Storie 

1925, l’atroce delitto di Salita Pollaiuoli

Sono i primi di settembre di tanti anni fa, precisamente è il 1925.

Due persone si recano in Questura a Genova, sono preoccupate e in affanno per che una loro parente, Valeria Bruno di 30 anni da due giorni è scomparsa da casa. La donna è sposata con un ragioniere, ispettore viaggiante, al lavoro da giorni fuori Genova.

La guardia di turno, trascrive la denuncia e la porta all’ispettore. Una trafila burocratica ma che quel giorno, per l’ispettore ha un significato molto particolare.

48 ore prima in Salita Pollaiuoli era stato scoperto uno dei più atroci delitti che la storia della città ricordasse a memoria d’uomo: una donna era stata ritrovata in un appartamento, al n. 12 interno 15, morta, rinchiusa in una valigia, a tutti gli effetti sgozzata come si fa con un animale. Il cadavere sino a quel momento non era stato indentificato ma a quel punto, dopo gli accertamenti necessari, anche quel povero corpo aveva un nome.

Il delitto di Salita Pollaiuoli diventa il giallo di quelle settimane, si indaga nel mondo piccolo borghese della Superba, un mondo ai margini della grande storia, lontano dalle adunate, dai comizi, dal fragore delle vicende politiche di quegli anni. E’ un delitto che si consuma in un’atmosfera tra Gozzano e Svevo, fatta delle “piccole cose di pessimo gusto” delle passeggiate in via XX, delle gite al mare, di tradimenti coniugali e di noia.

Lei, Valeria, ha 30 anni ed è bella, trascurata da un marito troppo assente, con qualche amico di troppo con cui non consuma solo gelati e innocenti chiacchierate, a lei piace il brivido, qualche emozione in più e da tempo consuma cocaina, una droga che dilaga nel piccolo mondo borghese annoiato e conformista, allora come adesso.

Il suo cadavere è stato trovato nell’appartamento di un altro personaggio centrale della vicenda, Antonio Gregori, 32 anni, rappresentante di macchine da scrivere.

Lui, con qualche problema di lavoro in più visto che da poco la sua azienda lo aveva “scaricato” è afflitto da due tormenti: le belle donne e la droga.

Si conoscono un pomeriggio, per strada, attraverso alcuni amici comuni. Li possiamo immaginare confusi nel traffico della città di allora, in piazza De Ferrari, tante pagliette, visto che è ancora estate, qualche camicia nera passa alle loro spalle.

Lui ha una “passionaccia” con una donna che l’ha portato quasi alla rovina. Si chiama Giorgina, è bella e giovane, la passione morbosa che lega i due è di quelle da togliere il fiato. Stravede per lei, è ossessionato dall’attrazione fisica verso quella donna. Si indebita per lei, arriva a soffrire la fame. Lei no. Gregori frequenta un mondo di sfaccendati flaneur, amanti del gioco e delle donne, ormai per lui sono gli sgoccioli della “bella vita” ma non demorde.

Conosciuta Valeria tra i due scatta qualcosa, un’attrazione malata, entrambi sono dipendenti dalla cocaina.

Si vedono, si frequentano per qualche settimana, forse si piacciono. Poco si conosce di un rapporto che vive un doppio, triplo segreto. I due sono legati al filo di una passione morbosa e dalla dipendenza della droga ma un giorno qualcosa va storto. La cocaina preparata da Antonio non basta a Valeria, lei ne vuole di più ma lui non ha i soldi per comprarla. Lei gli passa i soldi e lui si lancia nei vicoli e dopo poco ritorna con la droga sufficiente alle brame di quella donna, discreta nella sua vita ma feroce nella sua voglia di vivere ed esagerare. I due si drogano ripetutamente, hanno probabilmente diversi rapporti ma lei non rispetta quell’uomo piccolo e senza orizzonti, probabilmente la ripugna stare con lui, forse sotto l’effetto dello stupefacente glielo dice anche. Non può immaginare lei quella che può essere la reazione di un uomo umiliato e offeso, stravolto anch’egli dall’eccesso di droga.

Con un colpo fulmineo e possente colpisce la donna al volto che perde i sensi. A quel punto la furia omicida si impadronisce di lui. C’è il suo rasoio a mano in bagno, l’uomo lo impugna e sgozza la sua occasionale compagna…

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