Gioco d’azzardo, ecco i candidati che dicono “no”

“METTIAMOCI IN GIOCO” AI CANDIDATI : SGRAVI AGLI ESERCIZI CHE RINUNCIANO ALLE MACCHINETTE

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“Mettiamoci in gioco” è per la legalità, l’etica e la tutela della persona sempre e comunque. L’azzardo genera crescente povertà e sofferenza; anche quello legale offerto dallo Stato è dannoso alla salute di chi lo pratica con costanza . Per questa ragione, abbiamo invitato i candidati alla presidenza della Regione Liguria a condividere la nostra proposta di contrasto al gioco d’azzardo e a dichiarare il loro impegno nel corso della campagna elettorale nei confronti di una tematica importante che coinvolge negativamente migliaia di persone. Alcuni ci hanno risposto. Altri no. Hanno risposto: ENRICO MUSSO, ANTONIO BRUNO, MIRELLA BATINI, RAFFAELLA PAITA, LUCA PASTORINO, ALICE SALVATORE. Spicca l’assenza del candidato presidente Giovanni Toti.

Le associazioni e le organizzazioni liguri che aderiscono alla campagna nazionale “Mettiamoci in gioco”, rivolta al contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo, hanno chiesto ai candidati liguri l’impegno a svolgere un’attività amministrativa contro la diffusione delle installazioni nei pubblici esercizi delle apparecchiature di intrattenimento che propongono premi in denaro.

“L’azione da noi avanzata dovrebbe manifestarsi in proposte di alleggerimento del carico fiscale attraverso una riduzione dell’aliquota agli esercizi che non sono dotati di quei mezzi di gioco che crea evidente dipendenza – spiegano i responsabili della campagna nazionale -. Un provvedimento del genere, se pur limitato dal punto di vista finanziario e di modesto vantaggio economico per gli esercenti, avrebbe un notevole significato simbolico e costituirebbe un forte segnale di indirizzo della futura Amministrazione regionale. L’azzardo è un business che crea e brucia valore, lo consuma desertificando legami sociali e dissipando risparmio”.

Il coordinamento Mettiamoci in gioco Liguria è formato da Daniele Pavese, Chiara Volpato e Lella Trotta

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