Linea 31, il centrodestra alza le barricate: «Il collegamento diretto con il Gaslini non si tocca»

Nel dibattito sui tagli Amt entra anche Mario Mascia, che attacca il Partito Democratico dopo la restituzione delle deleghe metropolitane ai Trasporti da parte del sindaco di Campomorone Giancarlo Campora

L’ipotesi di cancellare o depotenziare la linea 31 accende un nuovo fronte politico sulla riorganizzazione del trasporto pubblico genovese. Il collegamento unisce la stazione Brignole all’ospedale pediatrico Gaslini, passando per corso Italia e Sturla, ed è utilizzato quotidianamente da lavoratori, pazienti e familiari dei bambini ricoverati.

A chiedere che qualsiasi progetto di riduzione venga fermato sono il presidente del Municipio Levante e consigliere regionale di Vince Liguria Federico Bogliolo, il capogruppo di Vince Genova e componente del Consiglio di amministrazione del Gaslini Pietro Piciocchi e il capogruppo di Vince Liguria e coordinatore regionale di Liguria Insieme Matteo Campora.

I tre esponenti precisano di non avere ancora ricevuto una conferma ufficiale sull’interruzione della linea, ma chiedono al Comune di chiarire immediatamente se l’ipotesi sia effettivamente contenuta nel piano di riorganizzazione della rete Amt.
«Se davvero esiste l’ipotesi di cancellare o depotenziare la linea 31, chiediamo che venga fermata immediatamente», affermano. «Stiamo parlando del collegamento diretto con uno dei più importanti ospedali pediatrici d’Europa. Prima vengono i bambini e le loro famiglie».
Secondo Federico Bogliolo, la funzione della linea non può essere valutata soltanto in base al numero dei passeggeri o ai costi chilometrici. Molte delle persone che raggiungono il Gaslini arrivano da fuori Genova e devono trascorrere in città settimane o mesi per assistere un bambino ricoverato.
«Sono genitori, nonni, fratelli e altri familiari che devono poter raggiungere l’ospedale con un mezzo semplice, diretto e facilmente accessibile», sottolinea Bogliolo. «Non possiamo rendere più complicato il viaggio di chi ha già sulle spalle una situazione difficile».
Sulla stessa linea Pietro Piciocchi, secondo il quale la tutela del collegamento con il Gaslini deve prevalere sulle esigenze esclusivamente contabili. L’eliminazione del servizio diretto potrebbe obbligare gli utenti a effettuare cambi, affrontare attese più lunghe e aggiungere ulteriori difficoltà a giornate già segnate dalla preoccupazione per la salute dei bambini.
«Il punto è stabilire quali siano le priorità di una città», afferma Piciocchi. «Quando una linea serve direttamente un ospedale come il Gaslini, la priorità deve essere garantire il collegamento. Per le famiglie anche un servizio diretto in più può fare la differenza».
Campora chiede alla sindaca Silvia Salis di rendere pubbliche le intenzioni dell’amministrazione sulla linea 31. Se esistesse un progetto di modifica, sostiene, il Comune dovrebbe illustrarne motivazioni, dati e alternative, spiegando in che modo verrebbe comunque garantita l’accessibilità dell’ospedale.
La polemica sulla linea si inserisce in una situazione più ampia di tensione politica intorno ad Amt e ai possibili tagli al servizio urbano e metropolitano. Nelle stesse ore il sindaco di Campomorone Giancarlo Campora, presidente dell’Assemblea ligure del PD, ha restituito alla sindaca le deleghe metropolitane ai Trasporti.
La decisione viene richiamata da Matteo Campora come il segnale di una crescente preoccupazione tra gli amministratori dei territori interessati dalla riorganizzazione. «Su un tema così delicato servono chiarezza e responsabilità», osserva. «La priorità è il servizio ai cittadini e tra le persone da tutelare ci sono prima di tutto le famiglie dei bambini ricoverati al Gaslini».
Sulla restituzione delle deleghe è intervenuto anche il capogruppo comunale di Forza Italia Mario Mascia, che ha trasformato la crisi in un attacco politico al Partito Democratico, alla vigilia dell’apertura della Festa dell’Unità in piazza Caricamento.
«È proprio il caso di dire che a Genova Amt fa la festa all’unità del PD», dichiara Mascia, segretario cittadino di FI. «Non si era mai visto che, davanti alla prospettiva di tagli ai chilometri delle corse e alle ore di trasporto pubblico locale, un partito decidesse di usare la clava con sindaci eletti dai cittadini».
Forza Italia ha accompagnato l’intervento con un’immagine diffusa sui social, nella quale la locandina della Festa dell’Unità viene rappresentata con le crepe provocate dalla vicenda Amt. Una polemica che aumenta ulteriormente la pressione sull’amministrazione comunale, dalla quale ora vengono attesi chiarimenti sia sul futuro della linea 31 sia sull’intero piano di riduzione e riorganizzazione del servizio.
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