Allerta sì, allerta no. La risposta dell’Arpal dopo le polemiche sui social network

<“Ha piovuto più oggi che nelle ultime quattro allerte meteo messe insieme”; è questo uno dei messaggi comparsi ieri su un famoso social network. Al di là dell’inesattezza – le ultime quattro allerte meteo messe insieme hanno visto cadere molta più pioggia di ieri – è vero che in passato sono state diramate allerte – e ci saranno in futuro – con meno acqua. Ma c’è modo e modo per aprire un rubinetto, e non è solo la quantità complessiva di acqua fuoriuscita a far scattare l’allerta, che non va diramata ad ogni precipitazione, ma in previsione di determinati effetti al suolo>. Questo recita una nota dell’Arpal. In realtà, anche il Comune di Genova, nonostante non fosse scattato l’allerta della Protezione Civile Regionale, ha messo in moto la macchina della propria protezione civile, ma è stato per il territorio “fragile” di Borzoli e Fegino e, in generale, per la Valpolcevera, cioè quello che hanno subito lo sversamento di greggio dalla tubatura Iplo, il 17 aprile scorso. Le piogge abbondanti hanno infatti dilavato il territorio penetrando anche in profondità e portando altre chiazze di “crude oil” nei torrenti e nel fiume.

Arpal

<La giornata di ieri – continuano all’Arpal – è stata caratterizzata da piogge diffuse su quasi tutte le zone, con intensità al più moderata e un unico temporale forte che ha interessato il centro della regione>. Lo scroscio più intenso è stato di 37,2 mm fra le 18.30 e le 19.30 ad Alpicella, sopra Varazze, e le cumulate finali sono state solo localmente molto elevate, con poche centraline oltre i 100 mm/24 ore (ossia 100 litri d’acqua per metro quadrato di superficie).

Per quanto noto, proseguono all’agenzia regionale, gli effetti non sono andati oltre le estese pozzanghere lungo le strade, e al suolo non si sono avute criticità. Infatti i bacini della Liguria hanno risposto soltanto nella zona della massima intensità (il Sansobbia e il Polcevera al confine fra le province di Genova e Savona), restando peraltro abbondantemente al di sotto del primo livello di guardia.

Due gli elementi che hanno contribuito ad evitare effetti al suolo “da allerta” secondo Arpal:

1. La previsione della pioggia, che indicava con relativa certezza intervalli di alcune ore fra una precipitazione e l’altra (come si vede dal pluviometro di Alpicella, i momenti relativamente più intensi sono stati separati da nove ore).

1 arpal

2. Le condizioni di saturazione del suolo, inizialmente prossime allo zero (come si vede nella figura sottostante, che rappresenta la situazione in Liguria alle ore 20 di martedì 10 maggio). Il terreno ha avuto modo di assorbire l’acqua caduta dal cielo, senza restituirla subito in superficie.

Dopo le piogge, si presenta uno scenario sensibilmente diverso nella mappa di bagnamento del suolo alle 2 di giovedì notte: la zona maggiormente interessata dalle piogge è diventata completamente satura (in blu).

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<Con questa situazione e previsioni di analoghe precipitazioni sulle zone già bagnate – concludono all’Arpal -, sarebbe verosimile arrivare all’emanazione di un’allerta, che non è legata solo alla quantità di acqua caduta dal cielo, ma anche all’intervallo di tempo in cui cade e agli effetti che comporta al suolo>.

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