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Movida, minacce di morte agli abitanti

I residenti: <Anche ieri le forze di polizia non sono intervenute>
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<Figlio di puttana, ti ammazzo>: non sono bastati la pioggia e il freddo a calmare i bollenti spiriti delle torme di giovani caciaroni che partecipano alla movida. I filmati, registrati alle 4 del mattino da abitanti di salita Pollaiuoli, nell’epicentro della zona più calda della notte del centro storico, raccontano chiaramente come la gente dei carruggi sia costretta a trascorrere almeno 3 delle notti della settimana (mercoledì, venerdì e sabato) a causa del mancato intervento delle istituzioni e delle forze di polizia nonostante i reiterati appelli sia dei residenti sia dei titolari dei pubblici esercizi della zona che lunedì scorso hanno anche convocato una conferenza stampa per chiedere conto alle istituzioni e alle forze di polizia del mancato intervento. Il tutto è accaduto a 10 metri da un commissariato di polizia.
Anche ieri, branchi di giovinastri allo stato brado, ubriachi per aver bevuto tutto quello che si erano portati da casa o per aver comprato alcol a basso prezzo nei negozi e nei locali gestiti da stranieri che servono birra e superalcolici a qualsiasi ora e a chiunque, compresi minori e persone già in stato di ebbrezza. Nella movida, inoltre, si può comprare droga in ogni angolo.
Le persone che hanno effettuato il filmato raccontano di aver chiamato il 113 e di essersi sentite rispondere ancora, come accade sempre (e come sarà facile evincere anche alle autorità di polizia ascoltanto la registrazione delle chiamate sempre effettuata dalla questura), che non c’erano macchine disponibili e che comunque quella fatta dagli abitanti non era <una segnalazione di urgenza>. Urgenza no, in effetti, il centralinista del 113 aveva ragione. Infatti, la segnalazione di quello che accade nel cuore della città vecchia la notte viene effettuata regolarmente dai residenti da anni. Negli ultimi tempi, la situazione è precipitata proprio a causa della mancanza di interventi. L’omicidio di vico dei Biscotti, maturato nel mondo della droga che gravita attorno alla massa di persone che si concentra tra via San Donato, piazza Ferretto e salita Pollaiuoli, non è che la punta dell’iceberg di una situazione che vede i gestori stranieri di negozi, locali e gastronomie di quell’area dei carruggi continuare ad ignorare leggi e regolamenti mettendo in pericolo la stessa vita dei loro clienti (i ragazzi in coma etilico che arrivano al Galliera ogni vota è altissimo) e le autorità ignorare gli appelli della gente e, di fatto, stare a guardare mentre i residenti restano ostaggio di qualche centinaio di giovani in preda ai fumi dell’alcol e della droga. Al fenomeno “market bengalesi” si aggiunge ora quello dei tanti ragazzi che l’alcol se lo portano da casa in quantità industriale. Non esiste alcuna misura di prevenzione da parte delle istituzione, non ci sono interventi da parte delle forze di polizia. Di fatto, si lascia fare, forse nella convinzione che se il problema si concentra in quel luogo le altre zone saranno immuni dalle scorribande dei ragazzi. Vittima dei mancati interventi e dall’assenza di misure da parte della pubblica amministrazione sono anche i gestori dei locali regolari che vedono la propria clientela, impaurita, diminuire continuamente.
Sui social network si percepisce che ormai gli abitanti hanno superato il livello di guardia della pazienza. C’è chi suggerisce di scendere da casa in gruppo con i bastoni e chi dice che così si fa solo un favore a quelle istituzioni che non sanno o non vogliono intervenire e che, di fatto, non muovono un dito. Altri optano per una scenografica manifestazione in uno dei quartieri bene della città, per richiamare l’attenzione di tutta Genova sul problema. Certo è che abitanti e gestori dei locali molto presto decideranno iniziative di protesta. C’è anche chi dice di aver deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica perché verifichi eventuali casi di omissione proprio sulla base delle richieste di aiuto che arrivano al 113 e che non hanno rispondenza in interventi delle forze di polizia.
Potete ascoltare qui prima il rumore che si sente dalle case, poi, le minacce di morte indirizzate agli abitanti questa notte

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