1926, lo squalo uccide a Varazze. La storia del “bianco” nel Mar Ligure

Uno spettro si aggira nel Mediterraneo. E’ la favolosa presenza di un enorme squalo che recentemente sulle coste liguri avrebbe lasciato un segno inequivocabile della sua presenza agitando i sonni di sub, ricercatori, bagnanti, giornalisti e scrittori di racconti fantastici. Partiamo, quindi, dalla fredda cronaca.

Un’esemplare di squalo volpe (Alopias vulpinus) è stato catturato nei giorni scorsi dai pescatori di Camogli.

Si tratta di una specie che è possibile incontrare nel Mediterraneo, ma che non fa parte della pesca di tutti i giorni. Un tipo d’incontro che è capitato, comunque, già nel febbraio di quest’anno, nell’aprile 2010, nel giugno 2009, in aprile e maggio del 2008.

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L’elemento che ha attratto l’attenzione dei pescatori e quindi successivamente dai biologi del dipartimento di Scienze Naturali dell’Università di Genova (le fotografie sono le loro) è che il pesce agganciato a un palamito era stato tranciato dietro le pinne pettorali  probabilmente per il morso da parte di un altro pesce di dimensioni considerevoli, visto che quello squalo volpe, in origine, doveva esse di una lunghezza di almeno tre metri.

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Le tracce lasciate sul pesce parlano di una dentatura massiccia con denti di una lunghezza di almeno 3 cm.

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Un segno che potrebbe far ipotizzare la presenza di uno squalo di dimensioni notevoli nelle nostre acque.

Un fatto abbastanza raro, nonostante numerose specie di squali abitino nei nostri mari e quattordici di queste siano teoricamente pericolose per l’uomo. Lo squalo bianco, perché di questo si parla, solo casualmente può transitare nel Mediterraneo passando dallo stretto di Gibilterra a seguito di qualche nave oppure seguendo i tonni rossi di cui è ghiottissimo.

E’ lui il vero pericolo numero 1 e la storia della nostra regione è fatta di incontri con il “big white”.

Le tracce nei resoconti della Guardia Costiera o nei siti degli appassionati risalgono all’800, lo squalo bianco esposto al Museo di Storia Naturale di Genova venne catturato in porto dov’era stato attirato dalle ghiottoneria varie che si potevano trovare nell’acqua dello scalo di allora tra rifiuti e merci cadute nei trasbordi che avvenivano a spalla.

E’ a Varazze, però nel luglio del 1926 che l’incontro tra un ragazzo di 20 anni, un turista milanese, che nuotava al largo e un “bianco” di diversi metri è fatale. Il giovane viene ucciso a pochi metri dalla riva nello sconcerto dei bagnanti a riva inorriditi dallo spettacolo. Passano 30 anni, nel 1956, quando un “grande bianco” all’altezza di Punta Vagno a Genova attacca una barca. L’uomo a bordo, atterrito dalla paura, si salva miracolosamente. Nel 1991, il 30 luglio l’attacco più recente a una donna di 40 anni, Ivana Iacaccia a bordo di una canoa al largo di S. Margherita Ligure. Lo squalo morse la canoa lasciando un segno inconfondibile e mettendo in apprensione per giorni tutta la zona.   In tutti questi casi gli animali non vennero catturati. ,

In questo ultimo caso, le prove valutate dagli esperti potrebbero essere una traccia dell’ennesima visita del “grande bianco” nel Mar ligure.

Di seguito l’attacco avvenuto la scorsa estate negli Usa ai danni di un surfista, per fortuna, senza conseguenze

3 thoughts on “1926, lo squalo uccide a Varazze. La storia del “bianco” nel Mar Ligure

  1. mi par di ricordare che vi fu qualcosa anche a Piombino anni ed anni or sono

    1. Si negli anni ’90 un sub che eseguiva riparazioni su un cavo è stato attaccato e mi pare ucciso da uno squalo non ricordo se era un Bianco un Mako o uno Smeriglio…

  2. “Un fatto abbastanza raro, nonostante numerose specie di squali abitino nei nostri mari e quattordici di queste siano teoricamente pericolose per l’uomo. Lo squalo bianco, perché di questo si parla, solo casualmente può transitare nel Mediterraneo passando dallo stretto di Gibilterra a seguito di qualche nave oppure seguendo i tonni rossi di cui è ghiottissimo.” Mi scusi ma questa informazione e’ errata. E’ stato dimostrato da tempo, per primo se non sbaglio da Di Sciara, che esiste una colonia di squali bianchi autoctona nel mediterraneo, che qui nasce, vive si riproduce e muore, e che ha un dna leggermente diverso dallo stesso animale che arriva dall’atlantico ad esempio, passando per Gibilterra. Un po come e’ stato accertato anche per la balenottera azzurra. Gli esemplari di bianco piu’ grandi sono stati catturati nelle acque intorno alla Sicilia, e si pensa che le colonie piu’ numerose vivano in Sicilia appunto, e nel basso Adriatico.

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