Genova si colora di giallo, blu e rosso: la grande festa ecuadoriana ha attraversato la città

Dal Te Deum alla cerimonia di Palazzo Tursi, dalla musica in piazza della Vittoria alla festa di Sampierdarena. Genova ha celebrato il Primo Grido di Indipendenza dell’Ecuador, con De Ferrari illuminata nei colori della bandiera nazionale

Una giornata, quella di ieri, capace di attraversare Genova mettendo insieme memoria storica, fede, istituzioni, musica e tradizioni. La comunità ecuadoriana ha celebrato oggi, 10 agosto, l’anniversario del Primo Grido di Indipendenza del 1809, ricorrenza che ricorda l’avvio del percorso che avrebbe condotto l’Ecuador verso la propria sovranità.

A Genova le celebrazioni hanno assunto un significato particolare per la presenza di una comunità ecuadoriana numerosa e profondamente radicata nella vita della città. Gli appuntamenti si sono susseguiti nell’arco della giornata, coinvolgendo famiglie, associazioni, rappresentanti istituzionali e semplici cittadini.

La mattinata si è aperta nella chiesa di Santa Caterina con il tradizionale Te Deum, presieduto da padre Vittorio Vitalino, da tempo punto di riferimento per una parte della comunità latinoamericana genovese. La funzione ha rappresentato il momento più raccolto delle celebrazioni, riunendo associazioni e famiglie prima dell’avvio della parte istituzionale.
Il programma si è quindi spostato a Palazzo Tursi, dove si è svolta la cerimonia ufficiale alla presenza di rappresentanti della Questura, della Prefettura e delle istituzioni cittadine.
Per il Comune di Genova è intervenuta l’assessora alla polizia locale e sicurezza Arianna Viscogliosi, che ha portato il saluto della sindaca Silvia Salis e richiamato il contributo dato negli anni dalla comunità ecuadoriana alla vita sociale, economica e culturale genovese.
A guidare la cerimonia per il Consolato Generale dell’Ecuador è stato il ministro Óscar Izquierdo. Dopo gli inni nazionali italiano ed ecuadoriano, l’intervento ha posto l’accento sul valore della coesione della comunità e sul lavoro sviluppato insieme alle numerose associazioni presenti sul territorio ligure.
Nel corso dell’appuntamento è stato trasmesso anche un videomessaggio del ministro degli Affari Esteri dell’Ecuador Roberto Kury, dedicato al significato storico del 10 agosto e al rapporto con le comunità ecuadoriane che vivono fuori dal Paese. «Il 10 agosto segna l’inizio del nostro cammino verso un Ecuador sovrano. Oggi questo spirito vive in ogni rappresentanza e consolida la nostra amicizia nel mondo. In questa ricorrenza, rendiamo omaggio a chi porta in alto il nome dell’Ecuador con impegno e amore per la patria».
La parte istituzionale ha lasciato poi spazio alla cultura e allo spettacolo. La cantante Giulia Pasion e il gruppo folkloristico dell’Associazione Casa del Migrante hanno portato a Palazzo Tursi musica, costumi e tradizioni legate all’Ecuador.
La festa è uscita successivamente dai palazzi istituzionali per raggiungere piazza della Vittoria, dove il gruppo Son de Barrio ha animato la giornata con salsa e merengue, coinvolgendo non soltanto la comunità ecuadoriana ma anche genovesi e turisti presenti in piazza.
Uno dei momenti più visibili e simbolici delle celebrazioni è arrivato con l’illuminazione della fontana di piazza De Ferrari e della facciata del palazzo della Regione Liguria nei tre colori della bandiera ecuadoriana, giallo, blu e rosso. Un omaggio che ha portato nel cuore della città il segno della ricorrenza.
Parallelamente, Sampierdarena ha ospitato la parte più popolare della giornata, non organizzata dal consolato ma da alcuni cittadini e imprenditori di origine ecuadoriana. Al PalaTeknoship si è svolta una grande festa con spettacoli folkloristici, cucina tradizionale e artisti ecuadoriani e internazionali. Famiglie, giovani e associazioni hanno trasformato l’appuntamento in un momento di incontro e di condivisione delle proprie radici culturali.
Il Primo Grido di Indipendenza è diventato così anche un’occasione per raccontare il rapporto costruito negli anni tra Genova e la comunità ecuadoriana. Dalla cerimonia religiosa alla presenza delle istituzioni, fino alla musica e alla festa popolare, il 10 agosto ha mostrato una comunità che mantiene forte il legame con la propria storia e, allo stesso tempo, è parte integrante della vita quotidiana della città.
Foto di Ivonne Torres Tacle
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