Economia Sindacale 

Diga, lavoratori dei cassoni senza stipendio da maggio: i sindacati diffidano Confindustria

Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil contestano la convocazione di conciliazioni individuali senza il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali. Chiesto un incontro urgente alla struttura commissariale, mentre la vicenda potrebbe essere segnalata anche alla magistratura

I lavoratori impiegati nella realizzazione dei cassoni della nuova diga del porto di Genova sarebbero senza retribuzione e senza un sostegno economico dal mese di maggio. A denunciarlo sono Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, che contestano duramente la gestione della vertenza riguardante i dipendenti della Rbb, impresa che operava in appalto nel cantiere della grande opera portuale.

Il contratto con l’azienda era stato precedentemente risolto. Successivamente, nell’ambito dell’inchiesta della magistratura sulle ipotesi di sfruttamento del lavoro e caporalato, la società è stata sottoposta ad amministrazione giudiziaria. Da allora, secondo le organizzazioni sindacali, una parte dei dipendenti sarebbe rimasta senza occupazione e senza alcuna entrata.

La nuova tensione è esplosa dopo che i sindacati hanno appreso dagli stessi lavoratori della convocazione, per la giornata di oggi, di una sessione di conciliazione nella sede di Confindustria Genova. La notizia sarebbe arrivata domenica in maniera del tutto informale, senza che Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil ricevessero alcuna convocazione ufficiale.

Dopo alcune verifiche, le organizzazioni avrebbero avuto conferma dell’incontro e della possibilità che ai dipendenti della Rbb venissero sottoposti verbali di conciliazione individuale. Documenti il cui contenuto, precisano i sindacati, non sarebbe condiviso.

«Da maggio i lavoratori non ricevono un centesimo e in Confindustria c’è chi pensa di poter fare a meno del sindacato», denunciano Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. Le tre organizzazioni considerano particolarmente grave che una vertenza così delicata, legata alla perdita del posto di lavoro e al mancato pagamento delle retribuzioni, possa essere gestita attraverso accordi individuali senza il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali.

La critica investe direttamente Confindustria Genova, accusata di essersi prestata a un’intermediazione ritenuta incompatibile con il corretto svolgimento delle relazioni industriali. Secondo i sindacati, la procedura scelta sarebbe inoltre lesiva degli accordi interconfederali che regolano il confronto tra organizzazioni dei lavoratori e associazioni datoriali.

Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil ricordano che già nel maggio scorso, dopo la perdita dell’appalto da parte della Rbb, avevano tentato di costruire una soluzione attraverso l’Associazione nazionale costruttori edili di Genova. La proposta prevedeva un accordo per attivare la cassa integrazione ordinaria e garantire così un sostegno economico ai lavoratori che non fossero riusciti a trovare rapidamente un impiego in altri cantieri.

Quella strada, sottolineano le organizzazioni, avrebbe consentito di affrontare la crisi attraverso un percorso collettivo, trasparente e condiviso, assicurando almeno una forma di tutela economica a persone che avevano perso contemporaneamente il lavoro e la retribuzione.

Di fronte alla convocazione delle conciliazioni individuali, i sindacati hanno quindi diffidato formalmente Confindustria dal promuovere iniziative che ritengono contrarie agli accordi interconfederali. Contestualmente è stato richiesto un incontro urgente con la struttura commissariale che oggi amministra l’azienda.

Feneal Uil Liguria, Filca Cisl Liguria e Fillea Cgil Savona e Liguria chiedono che venga fatta piena luce sui contenuti delle conciliazioni, sulle tutele previste per i dipendenti e sulle ragioni per cui le organizzazioni sindacali non siano state formalmente coinvolte. La vicenda, annunciano, dovrà essere portata anche all’attenzione della magistratura.


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