Sicurezza sui bus, Silvia Salis al Governo: «La polizia locale non può reggere da sola, servono uomini e risorse dello Stato»

Dopo le aggressioni sulle linee 71 e 160, la sindaca ha chiesto in Prefettura un coordinamento più forte tra tutte le forze dell’ordine e investimenti strutturali per rafforzare gli organici. Domani nuovo incontro con la partecipazione delle rappresentanze sindacali

Le aggressioni ai lavoratori AMT diventano un caso di sicurezza pubblica. Dopo gli episodi avvenuti sulle linee 71 e 160, il Comune di Genova chiede che il presidio dei mezzi e delle aree più esposte non ricada esclusivamente sulla polizia locale.


La sindaca Silvia Salis ha portato la questione al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunito questa mattina in seguito alle violenze registrate venerdì scorso. Al tavolo hanno partecipato anche l’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi, l’assessore alla Mobilità Emilio Robotti e il comandante della polizia locale Fabio Manzo.

«Rinnoviamo la nostra totale solidarietà agli autisti del trasporto pubblico per i ripetuti episodi di violenza», ha dichiarato Silvia Salis al termine della riunione. La sindaca ha ricordato che, durante il fine settimana, il Comune ha attivato un servizio di scorta della polizia locale sulla linea 71, interessata dall’episodio più grave, oltre al progetto “Sicurezza in movimento” già avviato nei mesi precedenti.
Secondo l’Amministrazione, tuttavia, le misure comunali non possono rappresentare da sole una risposta sufficiente. «La polizia locale non può agire da sola: non possiamo moltiplicare gli sforzi su ogni singolo fronte e punto di criticità», ha sottolineato la sindaca.
La richiesta di un intervento coordinato
Durante il confronto con Prefettura e Questura, il Comune ha chiesto un maggiore coinvolgimento delle altre forze dell’ordine e un coordinamento stabile degli interventi.
«Per presidiare efficacemente il territorio abbiamo bisogno di un’azione corale e coordinata», ha affermato Silvia Salis, spiegando che la presenza della polizia locale deve essere affiancata da un supporto concreto da parte degli altri corpi impegnati nella sicurezza urbana.
La richiesta nasce da una situazione che non riguarda soltanto una singola linea o un episodio isolato. Le ripetute aggressioni contro conducenti e personale viaggiante hanno aumentato la preoccupazione tra i lavoratori e portato alla proclamazione dello sciopero.
Il tema non è quindi soltanto garantire una risposta immediata dopo ogni violenza, ma costruire un dispositivo preventivo capace di intervenire sulle tratte, sugli orari e sulle zone considerate maggiormente esposte.
Le misure già attivate dal Comune
Il servizio di scorta predisposto sulla linea 71 rappresenta una delle prime risposte messe in campo dopo gli ultimi episodi. La linea era stata colpita da un lancio di pietre che aveva danneggiato il mezzo e messo in pericolo conducente e passeggeri.
Il Comune richiama inoltre il progetto “Sicurezza in movimento”, nato per rafforzare la protezione del trasporto pubblico attraverso il coordinamento tra AMT e polizia locale.
Per la sindaca, però, l’estensione dei controlli a ogni linea critica richiederebbe risorse e organici che l’Amministrazione comunale non può garantire autonomamente.
«La polizia locale è sempre presente, ma non può essere chiamata a coprire contemporaneamente ogni emergenza», è il senso della posizione espressa durante il Comitato.
Il nodo degli organici
La carenza di personale interessa sia la polizia locale sia le altre forze dell’ordine. Il Comune sta procedendo con nuove assunzioni e con l’acquisto di mezzi, ma secondo Silvia Salis il problema richiede interventi di portata nazionale.
«Il messaggio che arriva chiaramente anche dall’Anci è che le polizie locali sono sovraccariche di lavoro», ha dichiarato la sindaca. Alla crescita delle competenze e delle richieste rivolte ai corpi municipali non sarebbe corrisposto un adeguato rafforzamento delle risorse.
Anche polizia di Stato, carabinieri e altri corpi operano spesso con organici ridotti. Per questo il Comune chiede al Governo investimenti strutturali che permettano di aumentare il personale e rendere stabile il presidio del territorio.
«Se la sicurezza è davvero una priorità, allora bisogna investirci concretamente», ha aggiunto Silvia Salis.
Domani il confronto con i sindacati
Il percorso istituzionale proseguirà domani mattina con una nuova riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Al tavolo parteciperanno anche le rappresentanze sindacali dei lavoratori AMT.
L’incontro dovrà mettere a confronto le richieste del personale con le misure che Comune, Prefettura e Questura potranno attivare nel breve e nel medio periodo.
Al centro ci saranno la protezione degli autisti, il presidio delle linee più problematiche, le modalità di intervento in caso di aggressione e il coordinamento tra le diverse forze dell’ordine.
Dopo lo sciopero e le denunce dei sindacati, la vertenza entra quindi in una fase decisiva. I lavoratori chiedono risposte concrete e non più soltanto solidarietà, mentre il Comune rilancia la questione al livello nazionale: la sicurezza sui mezzi pubblici non può essere sostenuta soltanto dalle risorse municipali.
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