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Albaro, da protesta a festa contro i parcheggi sulla pista di pattinaggio

Di Michela Serra — Poco importa se la soluzione al problema dei parcheggi nella pista di pattinaggio alle piscine di Albaro è stato risolto prima della protesta: più di cinquecento persone, tra cui tantissimi bimbi, hanno partecipato ugualmente. Un modo per far festa, ma anche per dire <vi teniamo gli occhi addosso>. piscine rid 2

E così tutta l’area si è trasformata in un tripudio di colori, soprattutto sull’asfalto dove i più piccoli si sono sbizzarriti in disegni e scritte. Segno che i cittadini ci tengono davvero tanto a un’ area verde che ha rischiato di essere soffocata da una quarantina di posti auto. <Insomma, era proprio una cosa fatta male – dice una signora con nipotini al seguito – non saprei dove avremmo dovuto portare i nostri bimbi>. Il tam tam su facebook e su altri canali ha funzionato a dovere, ma soprattutto ha funzionato la collaborazione tra cittadinanza e istituzioni. La protesta era montata in un men che non si dica proprio perché internet corre veloce e la pagina facebook Occupy Albaro era stata bersagliata di post che gridavano allo scandalo: <Senza tante discussioni si è capito che quest’area ha un altro scopo> – spiega Armando Gibilaro di Occupy Albaro -. Infatti c’era una convenzione con Stadio di Albaro Spa, società in liquidazione, secondo la quale la pista di pattinaggio non si sarebbe dovuta toccare. <Le centinaia di persone che vedete oggi sono anche poche rispetto a quelle che si sarebbero presentate se la questione non si fosse risolta> – continua Gibilaro -. La soddisfazione più grande comunque è per le mamme. Erano proprio loro le più agguerrite e non solo per lo spazio che sarebbe venuto a mancare, ma anche per una questione di sicurezza. Oltre la pista di pattinaggio infatti ci sono alcuni esercizi come gelateria e panificio. Con il via vai di macchine avrebbero dovuto avere anche il timore di qualche incidente. <Questo è l’unico posto in zona in cui possiamo lasciare andare i bambini serenamente, senza il percolo delle macchine – dice Elisa Traverso – siamo molto contente>. Insomma, ora non resta che aspettare che le strisce blu della discordia siano cancellate. Per oggi lo hanno fatto simbolicamente i bimbi, gessetti colorati alla mano.

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