Via Prè, presidio fisso di polizia e alloggi per gli agenti: il piano per la sicurezza del centro storico

Dopo il Comitato in Prefettura con la sindaca Salis, l’assessora Viscogliosi, il ministro Piantedosi e il capo della polizia Pisani, il Comune annuncia il nuovo presidio ai civici 26 e 28 rosso. Entro fine anno arriveranno a Genova 1,167 milioni di euro per la sicurezza urbana. Allo studio anche alloggi per gli agenti trasfertisti

Un nuovo punto fisso della polizia di Stato in via Prè, risorse per la sicurezza urbana e la ricerca di alloggi nel centro storico per gli agenti che lavorano su turni. Sono gli impegni e le proposte emersi dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito questa mattina in Prefettura, a Genova, con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il capo della polizia Vittorio Pisani. La sindaca Silvia Salis, che ha riferito dell’incontro anche in Consiglio comunale, lo ha definito un passaggio importante per affrontare le criticità del centro storico con un intervento coordinato tra istituzioni.

Per l’amministrazione comunale erano presenti anche l’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi, il comandante della polizia locale Fabio Manzo e il capo di gabinetto della sindaca Marco Speciale. Al centro del confronto la possibilità di rendere più continuativa la presenza delle forze dell’ordine, affiancandola a misure sul decoro, sull’illuminazione, sui servizi sociali, sul commercio e sulle politiche abitative.
La novità più immediata riguarda i locali ai civici 26 e 28 rosso di via Prè, individuati dal Comune per ospitare un nuovo presidio della polizia di Stato. La disponibilità è stata accolta dal ministro; gli spazi, di proprietà di Spim, dovranno essere ristrutturati con lavori a carico del Comune nei prossimi mesi. Salis ha spiegato che gli interventi necessari sono contenuti e che la sede consentirà di rafforzare il presidio istituzionale in una delle zone considerate più delicate.
Accanto alla nuova postazione, il capo della polizia Vittorio Pisani ha proposto di individuare alloggi nel centro storico per il personale trasfertista e turnista delle forze dell’ordine. L’idea è favorire una presenza più costante di agenti nelle diverse fasce della giornata e della notte, riducendo gli spostamenti per chi presta servizio a Genova ma non abita in città. La sindaca ha accolto la proposta e ha annunciato una ricognizione degli spazi disponibili. L’eventuale ristrutturazione degli alloggi potrebbe essere sostenuta dal Ministero dell’Interno. Va detto che precedenti tentativi fatti negli anni passati di portare le forze dell’ordine a vivere nel centro storico avevano dato esito molto molto limitato per la mancata adesione dei potenziali nuovi residenti e i pochi che avevano accettato in capo a breve tempo avevano traslocato.
Sul fronte delle risorse, il ministro Matteo Piantedosi ha quantificato in 1 milione e 167 mila euro i fondi che dovrebbero arrivare al Comune entro la fine dell’anno per i servizi di sicurezza urbana. Le risorse potranno contribuire anche a nuove assunzioni a tempo determinato nella polizia locale o al pagamento degli straordinari. Salis ha riferito che nei prossimi mesi l’amministrazione definirà come utilizzare il sostegno, anche per alleggerire il personale comunale oggi impegnato nel centro storico e poter destinare risorse ad altri quartieri.
Il ministro ha inoltre riferito che, dal 31 dicembre 2024, gli organici delle tre forze di polizia presenti a Genova sono aumentati complessivamente di 154 unità. Sono previste ulteriori assunzioni entro la fine della legislatura. Tra le misure annunciate c’è la volontà di rendere permanenti servizi finora svolti in forma straordinaria, attraverso una riorganizzazione che prevede un’unità interforze dedicata al centro storico, squadre in moto, i cosiddetti “falchi”, e un rafforzamento delle pattuglie del Reparto prevenzione crimine.
Piantedosi ha anche garantito una quota riservata nei Centri di permanenza per il rimpatrio fuori regione per le persone senza regolare titolo di soggiorno fermate nel centro storico e destinatarie di un provvedimento di espulsione. Sono stati annunciati inoltre fondi per potenziare la videosorveglianza nei vicoli. Nel frattempo, il Comune intende mappare i varchi non coperti dalle telecamere e intervenire sul potenziamento della fibra ottica, necessaria anche per sostenere l’infrastruttura tecnologica.
La polizia locale ha illustrato l’organizzazione dei servizi già attivi: 84 operatori sono assegnati stabilmente al Nucleo centro storico, affiancati da 18 agenti del Nucleo antidegrado e 13 del Nucleo reati predatori. Dopo il presidio estivo alla Darsena, dal 2 settembre sono stati rafforzati i controlli nelle aree Prè-Ghetto e Maddalena-San Luca-Mele-Sottoripa, con basi operative in piazza Santa Fede e piazza Banchi.
I dati riferiti al periodo dal 1° gennaio al 1° ottobre 2026 mostrano la concentrazione degli interventi nel centro storico: 5.224 servizi di sicurezza urbana, pari al 29,05% del totale cittadino, 65 arresti, il 57,52%, e 350 denunce, il 31,88%. Nei sestieri di Prè, Molo e Maddalena sono operative 984 telecamere, quasi un terzo dell’intera rete comunale. Nel biennio 2025-2026 sono stati inoltre realizzati 700 nuovi punti luce, 350 dei quali dedicati all’illuminazione artistica.
Durante il Comitato si è parlato anche dei controlli sugli esercizi commerciali effettuati dalla task force composta da polizia, personale sanitario e polizia locale. Sono stati eseguiti 68 controlli, con otto chiusure e sanzioni per un totale di 123 mila euro. La sindaca ha riferito inoltre che il questore ha presentato dati che indicano una tendenza al calo dei reati nel 2026, dopo gli aumenti registrati nel 2024 e nel 2025.
Il piano illustrato da Silvia Salis comprende interventi sociali e di cura del territorio. Tra quelli già avviati, il ritorno dei servizi dell’Ambito territoriale sociale in via San Giorgio, la rete di comunità con 94 partner e i progetti “Start tappe” e “Officina della cura”. Per il decoro sono stati attivati 38 ecopunti ad accesso controllato, con la rimozione di 135 cassonetti stradali. La sindaca ha annunciato anche un piano straordinario di derattizzazione, che sarà presentato nei prossimi giorni.
Sul versante economico, il bando Zac ha sostenuto 23 piccole e medie imprese con quasi 2,5 milioni di euro. In via Prè sono previsti dieci alloggi di edilizia sociale, con un investimento di circa 2,2 milioni, mentre prosegue la riqualificazione del polo Tabarca-Metelino. Tra i progetti in preparazione figurano un piano per migliorare l’illuminazione pubblica, sviluppato con City Green Light e in dialogo con la Soprintendenza, un piano di rilancio del commercio e un campus urbano diffuso. Quest’ultimo prevede di recuperare immobili inutilizzati per destinarli a giovani e studenti, con alloggi, spazi di lavoro condiviso e aree per lo studio.
La sindaca ha presentato la collaborazione con il governo come un’occasione per dare continuità agli interventi e coinvolgere istituzioni, residenti e commercianti. «La sicurezza non ha colore», ha detto in Consiglio comunale, ringraziando il ministro, il capo della polizia, il personale impegnato sul territorio e la polizia locale. Per Salis, il cambiamento del centro storico richiederà tempo, ma dovrà poggiare su misure coordinate e durature, capaci di incidere sulla vita quotidiana dei quartieri.
In aula il centrodestra ha rivendicato che il risultato ottenuto oggi è sulla linea di quanto fatto dalla passata giunta e delle richieste dell’attuale minoranza, non sempre condivise dal centrosinistra.
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