L’architettura ligure celebra i suoi protagonisti: premiati “Maledetti Architetti” e lo studio di Marco Ciarlo

La manifestazione genovese ottiene il Premio regionale “Bruno Zevi”, mentre a Marco Ciarlo Associati va il riconoscimento alla carriera. La cerimonia si svolgerà il 9 ottobre a Genova e aprirà la strada alla selezione nazionale
L’architettura non è soltanto una questione di edifici, forme e materiali. È il risultato dell’incontro tra progettisti, committenti, imprese e comunità, ma anche uno strumento attraverso il quale una città può rileggere la propria storia e immaginare il futuro. È questa l’idea alla base dei Premi dell’Istituto nazionale di architettura 2026, che in Liguria assegnano due dei principali riconoscimenti alla manifestazione “Maledetti Architetti” e allo studio Marco Ciarlo Associati.

“Maledetti Architetti”, progetto nato per accompagnare il pubblico alla scoperta dell’architettura moderna genovese, ha conquistato il Premio regionale “Bruno Zevi” per la diffusione della cultura architettonica. Il Premio alla carriera regionale è stato invece attribuito a Marco Ciarlo Associati, studio protagonista da oltre quarant’anni di una ricerca strettamente legata al paesaggio ligure, al recupero degli edifici esistenti e alla trasformazione delle aree costiere.
I riconoscimenti saranno consegnati venerdì 9 ottobre alle 17, nel Salone di rappresentanza della banca Bper a Genova, durante la cerimonia regionale dei Premi dell’Istituto nazionale di architettura. Nella stessa occasione saranno proclamati i vincitori delle categorie dedicate alle nuove costruzioni e agli interventi di riqualificazione, restauro, ristrutturazione e rigenerazione realizzati sul territorio ligure.
Il programma comprenderà una tavola rotonda dedicata all’esperienza di “Maledetti Architetti” e una lezione magistrale di Marco Ciarlo, chiamato a ripercorrere le tappe e i temi centrali della propria attività professionale.
Il premio alla manifestazione che racconta la Genova moderna
Promossa dal Comune di Genova e dalla Fondazione dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Genova, “Maledetti Architetti” è arrivata nel 2026 alla sua sesta edizione. Il coordinamento scientifico è affidato a Jacopo Baccani, che insieme a una rete di studiosi, professionisti, archivi e istituzioni ha costruito un programma capace di rivolgersi anche a chi non possiede una formazione specialistica.
La manifestazione propone visite guidate, incontri e itinerari attraverso edifici, infrastrutture e spazi urbani del Novecento. Alcuni dei luoghi coinvolti sono abitualmente chiusi o difficilmente accessibili; altri fanno parte della vita quotidiana dei genovesi, ma sono osservati raramente dal punto di vista storico e progettuale.
Il titolo deriva dal celebre e provocatorio pamphlet di Tom Wolfe, pubblicato alla fine degli anni Settanta con una critica tagliente all’architettura moderna e ai suoi protagonisti. A Genova quell’espressione è stata trasformata in una domanda rivolta alla città: perché determinati edifici vengono amati, mentre altri suscitano diffidenza, ostilità o indifferenza?
La rassegna invita il pubblico a superare i giudizi immediati per comprendere le condizioni storiche nelle quali le opere sono nate, le esigenze che dovevano soddisfare e le idee di città che rappresentavano. Genova costituisce, da questo punto di vista, un osservatorio particolarmente ricco. La difficile conformazione geografica, lo sviluppo industriale, la crescita portuale e la scarsità di spazi hanno prodotto nel Novecento soluzioni spesso radicali, tra grandi infrastrutture, quartieri residenziali, edifici pubblici e complessi produttivi.
La giuria ha premiato la capacità di “Maledetti Architetti” di unire ricerca, divulgazione e partecipazione. Il progetto ha riportato l’attenzione su opere ignorate o controverse, trasformando l’architettura del Novecento in un’esperienza collettiva e accessibile. Un riconoscimento particolare è stato rivolto al lavoro di Jacopo Baccani e del gruppo di architetti e studiosi che ha creato collegamenti tra documenti d’archivio, istituzioni culturali, professionisti e cittadini.
Il significato del Premio “Bruno Zevi”
Il riconoscimento porta il nome di Bruno Zevi, storico, critico e progettista che ha avuto un ruolo centrale nel dibattito architettonico italiano del Novecento. Nella sua attività ha insistito sulla necessità di raccontare l’architettura come esperienza dello spazio e non come semplice contemplazione delle facciate.
La scelta di premiare “Maledetti Architetti” riflette proprio questa impostazione. Gli edifici non vengono presentati come oggetti isolati, ma messi in relazione con le persone che li attraversano, il territorio nel quale sorgono e le trasformazioni sociali che ne hanno accompagnato la costruzione.
Il Premio “Bruno Zevi” è destinato alle iniziative che riescono a promuovere e diffondere la conoscenza dell’architettura contemporanea attraverso strumenti accessibili ed efficaci. Secondo l’Istituto nazionale di architettura, la comunicazione è infatti una componente decisiva per avvicinare i cittadini ai temi della qualità urbana e del progetto.
Quarant’anni di ricerca tra paesaggio e materia
Il Premio alla carriera regionale è stato assegnato a Marco Ciarlo Associati per una produzione sviluppata nell’arco di oltre quarant’anni. Lo studio nasce dal percorso professionale iniziato da Marco Ciarlo nel 1988. Dal 1993 il lavoro è proseguito con Fabrizio Melano e Giampiero Negro, diventati associati nel 2004. Nel 2025 è entrato nella struttura anche Giovanni Ciarlo.
L’attività abbraccia architettura pubblica e privata, progettazione degli interni, allestimenti e disegno industriale. Il tratto comune è la ricerca di un equilibrio tra linguaggio contemporaneo e identità dei luoghi, con un’attenzione particolare ai materiali, alle superfici, alla luce e al rapporto con il paesaggio.
La giuria ha sottolineato soprattutto la qualità degli interventi di recupero e restauro. Il metodo dello studio evita di sovrapporre alle preesistenze segni eccessivamente invasivi, preferendo un minimalismo capace di rendere riconoscibile il nuovo senza cancellare la storia dell’edificio.
Una parte significativa della produzione riguarda la trasformazione di aree costiere dismesse in moli, passeggiate e piazze affacciate sul mare. In questi progetti l’architettura diventa uno strumento per ricucire il rapporto tra abitati e litorale. La sperimentazione progettuale incontra spesso l’arte contemporanea, mentre materiali e lavorazioni vengono scelti per resistere alle condizioni dell’ambiente marino e dialogare con la luce della costa ligure.
Un altro campo di ricerca è rappresentato dall’architettura funeraria, affrontata non soltanto come esercizio formale, ma nella sua dimensione simbolica e intima. Spazi, materia e luce vengono utilizzati per costruire luoghi di raccoglimento capaci di confrontarsi con i temi della memoria e dell’assenza.
La motivazione richiama anche il progetto del Parco architettonico di Torre del Mare, a Bergeggi, pensato per riscoprire e valorizzare le opere realizzate da Mario Galvagni tra il 1954 e il 1961. L’insediamento costituisce una delle esperienze più originali del secondo Novecento ligure: architetture e percorsi seguono la morfologia della costa, creando un paesaggio costruito nel quale edifici e natura tendono a confondersi.
Il premio riconosce inoltre l’attività didattica di Marco Ciarlo e il lavoro svolto con i giovani nell’officina ospitata nello studio-atelier di San Sebastiano di Altare. La trasmissione delle competenze viene così considerata parte integrante di una carriera professionale, insieme alla progettazione e alla ricerca.
I lavori dello studio sono apparsi su riviste italiane e internazionali e sono stati esposti anche alla Biennale di Architettura di Venezia e alla Triennale di Milano. Nel 2022 e nel 2023 il Ministero della Cultura ha scelto Marco Ciarlo Associati per rappresentare l’Italia durante l’Italian Design Day, rispettivamente a Vienna e a Praga.
Un premio all’intero processo edilizio
I Premi dell’Istituto nazionale di architettura furono istituiti nel 1961 e sono promossi insieme all’Associazione nazionale costruttori edili, con la collaborazione della piattaforma Archilovers. La loro particolarità consiste nel non concentrare il riconoscimento esclusivamente sul progettista.
Per ogni opera selezionata vengono premiati anche il committente e l’impresa esecutrice. L’architettura è infatti considerata il risultato di un processo collettivo nel quale la qualità dipende dalla capacità di coordinare idee, esigenze, competenze tecniche e realizzazione materiale.
L’edizione 2026 prende in considerazione opere concluse in Italia tra il 2021 e il 2026. Oltre alle nuove costruzioni, trovano spazio il recupero del patrimonio esistente, il restauro e la rigenerazione urbana, temi particolarmente importanti in una regione come la Liguria, dove il territorio disponibile è limitato e la trasformazione dell’esistente rappresenta spesso la principale possibilità di intervento.
La giuria ligure è presieduta dall’architetto Giacomo Airaldi, presidente dell’Istituto nazionale di architettura della Liguria. Ne fanno parte Riccardo Miselli, componente del direttivo regionale; Egizia Gasparini, dello studio Dodi Moss e vincitrice del premio nel 2023; il critico di architettura Emanuele Piccardo, già destinatario del Premio regionale “Bruno Zevi”; e Maria Luisa Viziano, del Gruppo Viziano, in rappresentanza dell’Associazione nazionale costruttori edili della Liguria.
La cerimonia del 9 ottobre completerà il quadro con l’annuncio delle migliori opere liguri. I vincitori regionali accederanno quindi alla selezione nazionale, che si concluderà il 13 novembre a Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia. Per “Maledetti Architetti” e Marco Ciarlo Associati il riconoscimento ligure diventa così anche il punto di partenza per il confronto con le esperienze più significative dell’architettura italiana contemporanea.
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