Piazza Alimonda, Futuro Nazionale cancella la scritta per Carlo Giuliani: dura replica dell’Anpi

Il movimento politivo rivendica la pulizia della targa e parla di decoro urbano. Il Comitato provinciale dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia accusa: «La memoria non si cancella» e torna a chiedere la chiusura della sede di CasaPound.

Nuovo scontro politico e simbolico intorno a piazza Alimonda, il luogo di Genova nel quale il 20 luglio 2001, durante le manifestazioni contro il vertice del Gruppo degli Otto, morì Carlo Giuliani. A riaccendere le polemiche è stato un intervento sulla targa della piazza, sulla quale nei giorni delle commemorazioni era comparsa ancora una volta la scritta “Carlo Giuliani, ragazzo”.

A rivendicarne la rimozione è stato Francesco Maresca, esponente genovese di Futuro Nazionale, con un messaggio pubblicato sui social media. «Noi come Futuro Nazionale ci teniamo al decoro della nostra città e abbiamo subito riassegnato il nome a piazza Alimonda», ha scritto, ringraziando Filippo Camillo Bortoluzzi Maiano e il gruppo che avrebbe eseguito l’intervento «con scrupolo e coraggio».


Una posizione che ha provocato la dura reazione del Comitato provinciale genovese dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia. L’organizzazione sostiene che quella cancellazione non possa eliminare il ricordo del giovane manifestante ucciso venticinque anni fa e di chi continua a chiedere verità e giustizia sui fatti avvenuti durante il vertice del 2001.
«La memoria non si cancella», afferma l’Associazione nazionale partigiani d’Italia, ricordando le violenze compiute da alcuni reparti delle forze dell’ordine contro i manifestanti e le responsabilità mai pienamente chiarite nella gestione dell’ordine pubblico, compresa la mancata prevenzione delle devastazioni commesse dai gruppi del cosiddetto blocco nero.
Nel suo intervento, il Comitato provinciale rivendica il sostegno garantito in questi venticinque anni alle richieste di verità e giustizia legate a piazza Alimonda e al cippo dedicato a Carlo Giuliani. La rimozione della scritta viene definita una “provocazione” compiuta da persone che, secondo l’associazione, più che guardare al futuro sembrerebbero rivolgersi al passato.
La replica si conclude rilanciando una battaglia già sostenuta nei mesi scorsi: la richiesta di chiudere la sede genovese di CasaPound, situata a poca distanza dalla piazza. Per l’Associazione nazionale partigiani d’Italia, sarebbe quella la vera operazione di “pulizia” da compiere in una città medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza e la Liberazione dal nazifascismo.
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