Fascia di rispetto di Palmaro, il parco resta bloccato dai lavori ferroviari: le aree saranno cedute solo a opere concluse

Il progetto interessa circa 9.600 metri quadrati tra Pra’ e Palmaro, ma una parte dei terreni è ancora necessaria a Rete ferroviaria italiana. L’assessore Massimo Ferrante risponde a Filippo Bruzzone, della Lista civica Silvia Salis sindaca, e Marco Mesmaeker, del Movimento 5 Stelle: «La cessione potrà avvenire soltanto dopo il completamento degli interventi sul nodo di Genova»

Il nuovo parco urbano previsto nella fascia di rispetto tra Pra’ e Palmaro dovrà attendere la conclusione dei lavori ferroviari. È questo il principale ostacolo emerso dalla risposta fornita in Consiglio comunale dall’assessore alle infrastrutture e opere strategiche Massimo Ferrante, chiamato a chiarire le ragioni dei ritardi accumulati rispetto agli accordi sottoscritti nel 2021.


Le interrogazioni erano state presentate dai consiglieri Filippo Bruzzone, della Lista civica Silvia Salis sindaca, e Marco Mesmaeker, del Movimento 5 Stelle, dopo le proteste e le richieste di aggiornamento arrivate dai cittadini del Ponente. Entrambi hanno domandato quale sia oggi il cronoprogramma dell’intervento e perché, a cinque anni dalla firma del protocollo, il cantiere non sia ancora partito.

L’accordo risale all’8 marzo 2021 e coinvolge Comune di Genova, Rete ferroviaria italiana e Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Occidentale. Il documento era stato predisposto per disciplinare la futura disponibilità dei terreni necessari alla realizzazione del parco urbano Pra’ Palmaro, inserito nella candidatura comunale al Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare.
L’area interessata misura circa 9.600 metri quadrati ed è divisa tra terreni appartenenti al demanio marittimo, affidati in concessione all’Autorità portuale, e superfici di proprietà di Rete ferroviaria italiana. Proprio questa sovrapposizione di competenze e cantieri impedisce, al momento, di consegnare integralmente gli spazi al Comune.
«La vicenda è annosa ed è in capo a Rete ferroviaria italiana e all’Autorità di Sistema portuale», ha spiegato Massimo Ferrante, ricostruendo i diversi passaggi del progetto. Nel 2021 le aree erano ancora coinvolte sia nel potenziamento del nodo ferroviario genovese sia nella realizzazione della nuova viabilità di accesso al porto dallo svincolo autostradale di Genova Pra’, opera successivamente completata e inaugurata nell’estate del 2025.
Il protocollo stabiliva che la disponibilità dei terreni destinati al parco sarebbe stata regolata con accordi successivi, una volta terminati gli interventi ferroviari. L’Autorità di Sistema portuale dovrebbe mettere a disposizione la propria porzione attraverso una concessione, mentre Rete ferroviaria italiana potrà cedere a titolo oneroso soltanto le superfici che non saranno più necessarie all’esercizio ferroviario.
Il nodo principale resta quindi il completamento della riorganizzazione ferroviaria. Le modifiche alla linea dipendono dalla conclusione del parco ferroviario Voltri Mare, considerato indispensabile per separare e spostare la linea metropolitana con destinazione Voltri rispetto ai collegamenti regionali e interregionali.
Nella pianificazione ferroviaria sono previsti anche lo spostamento verso Levante della stazione di Voltri e la realizzazione della nuova fermata Genova Pra’ Palmaro. Entrambi gli interventi risultano inseriti nell’Accordo quadro 2022-2027 tra Rete ferroviaria italiana e Regione Liguria.
La prima macrofase del progetto ferroviario è stata conclusa, mentre è ancora in corso la progettazione della seconda. La costruzione delle opere successive dipende però dall’assegnazione delle risorse economiche, attualmente oggetto di istruttoria nell’ambito dell’aggiornamento del contratto di programma.
«Le aree che ricadono sul sedime della linea Genova-Ventimiglia non potranno essere messe a disposizione prima della conclusione dei lavori ferroviari», ha precisato Massimo Ferrante. «Rete ferroviaria italiana ci comunica quindi che la cessione dei propri terreni potrà avvenire soltanto quando gli interventi sul nodo di Genova saranno terminati».
Per il parco urbano, dunque, non emerge ancora una data certa di avvio. Il progetto rimane legato al finanziamento e alla realizzazione della seconda fase ferroviaria, passaggi senza i quali il Comune non potrà acquisire tutte le superfici previste dal protocollo del 2021.
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