Addio a Marco Lodi, il custode che raccontava i tesori di Strada Nuova in quattro lingue

Lavorava all’accoglienza tra Palazzo Rosso e Palazzo Bianco ed era diventato un punto di riferimento per colleghi e visitatori. Il cordoglio dell’assessore alla cultura Giacomo Montanari, dei curatori dei musei e della giunta comunale


I Musei di Strada Nuova perdono uno dei loro volti più conosciuti e apprezzati. È morto Marco Lodi, storico addetto all’accoglienza che per anni aveva accompagnato visitatori italiani e stranieri alla scoperta delle collezioni custodite a Palazzo Rosso e Palazzo Bianco.

Dietro il ruolo di custode c’era una conoscenza profonda delle opere, delle sale e della storia dei due palazzi. Marco Lodi parlava quattro lingue, tra cui il cinese, e aveva trasformato il contatto quotidiano con il pubblico in una forma di accoglienza competente, discreta e appassionata.

A ricordarlo è l’assessore comunale alla cultura Giacomo Montanari, che ha espresso il proprio cordoglio appena appresa la notizia. «Non era soltanto un custode, ma una figura di riferimento per l’accoglienza turistica», ha dichiarato. «Con lui perdiamo un grande professionista e un uomo appassionato, gentile e generoso».
Nel corso degli anni Marco Lodi aveva costruito un legame profondo anche con i colleghi, in particolare con il personale della Direzione Musei e Biblioteche, che ne ricordano la disponibilità, la preparazione e la capacità di far sentire ogni visitatore benvenuto.
«Era profondamente amato da tutti», ha aggiunto Giacomo Montanari, rivolgendo alla famiglia le condoglianze personali, quelle dei curatori dei Musei di Strada Nuova e dell’intera Giunta comunale.
La sua scomparsa lascia un vuoto nei palazzi che aveva conosciuto e raccontato per anni, tra capolavori, sale storiche e visitatori arrivati da ogni parte del mondo.
Dalla sorella di Marco Lodi, Patrizia, riceviamo e pubblichiamo
Gentile Assessore Montanari,
desidero esprimerLe, a nome mio e della mia famiglia, la più profonda gratitudine per la Sua presenza alle esequie di mio fratello Marco Lodi.
In un momento di dolore così intenso, la Sua partecipazione è stata molto più di un atto istituzionale: è stata una testimonianza autentica di umanità, di affetto e di rispetto, un gesto che ha saputo superare ogni ruolo, ogni appartenenza, ogni distinzione politica, per affermare ciò che davvero conta: il valore delle persone. La cultura, d’altronde, nella sua essenza più autentica, ci insegna proprio questo: a riconoscere la dignità dell’altro, a custodire la memoria, a onorare chi ha vissuto il proprio lavoro con passione, competenza e dedizione.
Credo che Marco abbia servito il Comune con amore e senso del dovere; sapere che questo è stato riconosciuto anche attraverso la Sua presenza ci ha profondamente commossi e ci ha donato un conforto che difficilmente dimenticheremo. Ci sono gesti che non hanno bisogno di grandi parole, perché parlano direttamente al cuore. Il Suo è stato uno di questi. E resterà per noi il segno più bello di una vicinanza che nasce dall’apprezzamento sincero per una persona e dal valore che si attribuisce ai legami umani.
Per tutto questo, caro Assessore, Le giunga il nostro più sentito, affettuoso e riconoscente grazie.
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