Sant’Ilario, la carcassa di un cinghiale riaccende la protesta: «Senza strada, come arrivano controlli e soccorsi?»

Il vicepresidente del “Comitato per la Viabilità” Marco Marsano rilancia la segnalazione di un residente: le difficoltà nel raggiungere la parte alta del quartiere riguardano anche la sicurezza, intesa in ogni sua accezione

Una carcassa di cinghiale lungo il percorso verso casa diventa il punto di partenza per una denuncia sulle difficoltà di accesso a Sant’Ilario alta. A sollevare pubblicamente la questione è Marco Marsano, vicepresidente del “Comitato per la Viabilità” di Sant’Ilario, che si occupa della mancanza di strade carrabili e degli altri problemi del quartiere.
La segnalazione arriva da un abitante che, rientrando a casa intorno all’una di notte, ha trovato l’animale in via dei Tasso, oltre la madonnina. Il residente ha condiviso nella chat di zona un filmato e un messaggio nel quale descrive la carcassa come squarciata e in decomposizione, evidenziando quanto sarebbe complicato rimuoverla per la difficoltà di raggiungere il posto.
«Prima di dire NO a una strada carrabile, forse sarebbe il caso di pensare anche a come si interviene quando serve davvero», scrive l’abitante. Un interrogativo che Marco Marsano porta all’attenzione pubblica nel suo ruolo di vicepresidente del comitato, raccogliendo una preoccupazione che riguarda l’accessibilità della parte alta del quartiere.
Nel messaggio, il ritrovamento del cinghiale viene indicato come un esempio delle difficoltà quotidiane. Le apprensioni maggiori del residente riguardano però le emergenze sanitarie e la tempestività degli interventi delle forze dell’ordine: situazioni nelle quali riuscire a raggiungere rapidamente le abitazioni può fare la differenza.
L’autore della segnalazione esprime anche il timore che la conformazione delle vie di accesso possa agevolare chi commette reati, rallentando l’arrivo delle pattuglie. È la sua valutazione, con la quale collega la richiesta di una strada carrabile alle esigenze di sicurezza di chi abita nella zona.
«Il territorio va rispettato, certo. Ma non al punto da renderlo irraggiungibile», conclude il residente. La denuncia rilanciata da Marco Marsano pone quindi il problema di come conciliare la tutela dei luoghi con la possibilità di intervenire quando serve. Dal materiale condiviso non risulta se sia già stata inoltrata una richiesta formale di rimozione della carcassa né se sia stato programmato un intervento.
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