Guida snob di Genova per turisti pigri

Di Black Giac – Una città come Genova si può visitare accostandola secondo le indicazioni dei principali operatori turistici che ci faranno conoscere gli aspetti più celebri e tradizionali dei luoghi. E’ difficile però per chi non ci vive coglierne l’essenza più intima, l’immagine o il sapore che come un lampo ci illuminano e spiegano in quell’attimo l’intero significato del tutto. Per i turisti curiosi vale la pena addentrarsi e cogliere il suggerimento, soffermarsi in un punto, ascoltare e osservare quel minimo particolare che ci riveleranno la “bellezza” e il “senso”, quel fantasma che sfugge gli approcci standardizzati e le spiegazioni troppo facili. Ci siamo divertiti a trovarne alcuni ma se volete potete aggiungerne anche voi.

 

Un sorso di “Asinello”

E’ fondamentale bere un bicchiere di “asinello” ovvero un bicchiere di “Corochinato” (vino, zucchero, alcol e infuso di erbe) in una vecchia vineria di via Canneto il lungo. Potete farlo al banco oppure sedendovi su uno dei tavoli in un’atmosfera rigorosamente anni ’70.

corochinato

 

 

 

 

Misto Piccante

Per conoscere intimamente Genova dovete mettervi in coda al “Gran Ristoro” una bottega di Sottoripa dietro a Palazzo San Giorgio che vende solo panini. Arrivato il vostro turno dovete chiedere un “misto piccante” che è un panino ripieno con una salsa al peperoncino composta da verdure e salumi, e un bicchiere di Chianti. Potete consumare al banco.

granristoro

 

 

La bella Tommasina che vi guarda

Salite i vicoli fino alla chiesa di S. Maria di Castello dov’è esposta la grande tavola di Ludovico Brea “L’incoronazione della Vergine” conosciuta a popolarmente come “Il Paradiso”. C’è tra la folla di angeli e persone che discutono tra di loro di fronte alla Vergine una bellissima donna che guarda verso di voi, si tratta di Tommasina Spinola una delle più belle donne di Genova, morta di crepacuore nei 1505 dopo una struggente storia d’amore con il re di Francia Luigi XII. A Tommasina sono dedicate una piazza e un vico chiamati “Dell’Amor Perfetto”.

amor perfetto

 

 

Il fantasma di Django Rheinardt

In piazza Matteotti staziona un gruppo di musicisti girovaghi dell’est chiamato “gruppo Cornelio”. Tra di loro c’è anche un chitarrista molto abile nei virtuosismi. Fatevi suonare “Minor swing” di Django Rheindart e offritegli qualcosa. L’esecuzione è impagabile. In via Garibaldi c’è, invece, un chitarrista che se gli date qualche moneta vi suona la colonna sonora de “Il terzo uomo” ovvero “The Harry Lime theme”. Si adatta benissimo all’atmosfera.

 

Il suono della sopraelevata

Se è una giornata di tramontana, attendete la sera e poi andate sulla chiatta in cima a Ponte Spinola (il ponte dell’acquario). Da lì aspettando il diradarsi del traffico, quando arrivano le folate di vento che passano tra le colonne della sopraelevata potrete sentire il suono come quello di una nota bassa di un organo: è il suono della sopraelevata.

 

 

Patriottismo in salsiccia

In via dei Macelli di Soziglia c’è una bella macelleria con il bancone tutto in marmo. Se chiedete il permesso al gestore potrete osservare scolpite ai piedi del banco le teste di cinque figure. Si tratta di personaggi che hanno fatto il Risorgimento e precisamente: Giuseppe Garibaldi, Nino Bixio, Giuseppe Mazzini, Alfonso La Marmora, più una misteriosa quinta figura femminile che le tesi più accreditate indicano come la rappresentazione dell’Italia (ma non è detto). Spunta anche un Mercurio  alato che raffigura il dio del commercio. I quattro “umani” rappresentati ebbero diverse posizioni rispetto all’idea di Italia per cui combatterono e soprattutto il generale dei bersaglieri La Marmora si macchiò del sacco del 1849 quando Genova venne bombardata dai soldati dei Savoia. E’ stata una scelta molto diplomatica quella di raffigurarli tutti insieme.

Orologi

Anche non avete particolari problemi di salute fate un salto alla Farmacia Operaia Sormani in piazza Raibetta In fondo a via S. Lorenzo verso palazzo S. Giorgio. Anche in questo caso chiedendo il permesso ai dottori si potrà osservare la farmacia arredata secondo il gusto tardo rinascimentale degli anni ’20. Il particolare è dato dall’orologio appeso sopra il bancone che segna da oltre 60 anni la stessa ora. E’ il momento (segna precisamente le 7 e 16) in cui lo scoppio di una bomba inglese, nel corso del bombardamento navale del 1941, lo fermò per sempre.

Lo squalo ghiottone

Nel museo di Storia Naturale di Genova, appena entrati, potete ammirare l’enorme stazza di uno squalo bianco (ora imbalsamato, ovviamente) che si aggirò nel porto di Genova nel 1860. Attratto dai rifiuti che venivano gettati dalle navi, il feroce pesce si addentrò sino ai ponti più prossimi dello scalo quando fu individuato dagli allarmati “camalli” e quindi ucciso.

 

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La basilica con il bagnoturco

La basilica di S. Siro è una delle chiese più antiche della città e fu la prima cattedrale dedicata al vescovo Siro che salvò la città dai barbari e dal temibile “basilisco” un mostro con la testa di gallo e il corpo di serpente che si era annidato in un pozzo della zona. La chiesa è visitabile e nei secoli ha subito numerose trasformazioni.

il colonnato del chiostro fu tamponato e nel cortile fu ricavato un piano trasformato in bagnoturco. Al centro, dove un tempo si trovava il pozzo del convento, sorge una struttura circolare, sormontata da un tetto a pagoda sostenuto da una serie di colonne in ghisa, edificata nel 1907 ad uso di bagni pubblici e rimasta in funzione siano agli anni ’30 del ‘900.

Non è accertato se si tratti dello stesso pozzo dove si era nascosto il basilisco.

 

 

 

Il dolore di Constance

Una visita al cimitero monumentale di Staglieno vale la pena farla. Sempre. Le sculture marmoree presenti sono capolavori di rara bellezza ma una volta che avrete visitato il cimitero passate, non lontano dall’ingresso, al cimitero inglese che è proprio sulla via. Sul ciglio della strada troverete una tomba molto semplice, una croce con una lapide in marmo: Constance Mary Loyd “wife of Oscar Wilde”. La donna, sposata al celebre poeta e drammaturgo inglese, subì l’onta degli scandali del marito e per proteggere sé e i suoi figli si rifugiò in Liguria dove morì alla fine dell’800. Sopra questa tomba Wilde pianse lacrime amare di rimorso per il dolore provocato alla povera Constance.

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