Rumori notturni a Molassana, il Comune stringe sul cantiere: misurazioni nelle case e documenti entro il 23 agosto

Le rilevazioni fonometriche nelle abitazioni dei residenti partiranno a settembre. L’assessora all’Ambiente Silvia Pericu avverte la ditta dello scolmatore: collaborazione sì, ma le prescrizioni dovranno essere rispettate senza deroghe

Il Comune intensifica i controlli sull’inquinamento acustico notturno segnalato da numerosi residenti di Molassana. Le prime misurazioni all’interno delle abitazioni saranno effettuate nel corso di settembre, mentre alla società impegnata nella gestione delle terre e delle rocce provenienti dal cantiere dello scolmatore del Bisagno è stato chiesto di consegnare entro il 23 agosto una documentazione tecnica più completa sulle emissioni sonore prodotte dalle lavorazioni.

A fare il punto è stata l’assessora comunale all’Ambiente Silvia Pericu, rispondendo in Consiglio comunale a un’interrogazione presentata dalla consigliera Erika Venturini, della Lista civica Silvia Salis Sindaca. La richiesta riguardava le iniziative già avviate o programmate dall’amministrazione dopo le ripetute segnalazioni di rumori nelle ore notturne provenienti dal quartiere.

«Il tema acustico è prioritario ed è già stato affrontato durante l’assemblea pubblica che si è tenuta presso il Municipio alla fine di giugno», ha spiegato Silvia Pericu. Durante quell’incontro erano stati esaminati sia il problema del rumore sia quello della qualità dell’aria, con la presentazione dei risultati di due anni di monitoraggi ambientali e del piano previsto per il cantiere dello scolmatore del Bisagno.
Dopo l’assemblea, alcuni cittadini si erano detti disponibili a ospitare nelle proprie abitazioni le apparecchiature necessarie alle rilevazioni. La Direzione Ambiente ha quindi trasmesso i loro nominativi alla polizia locale, che dovrà organizzare materialmente i controlli.
«Come concordato con gli interessati, le misurazioni saranno effettuate nel corso del mese di settembre», ha annunciato l’assessora. Le verifiche dovrebbero permettere di rilevare direttamente all’interno degli appartamenti l’intensità e la durata dei rumori notturni, fornendo dati utili per stabilire la loro origine e valutare eventuali superamenti dei limiti consentiti.
Una parte rilevante degli accertamenti riguarda il deposito di terre e rocce provenienti dal cantiere dello scolmatore, situato in via Adamoli 399. La società incaricata ha presentato una richiesta di proroga dell’autorizzazione per lo svolgimento di attività rumorose temporanee, ma l’istanza non è stata ancora definita.
La Direzione Ambiente, dopo avere esaminato la pratica, ha chiesto integrazioni documentali in due occasioni. In particolare, la ditta dovrà produrre misurazioni fonometriche effettuate durante le fasi di massima rumorosità, indicando nel dettaglio quali macchinari fossero in funzione e distinguendo le attività svolte durante il giorno da quelle eseguite nelle ore notturne.
«Ad oggi non abbiamo ancora ricevuto questa documentazione», ha dichiarato Pericu. «La società è stata contattata e le è stato chiesto di inviarla entro il 23 agosto».
L’assessora ha assicurato che il Comune intende mantenere un rapporto collaborativo con l’impresa, ma ha escluso la possibilità di ridurre le tutele per chi vive nelle vicinanze del cantiere.
«L’idea è quella della massima collaborazione, ma non intendiamo rinunciare al benessere della popolazione residente», ha sottolineato. «Le prescrizioni impartite devono essere rispettate nel dettaglio e stiamo lavorando perché questo avvenga».
La documentazione richiesta sarà quindi determinante per la valutazione della proroga. Il Comune dovrà verificare se l’organizzazione delle lavorazioni, i macchinari impiegati e gli orari adottati siano compatibili con la tutela acustica del quartiere e se siano necessarie ulteriori prescrizioni, limitazioni operative o interventi di mitigazione.
Le rilevazioni previste nelle abitazioni a settembre rappresenteranno un secondo livello di controllo, basato non soltanto sui dati forniti dalla ditta, ma anche sulle condizioni effettivamente percepite dai residenti. I risultati dovrebbero consentire all’amministrazione di confrontare le emissioni registrate nell’area del cantiere con il rumore che raggiunge le case durante la notte.
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