Pippo Rossetti: “Chiudete il mercatino di Turati”

Anche Pippo Rossetti, candidato alla Regione nelle liste Pd, si unisce alla sua candidata presidente, Raffaella Paita, che ha chiesto di chiudere il suq abusivo. “Il centro storico di Genova è da molto tempo sotto la lente di ingrandimento dei media, dei comitati di quartiere, della pubblica amministrazione e della politica, per le note e ormai famose situazioni di illegalità che proliferano sull’intero quartiere. A margine del confronto di Lella Paita con i residenti della città vecchia – l’altra sera al Chiostro di Santa Maria di Castello”.
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“Cogliamo il segnale che i cittadini hanno voluto lanciarci rispetto ad una situazione di illegalità e insicurezza che sta diventando ormai insostenibile per i residenti, i commercianti, i turisti, i frequentatori delle attività commerciali e artigiane del centro storico. È evidente la necessità di individuare, insieme all’amministrazione comunale, un’unica soluzione per il risanamento di queste aree” ha detto Rossetti.
“Non bisognava consentire la nascita del mercatino di Turati. E adesso non si tratta di spostarlo altrove, ma di chiuderlo, perché non è possibile vendere merce rubata e senza concessioni – sostiene il candidato -. Naturalmente va garantito un trattamento umanitario adeguato a chi arriva, ma è altrettanto doveroso far rispettare la legalità ed il messaggio deve essere forte e chiaro: la convivenza di un territorio e lo scambio di relazioni passano inevitabilmente attraverso il rispetto delle leggi. Ciò che non può passare è invece il principio del “liberi tutti”, perché questa non è vera intercultura e non è vera solidarietà, ma solo incapacità di risolvere i problemi. Un fenomeno, quello di via Turati, che diventa ancora più intollerabile se consideriamo la condizione di difficoltà in cui versano tanti cittadini e commercianti soggetti, loro sì, ad ogni tipo di controllo e spesso sanzionati duramente per la minima mancanza. Prendiamo esempio da quanto fatto in altre grandi città europee e mettiamo in campo una strategia volta a riempire di contenuti gli spazi urbani oggi vuoti e in quanto tali oggetto di degrado, ed evitiamo di mascherare l’inerzia politica con la finta solidarietà”.

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