Gaslini, protesta confinata in Aula Magna: confronto con la Direzione, nessuna apertura per i tre portieri

L’assemblea sindacale non è stata autorizzata davanti all’ospedale. Dopo la mobilitazione, una delegazione è stata ricevuta dalla direttrice amministrativa: premialità promessa ad agosto, ricerca rinviata a settembre e nessuna nuova assunzione nell’immediato. La replica del Gaslini: «Nessun limite alla libertà sindacale, l’Aula Magna garantiva sicurezza e accessibilità»

La protesta delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Istituto Gaslini si è conclusa con un confronto con la Direzione amministrativa, ma senza una soluzione per tutte le vertenze aperte. Al termine dell’assemblea, alla quale secondo i sindacati ha partecipato un numero consistente di dipendenti, una delegazione è stata ricevuta dalla direttrice amministrativa Isabella Lanzone.

La mobilitazione era stata convocata dalla rappresentanza sindacale unitaria e da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp e Usb per contestare il mancato rinnovo dei contratti di somministrazione, i ritardi nel pagamento della premialità, la mancata applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro del personale della ricerca e le carenze sul fronte delle assunzioni.

L’assemblea spostata all’interno dell’ospedale
La prima contestazione ha riguardato la decisione della Direzione di non consentire lo svolgimento dell’assemblea davanti all’ospedale. L’iniziativa è stata trasferita nell’Aula Magna, una scelta che i sindacati hanno interpretato come un tentativo di ridurre la visibilità della protesta.
«La Direzione del Gaslini nega il permesso a lavoratrici e lavoratori di effettuare l’assemblea davanti all’ospedale e li dirotta in Aula Magna. Di cosa ha paura il Gaslini?», hanno affermato Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp e Usb.
Le organizzazioni hanno ricordato che in passato davanti alla struttura si erano già svolte assemblee e presìdi, sempre nel rispetto dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. Per i rappresentanti dei lavoratori, quindi, non vi sarebbero state ragioni sufficienti per impedire una manifestazione esterna.
«La reazione della Direzione dimostra la fondatezza delle nostre richieste», hanno sostenuto i sindacati, ribadendo la necessità di destinare le risorse al personale del servizio pubblico attraverso nuove assunzioni, relazioni sindacali corrette e rispettose e un servizio mensa adeguato.
Cinque contratti non rinnovati, nessun ripensamento sui portieri
Uno dei temi centrali dell’assemblea è stato il mancato rinnovo dei contratti di cinque lavoratori somministrati. Nel dettaglio, la vertenza riguarda tre portieri e due lavoratrici amministrative.
Durante il confronto con la direttrice amministrativa non è emersa alcuna apertura rispetto alla decisione che ha portato all’esclusione dal servizio dei tre portieri. La Direzione non avrebbe prospettato né il ripristino dei rapporti di lavoro né un possibile percorso di stabilizzazione.
Una possibilità è stata invece indicata per le due lavoratrici amministrative. L’amministrazione ha confermato la disponibilità a cedere la graduatoria del concorso per coadiutore amministrativo alle altre aziende ed enti dell’area metropolitana, nella prospettiva di favorirne l’assunzione presso un’altra struttura.
Il risultato non soddisfa pienamente le organizzazioni sindacali, che avevano chiesto un intervento complessivo per tutelare tutti e cinque i lavoratori rimasti senza rinnovo.
Premialità nella busta paga di agosto
Sul pagamento della premialità è arrivato l’impegno più concreto. La Direzione amministrativa ha assicurato che saranno adottate le misure necessarie per liquidare le somme con la busta paga di agosto.
È stata inoltre prospettata la possibilità di un successivo conguaglio, eventualmente positivo, con lo stipendio di ottobre. Questa ulteriore quota dovrà però essere sottoposta alle verifiche previste da parte del Collegio sindacale, secondo quanto stabilito dal contratto collettivo nazionale di lavoro.
I sindacati contestano comunque il ritardo accumulato e temono che le conseguenze organizzative finiscano per ricadere ancora una volta sui dipendenti del Sistema informativo aziendale e dell’Ufficio personale. Saranno infatti questi lavoratori a dover affrontare l’aumento delle attività necessario per completare in tempi molto stretti le procedure di liquidazione.
Fp Cgil, Cisl Fp e Usb hanno quindi diffidato formalmente l’amministrazione dal richiedere prestazioni aggiuntive o dal sollecitare il personale a rinunciare alle ferie per consentire il pagamento entro agosto.
Secondo le organizzazioni, i ritardi sarebbero stati provocati dal completamento tardivo del processo di valutazione da parte dei dirigenti responsabili e non potrebbero quindi essere compensati imponendo ulteriori sacrifici ai dipendenti incaricati di elaborare gli stipendi.
Contratto della ricerca, confronto rinviato a settembre
Nessuna risposta definitiva è arrivata sulla mancata applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro al personale della ricerca. La direttrice amministrativa Lanzone ha rinviato il confronto al mese di settembre, anticipando che in quella sede potrebbero emergere novità.
I sindacati attendono quindi il prossimo incontro per comprendere quali soluzioni verranno proposte e con quali tempi. La questione riguarda il riconoscimento delle condizioni economiche e normative previste per il personale impegnato nelle attività di ricerca dell’istituto.
Il rinvio lascia aperto uno dei principali punti della mobilitazione. Le organizzazioni chiedono da tempo che il personale interessato riceva un trattamento contrattuale coerente con le mansioni effettivamente svolte.
Nessuna nuova assunzione nell’immediato
Il confronto ha confermato che non sono previste nuove assunzioni nell’immediato. Una risposta che non soddisfa i sindacati, secondo i quali le risorse disponibili dovrebbero essere destinate prioritariamente al rafforzamento dell’organico del servizio pubblico.
Per gli operatori sociosanitari, ogni possibile procedura è stata rinviata alla pubblicazione di un nuovo concorso da parte dell’Azienda tutela della salute ligure, indicata come nuovo soggetto unico incaricato della gestione delle selezioni a livello regionale.
Non sono stati comunicati tempi precisi per la pubblicazione del bando. La carenza di personale resta quindi uno dei problemi irrisolti emersi durante l’assemblea.
Sindacati: «Servono relazioni corrette e assunzioni»
Alla mobilitazione sono intervenuti il segretario generale della Funzione pubblica Cgil di Genova Luca Infantino, il segretario regionale della Cisl Funzione pubblica Andrea Manfredi, rappresentanti della segreteria generale di Nidil Cgil Genova, la segretaria confederale della Uil Liguria Roberta Cavicchioli e la segretaria generale della Funzione pubblica Cgil Liguria Maria Pia Scandolo.
La ricezione della delegazione da parte della Direzione amministrativa ha aperto un confronto dopo la protesta, ma il bilancio sindacale rimane critico. È arrivato l’impegno sul pagamento della premialità, mentre non sono state modificate le decisioni riguardanti i tre portieri, non è stato indicato alcun piano immediato di assunzioni e il tema della ricerca è stato rinviato a settembre.
Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp e Usb continuano a chiedere un rafforzamento degli organici, il riconoscimento dei diritti contrattuali, un servizio mensa adeguato e relazioni sindacali che consentano ai dipendenti di manifestare pubblicamente le proprie rivendicazioni.
La replica del Gaslini: «Nessun limite alla libertà sindacale, l’Aula Magna garantiva sicurezza e accessibilità»
Dopo le accuse formulate dalle organizzazioni sindacali, l’Istituto Giannina Gaslini è intervenuto con una propria replica, sostenendo che il confronto con i rappresentanti dei lavoratori debba svilupparsi sulla base di una corretta rappresentazione dei fatti e di dati oggettivi.
La Direzione respinge innanzitutto l’accusa di avere impedito o nascosto l’assemblea. Secondo l’ospedale, l’iniziativa sindacale si è svolta regolarmente nell’Aula Magna, uno spazio ritenuto adeguato ad accogliere i dipendenti che avevano usufruito del permesso sindacale.
«Non vi è stato alcun impedimento allo svolgimento dell’assemblea sindacale, per la quale l’Istituto ha regolarmente messo a disposizione l’Aula Magna, spazio idoneo alla partecipazione dei lavoratori», precisa il Gaslini.
L’Istituto distingue inoltre tra l’assemblea interna e l’eventuale presidio davanti all’ospedale, sostenendo che si tratti di due iniziative diverse, soggette a procedure differenti. Le organizzazioni sindacali, afferma la Direzione, restano libere di promuovere manifestazioni esterne nel rispetto delle norme, delle condizioni di sicurezza e previo accordo con la polizia locale.
«La scelta dell’Istituto non limita la libertà sindacale, ma risponde esclusivamente alla necessità di tutelare la sicurezza dei lavoratori, l’accessibilità e il regolare funzionamento dell’ospedale», si legge nella replica.
La Direzione rivendica 347 assunzioni in sei anni
Sul tema degli organici, il Gaslini contesta la rappresentazione di un progressivo indebolimento del personale e rivendica il piano di rafforzamento portato avanti negli ultimi anni per accompagnare lo sviluppo delle attività assistenziali, della ricerca e del progetto “Gaslini Diffuso”.
Tra il 2020 e il primo semestre del 2026, secondo i dati forniti dall’Istituto, sono stati assunti complessivamente 347 professionisti tra personale sanitario, sociosanitario, amministrativo e della ricerca. L’aumento complessivo dei dipendenti sarebbe stato pari al 19 per cento.
Per la Direzione, questi numeri dimostrerebbero un investimento costante sulle risorse umane e sulla capacità dell’ospedale di rispondere alla crescita dei bisogni assistenziali.
Anche per gli operatori sociosanitari, il Gaslini sostiene di avere incrementato le assunzioni, in particolare tra il 2023 e il 2024. Le difficoltà più recenti non deriverebbero quindi da un rallentamento delle procedure, ma da una carenza ormai strutturale di personale disponibile nel mercato del lavoro sociosanitario, comune all’intero Servizio sanitario nazionale.
L’Istituto sottolinea inoltre che le graduatorie liguri ancora formalmente attive, risalenti al 2022, sono già state ampiamente utilizzate dalle aziende sanitarie regionali. Le disponibilità residue, secondo la Direzione, non sarebbero sempre sufficienti a soddisfare le esigenze specifiche dell’ospedale pediatrico.
Premialità, il Gaslini indica settembre e non agosto
La replica dell’Istituto presenta una diversa scansione temporale rispetto a quella riferita dalle organizzazioni sindacali dopo l’incontro con la direttrice amministrativa. I sindacati avevano comunicato l’impegno a liquidare la premialità con la busta paga di agosto, con un possibile conguaglio successivo a ottobre.
Il Gaslini sostiene invece che, durante l’assemblea, fosse stato indicato prudenzialmente ottobre, tenendo conto dei tempi necessari per le estrazioni dei dati e per i controlli degli uffici. La Direzione afferma però di stare lavorando per anticipare il pagamento.
«Si sta facendo quanto possibile per anticipare al mese di settembre l’erogazione della premialità al personale del comparto», precisa l’Istituto.
Resta quindi una divergenza tra la ricostruzione sindacale, che parla di liquidazione ad agosto, e quella del Gaslini, che indica settembre come obiettivo anticipato rispetto alla previsione prudenziale di ottobre.
«Il Gaslini non licenzia nessuno»
La Direzione interviene anche sui cinque rapporti di somministrazione non rinnovati, respingendo l’utilizzo del termine “licenziamenti”. Secondo l’Istituto, si è trattato della mancata proroga di cinque contratti interinali arrivati alla loro scadenza.
«Il Gaslini non licenzia nessuno: non sono stati prorogati cinque contratti interinali», afferma l’ospedale, ricordando che i lavoratori interessati avrebbero avuto la possibilità di partecipare a regolari concorsi pubblici.
Sul precariato, la Direzione sostiene di avere offerto negli ultimi anni concrete opportunità di accesso a procedure finalizzate all’assunzione stabile. Per oltre 15 lavoratori precari, secondo quanto riferito dall’Istituto, questi percorsi si sarebbero già conclusi positivamente.
La linea rivendicata dal Gaslini è quella di privilegiare la stabilizzazione attraverso selezioni e concorsi rispetto alla continua proroga dei rapporti temporanei.
«Come ampiamente dimostrato dai numeri delle assunzioni, il Gaslini ha perseguito e continuerà a perseguire la stabilità del rapporto di lavoro, non il rinnovo di contratti precari», afferma la Direzione.
La replica non modifica però l’esito del confronto riferito dai sindacati: per i tre portieri non sarebbe stato individuato alcun percorso immediato di rientro o stabilizzazione, mentre per le due lavoratrici amministrative resta la possibilità di cedere la graduatoria ad altre aziende ed enti dell’area metropolitana.
Personale della ricerca, il confronto proseguirà con la nuova Direzione scientifica
Sul personale della ricerca, l’Istituto respinge l’accusa di non avere applicato gli istituti economici e contrattuali previsti dalla normativa. La Direzione sostiene che il contratto sia stato applicato, pur in presenza di problemi legati alla quantificazione delle risorse da parte del ministero della Salute.
La discussione sugli incarichi e sui differenziali economici di professionalità proseguirà in raccordo con la nuova Direzione scientifica, il cui insediamento è previsto per il primo novembre.
«Con riferimento al personale della ricerca sanitaria, l’Istituto ha provveduto ad applicare gli istituti economici e contrattuali previsti dalla normativa vigente, pur permanendo criticità legate alla quantificazione delle risorse da parte del ministero della Salute», precisa il Gaslini.
L’ospedale ricorda inoltre di avere già stabilizzato 72 unità di personale della ricerca e di sostenere con risorse proprie una quota significativa dei relativi costi.
La replica non chiude dunque il confronto. I sindacati continuano a contestare l’organizzazione dell’assemblea, la mancata proroga dei cinque contratti, i ritardi sulla premialità e l’assenza di un piano immediato di assunzioni. Il Gaslini, invece, rivendica la regolarità delle proprie decisioni, gli investimenti effettuati sul personale e la volontà di proseguire il dialogo sulla base dei dati e delle procedure previste.
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