Pugni contro il vetro e minacce all’autista del 36: l’UGL chiede le body cam per il personale Amt

L’episodio ieri sera in via Fanti d’Italia. Un uomo, irritato per l’attesa della linea 7, avrebbe intimato al conducente di scendere per picchiarlo. Il segretario Roberto Piccardo collega la crescente tensione anche ai tagli al servizio invernale e rilancia l’impiego volontario di telecamere

Momenti di tensione ieri, sabato 29 agosto, in via Fanti d’Italia, dove il conducente di un autobus della linea 36 sarebbe stato minacciato da un uomo che protestava per il ritardo di un altro collegamento, quello della linea 7, che fa capolinea proprio lì accanto.

A raccontare l’accaduto è Roberto Piccardo, segretario dell’UGL. Intorno alle 18, secondo la ricostruzione del sindacalista, l’uomo si sarebbe avvicinato al mezzo cominciando a colpire con i pugni il vetro della cabina e intimando ripetutamente all’autista di scendere, accompagnando la richiesta con minacce di violenza.

Alcuni colleghi del conducente hanno chiesto l’intervento della polizia. L’uomo è stato quindi fermato dagli agenti e, sempre secondo quanto riferito dal rappresentante dell’UGL, sarebbe apparso in uno stato di alterazione. Non risultano conseguenze fisiche per l’autista.
Alla base della protesta ci sarebbe stata la prolungata attesa dell’autobus della linea 7. Una motivazione che, per Piccardo, non può in alcun modo giustificare l’aggressività rivolta contro un lavoratore, ma che riporta in primo piano le preoccupazioni del sindacato per la possibile riduzione delle corse prevista con il servizio invernale.
«Non è ammissibile lavorare così», afferma il segretario dell’UGL, secondo il quale la diminuzione dei collegamenti potrebbe esasperare ulteriormente gli utenti e moltiplicare le situazioni di conflitto a bordo e alle fermate. La responsabilità di eventuali disservizi, sottolinea il sindacato, non può comunque essere scaricata sul personale viaggiante.
Durante una riunione svolta ieri, l’UGL ha riproposto l’impiego volontario di body cam e dash cam. Le prime verrebbero indossate dai conducenti, mentre le seconde potrebbero documentare quanto accade davanti o intorno al mezzo.
Secondo Piccardo, le registrazioni sarebbero utili non soltanto in caso di minacce o aggressioni, ma anche per ricostruire episodi nei quali automobilisti tagliano la strada agli autobus, ostacolano le manovre o insultano i conducenti. Il loro utilizzo dovrebbe naturalmente essere disciplinato nel rispetto delle regole sulla riservatezza e sul trattamento delle immagini.
Il sindacalista chiede inoltre maggiore tutela per le forze dell’ordine chiamate a intervenire nelle situazioni più concitate, evitando che le polemiche successive finiscano per indebolirne l’azione. L’allarme dell’UGL riguarda infine l’abbandono della professione da parte di un numero crescente di conducenti di AMT, scoraggiati, secondo il sindacato, dalle condizioni di lavoro e dalla frequenza degli episodi di tensione.
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