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La denuncia di Antonio Bruno: “Iren tarocca i grafici di margine operativo e indebitamento”

<Chiediamo alla dirigenza di Iren di esser più rispettosa dell’intelligenza dei consiglieri comunali>: si spazientisce Antonio Bruno, capogruppo della Federazione della sinistra, di fronte alla prima pagina del documento consegnato ieri in consiglio comunale dai dirigenti dell’azienda. Nel mirino, i grafici presentati dall’azienda che, in effetti, tanto “onesti” non sono. Ad uno sguardo frettoloso sembrano mostrare forti aumenti del margine operativo e indebitamento fortemente ridotto tra il 2014 e il 2011. E invece così non è.
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Antonio Bruno non si è limitato a guardare le figure, ma è andato a vedere i conti, i numeri nero su bianco. Sia il grafico a barre di sinistra margine operativo (+8% nel 2014 rispetto al 2011) sia quello alla destra posizione finanziaria netta (indebitamento netto: -14% stessi anni) sono presentati ai consiglieri comunali con dei diagrammi a barre <che, a un occhio frettoloso – dice il capogruppo Fds -, appaiono dimostrare un aumento clamoroso>. Dal grafico sembrerebbe che il margine operativo sia triplicato. <Per il margine operativo lordo la barra del 2014 è più alta di due volte e mezzo di quella del 2011, ma l’aumento è “solo” dell’ 8 per cento – dice Bruno – Per la Pfn, posizione finanziaria netta, la diminuzione del 14 per cento viene enfatizzata in modo analogo>, insomma, sembra ridotta a un terzo, cioè del 66%, ma tra grafico e realtà c’è una discrepanza di 42 punti percentuali. <I numeri saranno giusti, ma l’impressione data ai lettori è falsata> prosegue spazientito il capogruppo Fds. Insomma, il “giochetto” delle colonne difformi l’una dall’altra sembra davvero un tentativo di stupire chi avrebbe letto il documento. Bruno s’è stupito eccome, ma di tanto disprezzo dell’intelligenza dei consiglieri comunali. Perché se si tratta dell’errore tecnico di chi ha fatto il grafico, è una di quelle cantonate da dilettanti allo sbaraglio, talmente grande da prevedere la fantozziana pena della crocefissione in sala mensa. Ma se invece c’è stato dolo, come teme il capogruppo Fds, la questione assume risvolti davvero preoccupanti.
<Per quanto riguarda gli investimenti, invece – aggiunge Bruno -, dal 2011 al 2015 il dato è diminuito dai 592 milioni ai 261 milioni del 2015. La torta ci descrive l’ammontare complessivo degli investimenti e la ripartizione tra i quattro settori strategici. In questo caso non viene offerto alcun diagramma a barre che non avrebbe potuto che certificare un drammatica diminuzione di investimenti>.
Insomma, l’audizione del management Iren  è cominciata proprio male, con i consiglieri che si sono sentiti presi in giro dai dirigenti dell’azienda multiservizi partecipata dal Comune.

Dagli interventi di Bruno e di Stefano Anzalone (Gruppo Misto), Guido Grillo (Pdl), Andrea Boccaccio (M5s), Cristina Lodi (Pd), Claudio Villa (Pd), Gianni Vassallo (Percorso Comune), Gian Piero Pastorino (Fds), Claudio Villa (Pd), Simone Farello (Pd), sono emersi principalmente alcuni elementi: necessità che il Consiglio comunale venga informato sulle decisioni di Iren di dismettere società del gruppo; mantenimento a Genova della sede di Iren (attualmente, e in via temporanea, si trova a Tortona); fondatezza dell’ipotesi di una costituenda società tra Iren e Amiu per la gestione dei rifiuti e, infine, ripresa delle trattative sindacali, come da indicazione di un ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale.
Arrabbiati anche i rappresentanti sindacali in aula. Il management di Iren ha assicurato che non vi è mai stata alcuna interruzione e ha ribadito la massima disponibilità ad incontrare le rappresentanze sindacali, cosa che avverrà il 16 marzo a Reggio Emilia durante una riunione già convocata. Di diverso avviso i rappresentanti dei lavoratori, che hanno lamentato la poca disponibilità del management a discutere i temi di loro interesse.
I lavori della commissione sono stati aggiornati e sul tema si tornerà molto presto. Consiglieri e sindacati apsettano l’azienda al varco, possibilmente con i documenti non “ritoccati”.

 

 

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