Villetta Di Negro, lavori finiti. Comincia la partita del rilancio: ora i bandi di assegnazione della casa del custode e delle casette dei giardinieri

In Consiglio comunale Mauro Avvenente chiede conto delle criticità manutentive della casetta ex giardinieri, mentre Donatella Alfonso sollecita tempi certi per il riassetto complessivo di Villetta Di Negro. La risposta dell’assessore Ferrante: lavori conclusi in anticipo a dicembre 2025, ora via alle procedure di assegnazione

Villetta Di Negro torna in Consiglio comunale e lo fa attraverso una domanda molto concreta: che cosa succede adesso? I lavori di recupero risultano conclusi, gli interventi finanziati con il Piano nazionale di ripresa e resilienza sono stati terminati in anticipo rispetto ai tempi previsti, ma il futuro della ex casa del custode, dell’Urban Lab, della casetta degli ex giardinieri e più in generale dell’intero complesso resta appeso alla fase decisiva delle assegnazioni e della gestione. Perché un parco storico non torna davvero alla città soltanto quando finiscono i cantieri: torna alla città quando gli spazi recuperati vengono aperti, presidiati, animati, curati e messi dentro un progetto riconoscibile.

Il tema è stato sollevato in Aula da Mauro Avvenente, consigliere di Vince Genova, e da Donatella Alfonso, consigliera del Partito Democratico, con due interrogazioni a risposta immediata dedicate alle criticità manutentive e al riassetto complessivo di Villetta Di Negro. Avvenente ha chiesto di conoscere lo stato dei lavori di ripristino della casetta ex giardinieri di Aster, richiamando una delle parti del complesso che da tempo attende una destinazione chiara. Alfonso ha allargato il ragionamento all’intero progetto di riassetto della Villetta, chiedendo aggiornamenti sul completamento dei lavori di ripristino della ex casa del custode e dell’Urban Lab, ma anche sulle prospettive di maggiore vivibilità del parco e degli spazi circostanti.

Non si tratta di un dettaglio urbanistico né di una manutenzione qualunque. Villetta Di Negro è uno dei luoghi più particolari del centro cittadino, sospeso tra parco storico, percorso panoramico, patrimonio architettonico e funzione museale. Al suo interno si trova il Museo Chiossone, una realtà culturale di grande valore che, secondo Donatella Alfonso, meriterebbe di essere promossa e inserita in una strategia più forte di valorizzazione. La consigliera ha richiamato proprio questo punto, sottolineando come la Villetta sia «un luogo magnifico» e come la presenza del museo imponga all’amministrazione una cura non episodica, ma continuativa, capace di trasformare gli interventi realizzati in un’occasione di rilancio.
La risposta della Giunta è arrivata dall’assessore ai lavori pubblici e manutenzioni Massimo Ferrante, che ha spiegato come gli interventi finanziati con il Piano nazionale di ripresa e resilienza abbiano riguardato la casa del custode e il parco, con conclusione dei lavori nel dicembre 2025. L’assessore ha riferito anche di un sopralluogo effettuato circa quaranta giorni fa, dal quale sarebbe emerso un miglioramento visibile delle condizioni complessive della Villetta dopo le lavorazioni realizzate. Secondo quanto spiegato in Aula, i lavori non solo sono terminati, ma sono stati conclusi con anticipo rispetto al cronoprogramma.
Il punto, però, ora si sposta dalla fase dei cantieri a quella delle funzioni. L’assessore ha chiarito che inizieranno le procedure di assegnazione degli spazi recuperati. È questo il passaggio che Donatella Alfonso ha indicato come decisivo nella replica: la consigliera ha spiegato di attendere di conoscere gli elementi del bando per l’assegnazione della casa del giardiniere, perché senza una destinazione effettiva il rischio è che gli immobili restaurati restino scatole chiuse, belle sulla carta ma incapaci di incidere sulla vivibilità del parco.
La questione della casa del giardiniere è centrale proprio perché può diventare uno dei punti di presidio e di riattivazione della Villetta. Uno spazio recuperato, se assegnato con criteri coerenti, può generare presenza, servizi, iniziative, manutenzione diffusa e controllo sociale naturale. Al contrario, un edificio restaurato ma non utilizzato rischia di diventare rapidamente un simbolo di occasione mancata e questo lo ha detto nella sua replica anche il consigliere di Vince Genova. Per questo la discussione in Consiglio comunale non si è limitata alla domanda sullo stato dei lavori, ma ha toccato il tema più ampio della gestione futura.
Nel confronto è emersa anche l’ipotesi di realizzare un piccolo chiosco vicino al Museo Chiossone. Una proposta apparentemente semplice, ma potenzialmente importante per rendere più frequentata e accogliente l’area. Un punto di ristoro leggero, se ben integrato con il contesto storico e paesaggistico, potrebbe contribuire a trattenere visitatori, famiglie, turisti e utenti del museo, rafforzando quella presenza quotidiana che spesso fa la differenza tra uno spazio pubblico attraversato di fretta e un luogo realmente vissuto.
Resta poi aperto il capitolo dell’antica voliera, indicata da Donatella Alfonso come elemento pregevole del parco da recuperare. È un dettaglio solo in apparenza minore. In un complesso storico come Villetta Di Negro, anche gli elementi architettonici e decorativi più piccoli concorrono a costruire identità, memoria e qualità dello spazio pubblico. La voliera, se restaurata e reinserita in un percorso di visita e fruizione, non come gabbia per animali, ma con un’altra funzione, potrebbe diventare uno dei tasselli di una narrazione più ricca della Villetta, insieme al verde, ai percorsi, agli affacci panoramici e al Museo Chiossone.
Il nodo, dunque, non è soltanto sapere se i lavori siano finiti. La risposta della Giunta dice che sono finiti, e che il parco ha già mostrato segnali di miglioramento. Il nodo vero è capire quanto rapidamente l’amministrazione riuscirà a passare dalla manutenzione al progetto, dal recupero edilizio alla gestione, dal cantiere concluso alla riapertura piena di funzioni. Villetta Di Negro ha bisogno di essere mantenuta, ma anche raccontata, resa accessibile, presidiata e collegata alla vita culturale della città.
Per Mauro Avvenente, il tema resta quello della gestione degli spazi legati alla ex casetta dei giardinieri. Per Donatella Alfonso, invece, la partita riguarda il futuro complessivo del complesso e la capacità di evitare che uno dei parchi più belli di Genova resti sottoutilizzato. La risposta di Massimo Ferrante apre alla fase delle assegnazioni, ma proprio questa fase sarà ora il banco di prova: serviranno tempi chiari, criteri leggibili e una destinazione capace di produrre beneficio pubblico.
Villetta Di Negro, con il suo patrimonio verde, storico e museale, non può essere considerata soltanto un problema di manutenzione. È uno spazio strategico nel cuore della città, un luogo che potrebbe diventare molto più attrattivo per genovesi e visitatori, soprattutto se il recupero degli immobili fosse accompagnato da servizi, cura costante, iniziative culturali e una relazione più forte con il Museo Chiossone. I lavori conclusi sono un passo avanti, ma non bastano ancora a chiudere la partita. Ora comincia la fase più delicata: quella in cui si decide se il recupero resterà un intervento tecnico o diventerà davvero una rinascita.
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