Tagli Amt, la rivolta dell’entroterra si allarga: altri nove sindaci contro il nuovo piano. Ora in totale sono 19

Anche la Valle Scrivia, con i comuni di Busalla, Casella, Crocefieschi, Isola del Cantone, Montoggio, Ronco Scrivia, Savignone, Valbrevenna e Vobbia, entra nel fronte della protesta. Salgono a 19 i sindaci contrari alla riduzione delle corse e all’aumento dei contributi richiesti alle amministrazioni locali

Il fronte contro la riorganizzazione del trasporto pubblico metropolitano continua ad allargarsi. Dopo le prese di posizione arrivate dall’Alta Valpolcevera e dalle valli Stura e Orba, anche i nove sindaci della Valle Scrivia si schierano contro l’ipotesi di ridurre le percorrenze Amt e aumentare la compartecipazione economica a carico delle amministrazioni comunali.

Il nuovo documento è sottoscritto dai sindaci di Busalla, Casella, Crocefieschi, Isola del Cantone, Montoggio, Ronco Scrivia, Savignone, Valbrevenna e Vobbia. Con il loro ingresso salgono a 19 i primi cittadini dell’entroterra che hanno manifestato pubblicamente la propria contrarietà alla programmazione proposta.

Gli amministratori della Valle Scrivia riconoscono le difficoltà economiche che attraversano Amt e il sistema metropolitano dei trasporti e dichiarano la propria disponibilità a contribuire alla ricerca di una soluzione. Il riequilibrio dei conti, avvertono però, non può essere ottenuto riducendo servizi considerati essenziali per la sopravvivenza dei territori montani.
«La consapevolezza delle difficoltà e la disponibilità a fare responsabilmente la nostra parte ci sono», affermano i nove sindaci. «Tuttavia, il necessario riequilibrio economico non può tradursi in una riduzione dei servizi essenziali. Non può essere ancora una volta l’entroterra a pagarne il prezzo».
Nelle vallate il Tpl non rappresenta soltanto una voce di bilancio. Autobus e corriere permettono ogni giorno a studenti, lavoratori, anziani e persone prive di un mezzo privato di raggiungere scuole, luoghi di lavoro, strutture sanitarie e servizi concentrati nel fondovalle o a Genova.
In molti Comuni non esistono collegamenti alternativi. Anche la soppressione di poche corse può quindi produrre conseguenze molto più pesanti rispetto alle zone urbane, aumentando l’isolamento delle frazioni e rendendo ancora meno agevole vivere stabilmente nell’entroterra.
I sindaci collegano direttamente la difesa del trasporto pubblico alla lotta contro lo spopolamento. Ridurre i collegamenti, sostengono, significa indebolire ulteriormente territori nei quali da anni si cerca di mantenere residenti, attività economiche e servizi.
I nove Comuni presenteranno le proprie osservazioni alla Città Metropolitana e chiederanno di proseguire il confronto con Amt. L’obiettivo dichiarato è conservare l’attuale livello del servizio e individuare una soluzione finanziariamente sostenibile che non penalizzi le vallate.
La Valle Scrivia si aggiunge così ai sindaci di Campomorone, Ceranesi, Mignanego, Sant’Olcese e Serra Riccò, che avevano già chiesto di fermare i tagli nell’Alta Valpolcevera. Alla protesta hanno aderito anche Masone, Campo Ligure, Rossiglione, Tiglieto e Urbe.
La contestazione non riguarda più singole linee o pochi Comuni, ma una parte sempre più ampia dell’entroterra genovese e delle zone servite dalla rete extraurbana Amt. I 19 sindaci chiedono ora che l’intera programmazione venga riaperta e discussa con i territori prima dell’entrata in vigore del nuovo orario.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.