Lagaccio senza navetta, il quartiere chiede una soluzione immediata: «Anziani e famiglie non possono restare isolati»

Il servizio soppresso collegava la parte bassa con quella alta del quartiere. Spi Cgil e realtà del territorio chiedono al Comune un collegamento provvisorio, il ripristino futuro della linea e l’allargamento di via del Lagaccio

La soppressione della navetta del Lagaccio continua a provocare proteste e preoccupazione tra residenti, associazioni e rappresentanti sindacali. Il servizio, interrotto dal primo luglio, costituiva infatti l’unico collegamento diretto tra la parte bassa e quella alta di un quartiere segnato da forti pendenze, muri, traffico e difficoltà di accesso ai servizi.

A sollevare nuovamente il problema è lo Spi, Sindacato pensionati italiani Cgil del Centro Est, che definisce la navetta uno strumento capace di compensare almeno in parte le profonde disuguaglianze territoriali. Il collegamento veniva utilizzato soprattutto da chi non possiede un’automobile o sceglie di non usarla, ma anche da persone anziane e fragili che incontrano particolari difficoltà negli spostamenti quotidiani.

La conformazione del Lagaccio rende infatti molto complesso muoversi a piedi, soprattutto durante le giornate caratterizzate da temperature elevate. La soppressione del servizio rischia così di accentuare l’isolamento di una parte della popolazione e di rendere ancora più difficile raggiungere negozi, ambulatori, fermate del trasporto pubblico e altri servizi essenziali.
La questione è stata affrontata durante un incontro promosso dalla presidente del Municipio Centro Est Simona Cosso, al quale hanno partecipato l’assessore comunale alla Mobilità, ai Trasporti e ai Rapporti sindacali Emilio Robotti, rappresentanti del territorio e soggetti che da tempo chiedono il ripristino del collegamento.
Nel corso del confronto è stata riconosciuta la difficile situazione dell’Azienda mobilità e trasporti, alle prese con una crisi che mette a rischio migliaia di lavoratori e l’intero sistema cittadino. Secondo lo Spi Cgil, però, le conseguenze del risanamento non possono ricadere esclusivamente sugli utenti più deboli e sui quartieri con minore capacità di far sentire la propria voce.
«Non siamo una corporazione che difende i privilegi di un gruppo ristretto di persone a scapito di tutti gli altri», sostiene Roberto Caristi, responsabile del Sindacato pensionati italiani Cgil del Centro Est. L’obiettivo dichiarato è impedire che i costi della crisi vengano scaricati su chi vive nelle condizioni più difficili e dispone di minori possibilità di spostamento.
All’assessore Emilio Robotti sono state presentate tre richieste. La prima riguarda l’apertura di un nuovo confronto sul futuro del servizio, nella prospettiva di ripristinare una navetta simile a quella soppressa una volta completato il risanamento dell’azienda. Un appuntamento è stato fissato per lunedì 28 settembre.
La seconda richiesta è l’individuazione, in tempi brevi, di una soluzione provvisoria che possa sostituire almeno parzialmente la navetta durante l’estate. Il collegamento temporaneo viene considerato particolarmente urgente per tutelare anziani e persone fragili durante le ondate di calore. Sul punto, secondo quanto riferito dai promotori, sarebbe stata registrata la disponibilità dell’assessore Emilio Robotti e della presidente Simona Cosso a valutare iniziative praticabili.
Il terzo tema riguarda l’allargamento della parte alta di via del Lagaccio, intervento ritenuto indispensabile per ripensare complessivamente la mobilità del quartiere. L’opera richiede tempi lunghi e risorse straordinarie, ma l’amministrazione si sarebbe impegnata a portare la questione all’attenzione della Giunta comunale.
Per il Sindacato pensionati italiani Cgil, il confronto rappresenta soltanto un primo passaggio. La navetta non era considerata un servizio accessorio, ma un presidio sociale capace di ridurre le distanze tra le diverse parti del quartiere. La richiesta è quindi quella di trovare subito una risposta transitoria e, successivamente, ricostruire un collegamento stabile che restituisca autonomia e sicurezza a chi oggi rischia di rimanere isolato.
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