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1814: accusato di stupro, Paganini finisce in galera

Di Black Giac – Genova, 1814. In una città in fermento, tra carrozze e portuali che tornano dal lavoro, cammina con noncuranza, riconosciuto e salutato da alcuni, il più importante musicista genovese, estroso violinista di fama mondiale Niccolò Paganini. L’uomo ha 31 anni ed è all’apice del suo successo: le platee lo acclamano, gli amanti della musica lo adorano, le donne, nonostante non sia proprio un adone, fanno follie per trascorrere una notte con lui. A Paganini tutto questo piace, e lui ama Genova che gli ha dato i natali e che lo ha visto muovere i primi passi come musicista quando a undici anni esordì nell’oratorio di S. Filippo.

Paganini ama anche molto le donne genovesi e non solo. Quando per i carruggi incontra Angelina Cavanna, modista e figlia di un sarto, poco più che ventenne, sente che sta per scoccare una nuova fiamma. Angelina a dispetto di un viso grazioso e innocente e dei suoi modi impeccabili ha frequentazioni molto libere per i suoi tempi, frequentazioni di cui il padre è all’oscuro e anche Paganini. Finisce così che il corteggiamento serrato del musicista ottiene e i suoi effetti e dopo qualche incontro furtivo la giovane, visto che il suo nuovo “galante” non era uno dei tanti rende nota al padre questa sua frequentazione affettiva. Possiamo solo immaginare che quella sera in casa del sarto si stappò una bottiglia “di quello buono”. Si procede a un fidanzamento “ufficiale” in base al quale Angelina si concederà solo dopo il matrimonio. In tutto questo c’è un grande equivoco di fondo che mina l’equilibrio della coppia: se è vero che lei non è proprio una santa, il violinista ha più amanti che violini e chitarre in giro per il mondo.

Paganini con la scusa che la notizia non si propaghi troppo velocemente in città ma più presumibilmente per rendere segreto questo rapporto alle altre “fiamme” chiede a Angelina di trasferirsi con lui a Parma. Lei accetta con il consenso del padre e i due partono. A quel punto anche gli accordi presi in precedenza saltano e i due “fidanzatini” a Parma vivono “more uxorio” per tre mesi fino a quando la ragazza si accorge di essere incinta.

Qui accade il primo colpo di scena che rompe l’atmosfera romantica che si era respirata sino a quel momento: appresa la notizia Paganini parte e si trasferisce a Milano. La giovane si trasferisce a sua volta a Fuméri nell’alta Valpolcevera da una sorella dove l’amante ha promesso di raggiungerla. Arriva, invece, il padre che con una rapida analisi coglie il punto della situazione e denuncia il musicista per “mancata promessa di matrimonio”, “rapimento e violenza di una minorenne” e “tentativo di procurato aborto” avendo convinto la ragazza a ingurgitare una pozione venefica. Paganini torna a Genova il 6 maggio e per lui scattano le manette e un po’ di notti insonni nelle anguste prigioni nella torre grimaldina di Palazzo Ducale. Il 13 maggio al processo si difenderà davanti ai giudici proclamando la sua innocenza: è pur vero che lui non aveva costretto la ragazza a seguirlo e neppure l’aveva violenta. Sul matrimonio prometterà di mantenere il patto e di affidare il prossimo nascituro alle cure della propria famiglia.

Con 1200 lire di cauzione Paganini viene rimesso in libertà. Ma i colpi di scena continuano perché ai suoi avvocati il violinista affida la pratica di una controdenuncia nei confronti del padre della ragazza per diffamazione. La vera svolta però arriva quando il 24 giugno Angelina partorisce una bambina morta. A questo punto Paganini si sente libero da ogni promessa, recede dal patto di “passare” alla donna 1200 lire al mese e continua la sua causa che andrà avanti per le lunghe. Nel frattempo, tra Londra, Milano e Parigi infiammando le platee con il suo estro il violinista avrà modo di vivere ancora molte avventure galanti e di conseguenza altri problemi simili. Genova, a sua volta, non si dimostrerà particolarmente riconoscente nei confronti di questo suo celebre rappresentante. Nel 1970 nel corso di una imponente operazione urbanistica nell’area di via madre di Dio la sua abitazione, in via della Fossa del Colle 1359, diventata successivamente passo Gattamora 38, sino ad allora meta di appassionati e turisti di tutto il mondo, viene rasa al suolo. Per lui verrà eretto un busto in bronzo che pone ancora oggi seri dubbi su come riuscisse Paganini ad avere tutte le sue leggendarie avventure sentimentali.

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