Facce de Zena 

Salita Santa Brigida, Genova ricorda Francesco Coco e gli uomini della scorta: Silvia Salis richiama il valore della memoria

A 50 anni dall’eccidio, la commemorazione per il procuratore generale Francesco Coco, il brigadiere Giovanni Saponara e l’appuntato Antioco Deiana. Via Balbi chiusa per 40 minuti per consentire lo svolgimento della cerimonia in sicurezza

Genova ha ricordato questa mattina l’eccidio di Salita Santa Brigida, a 50 anni dall’attentato terroristico in cui furono assassinati il procuratore generale della Repubblica Francesco Coco e i due uomini della sua scorta, il brigadiere della polizia di Stato Giovanni Saponara e l’appuntato dei carabinieri Antioco Deiana. La cerimonia commemorativa si è svolta nel luogo dell’agguato, dove l’8 giugno 1976 le Brigate Rosse colpirono uno dei simboli dello Stato in una Genova attraversata, come il resto del Paese, dalla violenza degli anni di piombo.

Alla commemorazione è intervenuta la sindaca Silvia Salis, che ha richiamato il valore civile del ricordo e il legame tra memoria storica, democrazia e difesa delle istituzioni. «Ricordare, fare esercizio di memoria, è sempre importante per non dimenticare chi ha sacrificato la propria vita per difendere la nostra Repubblica, ma anche per rendere omaggio a chi ancora oggi lavora quotidianamente per difendere giustizia e libertà nel nostro Paese», ha dichiarato la prima cittadina.

L’attentato di Salita Santa Brigida resta una delle pagine più gravi della stagione del terrorismo in città. Francesco Coco, Giovanni Saponara e Antioco Deiana furono uccisi in un contesto segnato da fortissime tensioni politiche e sociali, quando il conflitto tra le istituzioni repubblicane e le formazioni armate eversive raggiunse livelli drammatici. Proprio su questo punto si è soffermata Silvia Salis, sottolineando la necessità di trasmettere alle nuove generazioni il significato di quel sacrificio.

«Francesco Coco, Giovanni Saponara e Antioco Deiana sono morti in anni di grande tensione e violenza, in Italia e a Genova, un periodo buio segnato da una profonda frattura tra le istituzioni e una frangia sovversiva della società – ha detto la sindaca Silvia Salis –. Tenere viva la memoria delle vittime del terrorismo significa custodire un pezzo della nostra storia repubblicana e trasmettere alle nuove generazioni il valore della democrazia, della legalità e del senso del dovere, anche a costo della propria vita».

La giornata del ricordo è poi proseguita al liceo D’Oria, dove il vicesindaco Alessandro Terrile ha partecipato all’incontro nell’aula magna dell’istituto. Dopo l’intervento del procuratore generale Enrico Zucca, si è svolta la premiazione degli studenti selezionati nell’ambito del concorso dedicato all’eccidio, chiamati a confrontarsi con un tema sul “Terrorismo degli anni di piombo” e con il riferimento specifico alla strage di Salita Santa Brigida.

Il coinvolgimento degli studenti ha dato alla commemorazione una dimensione non solo istituzionale, ma anche educativa. Ricordare l’uccisione di Francesco Coco, Giovanni Saponara e Antioco Deiana significa infatti riportare quella vicenda dentro la coscienza pubblica della città, perché non resti soltanto una data nella storia giudiziaria e politica italiana, ma diventi uno strumento per comprendere il valore della legalità e il prezzo pagato da chi ha difeso lo Stato democratico.

Per consentire lo svolgimento della cerimonia in sicurezza, via Balbi è rimasta chiusa per circa 40 minuti. La commemorazione si è conclusa nel segno del ricordo delle vittime e del riconoscimento verso chi, ieri come oggi, opera nelle istituzioni, nelle forze dell’ordine e nella magistratura per difendere giustizia, libertà e convivenza democratica.


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