Genova prepara il nuovo Piano del Verde: 19 mesi per trasformare alberi, suolo e spazi pubblici in infrastruttura della città

Presentato a Palazzo Tursi il percorso metodologico affidato allo Studio Gibelli. Stanziati i primi 60 mila euro per un piano partecipato e multidisciplinare, con ascolto di Municipi, associazioni e cittadini

Genova avvia il percorso per dotarsi del nuovo Piano del Verde, uno strumento destinato a orientare nei prossimi anni la gestione, la tutela e la trasformazione degli spazi aperti della città. Le linee guida e il piano di lavoro sono stati presentati questa mattina a Palazzo Tursi, durante la seduta della Commissione V. A guidare l’elaborazione sarà lo Studio Gibelli, incaricato di costruire un percorso metodologico multidisciplinare e partecipato, della durata complessiva di 19 mesi, partendo dal patrimonio documentale e conoscitivo già elaborato dagli uffici tecnici comunali.

La giunta ha stanziato una prima dotazione economica di 60 mila euro per dare avvio a uno strumento programmatico che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà superare l’idea del verde come semplice capitolo manutentivo. Il Piano dovrà invece leggere alberature, parchi, giardini, suolo, acqua e spazi pubblici come parti di una rete urbana essenziale, capace di incidere su qualità della vita, adattamento climatico, mitigazione del rischio idrogeologico, salute, socialità e vivibilità dei quartieri.

La seduta di oggi non sarà un passaggio isolato. Trattandosi di un documento complesso, soggetto a verifiche, aggiornamenti e tarature durante la sua costruzione, il lavoro sarà accompagnato da incontri periodici di aggiornamento in Commissione, in modo da seguire lo stato di avanzamento dell’iter e mantenere un confronto costante sul metodo e sui contenuti.
«Oggi portiamo per la prima volta in Commissione il percorso del nuovo Piano del Verde», dichiara l’assessora al verde e urbanistica Francesca Coppola. «È un passaggio importante perché finalmente passiamo dalle intenzioni al lavoro concreto. Per troppo tempo il verde è stato considerato come un tema a sé stante, quasi una questione esclusivamente manutentiva. In realtà rappresenta uno degli strumenti più importanti che abbiamo per affrontare le grandi sfide della città: il cambiamento climatico, il dissesto idrogeologico, la qualità dello spazio pubblico, la salute e il benessere delle persone».
Secondo Coppola, la scelta di un approccio multidisciplinare risponde alla necessità di tenere insieme verde, acqua e suolo, leggendo il territorio nella sua complessità. L’obiettivo è costruire una visione capace di mettere in relazione ambiente, paesaggio e vita quotidiana, evitando che il Piano resti un documento astratto. «Vogliamo un Piano operativo che non resti chiuso in un cassetto, ma che sappia orientare le trasformazioni della città, individuare le priorità di intervento e migliorare concretamente la qualità della vita nei quartieri», spiega l’assessora.
Il percorso sarà fondato anche sull’ascolto. Municipi, associazioni e cittadini saranno coinvolti in una progettazione partecipata, con l’obiettivo di trasformare il verde pubblico in un bene comune strutturale e non in un elemento residuale della pianificazione urbana. Per l’amministrazione, infatti, lo spazio aperto deve diventare un perno di inclusione sociale e resilienza ecologica, capace di contribuire alla costruzione di una città più vivibile e più giusta.
Il metodo predisposto dallo Studio Gibelli si svilupperà in 5 grandi fasi. La prima sarà dedicata all’analisi dei dati già disponibili, allo studio delle Unità di Paesaggio Aperto e all’attivazione di un primo laboratorio di analisi dei punti di forza, debolezza, opportunità e minacce. La seconda servirà a definire formalmente gli obiettivi del Piano del Verde e a condurre momenti partecipativi di co-progettazione della visione futura. La terza fase riguarderà la redazione complessiva del Piano strategico, predisposto anche in funzione della variante al Piano urbanistico comunale. La quarta produrrà gli strumenti tecnici e normativi, compresa la stesura del nuovo Regolamento del Verde. L’ultima fase sarà dedicata alla comunicazione, al coordinamento territoriale e a due grandi eventi pubblici istituzionali di presentazione finale alla cittadinanza e ai portatori di interesse.
La costruzione del nuovo Piano del Verde si inserisce in una stagione in cui le città sono chiamate a ridefinire il rapporto con il proprio spazio pubblico. A Genova, dove la conformazione del territorio rende particolarmente delicati i temi del suolo, delle acque, dei versanti, delle alberature e delle aree aperte, la pianificazione del verde assume un valore non solo ambientale, ma anche urbanistico e sociale.
«Il verde non è un semplice elemento decorativo», sottolinea Francesca Coppola. «È una vera e propria infrastruttura della città, al pari delle altre reti che la fanno funzionare, e rappresenta uno degli strumenti più efficaci per costruire una Genova più resiliente, più vivibile e più giusta».
Il lavoro dei prossimi mesi dovrà quindi trasformare questo indirizzo politico e tecnico in un documento operativo, capace di indicare priorità, regole, interventi e criteri di gestione. La sfida sarà passare da una visione frammentata del verde urbano a una strategia complessiva, in cui parchi, giardini, alberature, spazi aperti e connessioni ecologiche diventino parte integrante della pianificazione della città.
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