Sanità 

Medici di famiglia, in Liguria 140 candidati per 65 posti: «Non sprechiamo neppure una borsa»

La Regione propone al Governo un sistema nazionale per trasferire le borse rimaste vacanti nei territori dove le richieste superano i posti. Il concorso è previsto il 21 ottobre

Centquaranta domande per appena 65 posti. In Liguria il prossimo corso di formazione specifica per diventare medici di medicina generale registra più del doppio delle candidature rispetto alle borse disponibili. Una risposta che conferma il forte interesse dei giovani medici, ma che rischia di lasciare fuori decine di candidati mentre in altre regioni potrebbero restare posti inutilizzati.

La Regione Liguria è pronta a portare al confronto con il Governo e con le altre amministrazioni regionali una proposta per impedire che le borse non assegnate vadano perdute. L’obiettivo è creare un meccanismo nazionale capace di recuperare i posti rimasti vacanti in un territorio e renderli disponibili ai medici risultati idonei nelle regioni dove le domande sono più numerose.

Il problema emerge dal quadro del corso di formazione 2026-2029. In tutta Italia sono disponibili 2.651 posti, a fronte di 5.965 domande. Il dato complessivo nasconde però profonde differenze territoriali: alcune regioni hanno ricevuto molte più candidature rispetto alle borse messe a disposizione, mentre in altre il numero dei posti supera quello degli aspiranti medici di famiglia.

Per finanziare le 65 borse liguri, la Regione ha previsto un investimento superiore a 800 mila euro. Il concorso si svolgerà il 21 ottobre 2026.

«Questi numeri ci consegnano una responsabilità precisa: fare in modo che nessuna opportunità formativa venga sprecata», afferma l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò. «La Liguria ha già fatto la propria parte mettendo a disposizione 65 borse per il triennio 2026-2029. Ora riteniamo importante che, a livello nazionale, si lavori per evitare che eventuali borse non assegnate in una regione vadano perdute mentre in un’altra ci sono giovani medici disponibili a intraprendere il percorso di formazione».

Secondo Massimo Nicolò, la questione non riguarda soltanto l’organizzazione dei corsi, ma la capacità del Servizio sanitario nazionale di assicurare un numero sufficiente di medici di famiglia nei prossimi anni. Recuperare le risorse disponibili permetterebbe di avvicinare la richiesta di formazione alle necessità dei territori, evitando che la rigida separazione tra le graduatorie regionali produca nuovi posti vacanti.

«Se ci sono giovani medici che vogliono scegliere la medicina generale e risorse già destinate alla loro formazione, dobbiamo mettere in campo tutti gli strumenti possibili per far coincidere queste due esigenze», prosegue l’assessore. La Liguria è quindi disponibile a sostenere una proposta al Governo che consenta la riassegnazione delle borse attraverso una maggiore mobilità tra le graduatorie regionali.

Una posizione condivisa dalla Federazione italiana medici di medicina generale della Liguria. Per il segretario regionale Andrea Carraro, le migliaia di domande presentate in Italia rappresentano un segnale che non può essere ignorato.

«Abbiamo migliaia di giovani medici che stanno manifestando interesse per la medicina generale», sottolinea Andrea Carraro. «È una disponibilità che va raccolta e trasformata in una risposta concreta ai bisogni dei cittadini».

Il rischio, al termine delle procedure concorsuali, è che alcune regioni non riescano a coprire tutti i posti mentre in altre restino esclusi candidati comunque risultati idonei. «Sarebbe difficile spiegare perché quelle risorse non possano essere utilizzate», conclude Andrea Carraro. «La formazione di un medico di famiglia è un investimento per tutto il Servizio sanitario nazionale e non può essere considerata una questione esclusivamente regionale».


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