto in cui si può vincere il Gran Premio di Monaco – dicono alla Ferrari – ma ce ne sono moltissimi in cui lo si può perdere. Uno di questi è la curva di santa Devota dove si rischia di finire lunghi in frenata o di toccare le barriere in uscita>.
Tra coloro che hanno conquistato il gradino più alto dell’ambitissimo podio – raggiunto nella scorsa edizione da Nico Rosberg (monegasco) su Mercedes (vincitore anche nel 2013 e 2014) seguito da Sebastian Vettel su Ferrari e da Lewis Hamilton su Mercedes – vi sono Ayrton Senna con 6 vittorie e Graham Hill e Michael Schumacher con 5.
Ed in attesa della gara automobilistica fra le più prestigiose al mondo Monaco è come sempre in fibrillazione. I numerosi yacht ormeggiati al Porto Ercole, le terrazze dei palazzi vip che lambiscono il circuito (i cui proprietari per lasciare spazio ai ricevimenti e ai guadagni che ne derivano si sottopongono spesso a traslochi di mobili e arredi). Tutto diventa funzionale all’evento sportivo, anche se nulla sembra fermarsi davvero nella Monte Carlo capace ogni anno di inglobare al suo interno il grande circo automobilistico dando prova di capacità organizzativa.
La circolazione, sebbene più caotica, scorre. La gran parte dei negozi, supermercati, bar restano aperti anche nei giorni del Grand Prix. Ed è addirittura possibile vedere chi abita a Monaco fare la piega dal parrucchiere a pochi passi dalla curva di Santa Devota, incurante dello sfrecciare delle monoposto durante le prime prove, oppure fare la spesa nel supermercato che si affaccia sul circuito (passando solo da un accesso diverso rispetto al solito). E ancora spostarsi in autobus o circolare in auto (con appositi pass per i residenti) proprio ai limiti dell’area della competizione.
© ANGELA VALENTI DURAZZO PER GENOVAQUOTIDIANA – Tutti i diritti riservati
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